Diritto e Fisco | Editoriale

Canone: la Rai ne pretende il pagamento anche per l’uso dei PC

18 Febbraio 2012 | Autore:
Canone: la Rai ne pretende il pagamento anche per l’uso dei PC

Canone Rai per i computer connessi a internet perchè “apparecchi adattabili alla ricezione di radioaudizioni”.

Apprendo dal sempre preciso sito dell’ADUC [1] che la RAI starebbe sollecitando le aziende e i professionisti a pagare il canone anche per i “computer collegati in rete (digital signage e similari)”: ciò sulla scorta del fatto che la legge del 1938 che ha istituito questa tassa ne impone genericamente il pagamento ai possessori di “apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”.  Secondo poi l’interpretazione estensiva che ne ha dato, nel 1988, una sentenza della Corte Costituzionale, il canone è dovuto anche se l’apparecchio è “potenzialmente” adatto alla ricezione. Il che significa che, per il solo fatto di possedere un iPad, un personal computer, un cellulare, addirittura un forno a microonde, o comunque qualsiasi altro mezzo “adatto alle radioaudizioni”, a prescindere dall’uso che di esso se ne faccia, si è tenuti al pagamento del canone.

In questo senso, condividendo in pieno le motivazioni di Pietro Yates Moretti, vicepresidente della Associazione di difesa degli utenti e consumatori, il comportamento tenuto dalla televisione di Stato, oltre a preoccupare per il rispetto della “logica” giuridica, dall’altro fa sorgere un serio allarme.

Sia la Corte Costituzionale che la RAI dimenticano che la norma sul canone fu scritta in un’epoca, quella fascista, in cui la televisione era un bene di lusso, che solo poche famiglie potevano permettersi. Un’epoca in cui i costi per le radiotrasmissioni erano di gran lunga superiori rispetto a quelli odierni, ridotti dalla tecnologia. Un’epoca, infine, in cui la pubblicità non era ancora il business che noi oggi conosciamo e che, da sola, non era in grado di mantenere una televisione.

La Corte Costituzionale e la RAI dimenticano quanto sia cambiata, da allora, la televisione. Ma soprattutto ignorano come sia fuorviante il paragone con il personal computer, il quale non è certo quel bene di lusso che era invece la TV negli anni ’40. Ogni famiglia, oggi, possiede in casa più PC che televisioni.

Inoltre, è discriminante pretendere il canone solo per i PC connessi a internet e non per quelli offline. Peraltro, ormai, ogni computer ha un modem interno, per cui tutti sono “potenzialmente” connessi alla rete, a prescindere dunque dalla volontà del possessore.

Ancora, si dimentica che il PC è uno strumento di lavoro e non di svago. Chi vuol vedere un programma televisivo, si connette a YouTube e non si preoccupa, di certo, di captare il segnale RAI solo per non pagare il canone.

Inoltre, in un momento di grave crisi economica, si andrebbe a colpire d’improvviso il mondo produttivo per un importo superiore al miliardo di euro, pur di tener in vita un’azienda, la Rai, gestita secondo il peggiore malcostume italiano.

Ribadisco peraltro un punto su cui poco spesso si riflette. L’imposizione del canone si risolve in una forma di concorrenza sleale da parte della TV pubblica ai danni di quella privata. La prima infatti lucra non solo sul canone, ma anche sulla pubblicità, mentre le concorrenti non beneficiano di alcun tipo di tassa.

Anche l’interpretazione delle norme di legge deve essere “evolutiva”, cioè contestualizzata al momento storico, affinché la vera ratio, la motivazione che ha fatto nascere la legge, venga rispettata in ogni momento storico.

Sono certo che il legislatore del 1938, se avesse avuto la possibilità di conoscere la tecnologia del 21mo secolo, avrebbe ben specificato che il canone era dovuto solo per gli apparecchi televisivi, lasciando fuori netbook, pc, smartphone e simili.

Allora, è lecito a questo punto chiedersi: siamo davvero uomini o solo “caporali”?


note

[1] Associazione di Difesa degli Utenti e dei Consumatori.


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5 Commenti

  1. ma sono diventati pazzi? noi gia paghiamo un canone per il telefono e e internet che ,cosa vogliono levarci la pelle ,e la vita? non sanno che il PC e’ diventato un mezzo di sopravvivenza per gli anziani , …per restare in contatto vitale con parenti e amici per sentirsi ancora vivi e in compagnia di qualcuno che puo’ aiutarli a vivere una vita piu’ serena? a meno che’ non vogliate ammazzarci tutti per avivere solo voi!!!!!!!!!!!!!!!!! molti di noi ricevono risposte di analisi e cura medica tramite l’ospedale a cui sei collegato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Questa è l’ennesima beffa che il governo riserva alle aziende.
    Prima parla di semplificazioni, di informatizzazione delle procedure amministrative poi, dopo che ti ha costretto a operare in via telematica ( vedi INPS, vedi Agenzia delle Entrate, ecc.), va a ripescare una Legge fascista ( del 1938), per pretendere un ulteriore balzello dalle aziende. Mi domando se anche la Pubblica Amministrazione è tenuta al pagamento del canone oppure loro ne sono esentati come al solito.
    Siamo veramente ridotti male, la gente è ormai esasperata, è ipocrita parlare di rilancio dell’economia e poi comportarsi in questa maniera vergognosa.
    Non si rende conto questo Governo che così facendo si va verso lo scontro sociale? Altro che lacrime della Fornero qui le lacrime sono sempre i cittadini a versarle.

  3. Buongiorno a tutti, io credo che la situazione possa essere risolta molto semplicemente, oggi siamo tutti connessi al segnale televisivo tramite il decoder del digitale terrestre, che a sua volta può essere criptato(vedi Mediaset premium), quindi chi vuole vedere la RAI non deve far altro che acquistare la schedina pagandola… lasciando magari un canale d’informazione pubblica tipo RAI News in chiaro. Questo risolverebbe qualsiasi diatriba tra il consumatore ed il servizio pubblico, che ormai è divenuto un servizio commerciale.
    Unaltra riflessione è possibile farla sulla tv satellitare SKI, che pagando l’abbonamento non inserisce pubblicità … perchè loro riescono a mantenersi da soli e la RAI no? Grazie per l’opportunità concessa. Mauro

  4. giorni scorsi ad intervistare non ricordo bene chi c’erano 4 operatoridi identificabili dal logo sul microfono:rai1-rai2 rai3-rainews quando ne sarebbe bastato solo uno.Forse serve a questo spreco di denaro pubblico che è il canone rai.

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