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Lo sai che? L’avvocato gestisce la crisi da sovraindebitamento

Lo sai che? Pubblicato il 28 gennaio 2015

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 gennaio 2015

Legali, commercialisti e notai inseriti di diritto nei registri per curare il fallimento del consumatore: pubblicato in Gazzetta il decreto sui requisiti.

Una nuova attività si affaccia negli studi degli avvocati, commercialisti e notai: quella di poter gestire il cosiddetto “fallimento del consumatore” (o, più tecnicamente definita “crisi da sovraindebitamento”; leggi, a riguardo, la nostra guida “Fallimento del consumatore e sovraindebitamento”).

È stato, infatti, appena pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale [1] di ieri, il decreto del ministero della giustizia [2] che definisce i requisiti che devono avere gli enti autorizzati a gestire le crisi da sovraindebitamento. Tra di essi compaiono commercialisti, avvocati e notai, che potranno essere iscritti di diritto, anche come studi associati, con una semplice domanda.

Oltre ai professionisti predetti, nel registro potranno iscriversi altri soggetti purché muniti dei requisiti formativi e di esperienza sul campo indicati dal decreto ministeriale.

Infine, nel registro potranno essere iscritte le pubbliche amministrazioni, o meglio gli organismi costituiti dai comuni, dalle province/città metropolitane, dalle regioni, dalle università e dagli organismi di conciliazione costituiti presso le camere di commercio.

Ricordiamo che la normativa sulla crisi da sovraindebitamento è stata introdotta nel 2012 [3], e ha lo scopo di consentire, a tutti i soggetti che non possono fallire (quindi: consumatori, piccoli imprenditori, professionisti, artigiani, privati in generale, ecc.) di sdebitarsi. La risoluzione della crisi può avvenire tramite la liquidazione del patrimonio del debitore o attraverso un accordo di ristrutturazione dei debiti. In ogni caso, è necessaria la predisposizione di un apposito piano che deve essere gestito da uno dei soggetti indicati oggi dal decreto ministeriale.

Il professionista o l’organismo dovrà stipulare una polizza assicurativa con massimale non inferiore a un milione di euro per le conseguenze patrimoniali comunque derivanti dallo svolgimento del servizio di gestione della crisi.

Quanto ai compensi degli organi gestori dei casi di sovraindebitamento, essi saranno proporzionali all’ammontare dell’attivo realizzato o del passivo risultante dall’accordo proposto dal consumatore insolvente.

Il decreto prevede che per i primi tre anni avvocati, commercialisti e notai saranno esentati dall’obbligo di aggiornamento biennale su temi concorsuali (40 ore complessive), purché documentino di essere stati nominati in almeno quattro procedure curatori fallimentari, commissari giudiziali, delegati alle operazioni di vendita nelle procedure esecutive immobiliari o liquidatori.

note

[1] Gazz. Uff. n. 21 del 28.01.15.

[2] Decr. Ministero della giustizia n. 202 del 24.09.2014.

[3] L. n. 3/2012 e poi modificata dal dl n. 179/2012.

Autore immagine: 123rf com


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