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Editoriali Multe: così i Comuni gonfiano le spese di notifica delle contravvenzioni

Editoriali Pubblicato il 28 gennaio 2015

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> Editoriali Pubblicato il 28 gennaio 2015

Codice della strada: il ministro Lupi attacca le amministrazioni locali per i costi gonfiati.

Sulle spese di notifica delle multe recapitate a casa degli automobilisti è polemica. Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Maurizio Lupi, ieri ha tuonato: “Non si può fare cassa e risanare i bilanci con il Codice della strada sulla pelle degli automobilisti”. Gli importi sono privi di alcun riferimento e limite, stabiliti autonomamente dalle amministrazioni, senza criterio. Così il ministero suggerisce di fissare un tetto massimo con un decreto.

Le spese di notifica sono un importo fisso, come quelle della normale corrispondenza postale, e pertanto possono essere aumentate a piacimento. Né si possono mettere dentro “voci diverse”, avverte Lupi: “Se un Comune vuole mettere una tassa di scopo, allora la metta; ma avere una tassazione indiretta a carico degli automobilisti è assolutamente una vergogna”.

Che gli abusi esistano non vi è dubbio. Basta rendersene conto prendendo una multa qualsiasi e confrontando gli importi richiesti. Le spese di una raccomandata normale a.r. non superano mai i 5 euro. Quelle con l’ufficiale giudiziario del tribunale possono arrivare a 11. Sono importi trasparenti e chiari, che non dovrebbero subire variazioni.

A volte l’abuso va a vantaggio dei Comuni, ma altre volte dei privati che forniscono a noleggio gli apparecchi per rilevare le infrazioni. Infatti, il problema si è acuito dopo il 2010, con la riforma del Codice della strada che ha vietato compensi “a percentuale” sulle multe elevate in favore delle società di gestione delle strumentazioni elettroniche; al contrario il corrispettivo a queste ultime deve essere per forza fisso. Quel che usciva dalla porta, però, è stato fatto rientrare dalla finestra e, così, alla diminuzione dei ricavi sul numero delle contravvenzioni ha fatto da contraltare l’aumento delle fantomatiche spese di notifica. Insomma, il classico modo italiano (imparato bene anche dalle pubbliche amministrazioni) per eludere un vincolo di legge.

Del resto, il codice della strada si presta a strumentalizzazioni, essendo stato scritto (almeno su questo punto) in modo poco chiaro. Esso infatti stabilisce [1] che le spese sono a carico del destinatario, senza indicazioni su eventuali limiti di importo. Una svista che, invece, non è presente per quanto riguarda le spese di rimozione.

note

[1] Art. 201 cod. str.

Autore immagine: 123rf com


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