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IMU prima casa: esenzione controllata con bolletta elettrica

8 Aprile 2016 | Autore:
IMU prima casa: esenzione controllata con bolletta elettrica

Un appartamento efficiente o usato solo per dormire potrebbe non usufruire dell’esenzione prima casa, ecco i nostri calcoli.

In un periodo in cui sembra che la bolletta elettrica sia il maggior strumento di accertamento per rimpinzare le finanze statali, si presenta una sentenza che stabilisce come questo mezzo possa essere considerato utile anche per verificare le richieste improprie di esenzioni IMU per la prima casa. Vediamo tutti i dettagli di una sentenza che pare possa cambiare l’approccio al controllo fiscale.

E poi proponiamo un calcolo che potrebbe dimostrare la pericolosità di questa scelta.

IMU non esente se i consumi sono bassi o nulli: il caso di specie

Il controllo dei consumi è stata dunque dichiarata una modalità attendibile per garantire l’accertamento della dichiarazione effettuata da un contribuente a cui era stato contestato il pagamento dell’IMU.

La Commissione Tributaria Regionale della Lombardia [1] ha stabilito che fosse corretta la presunzione di assenza di dimora abituale dall’immobile oggetto di agevolazione basata su consumi troppo ridotti rilevati sulla base dell’analisi della bolletta elettrica.

Nel caso di specie il documento faceva rilevare dei consumi notevolmente più bassi rispetto al consumo medio giornaliero unipersonale, i consumi nel caso analizzato erano praticamente inesistenti (0,34 Kw) e ciò avrebbe evidenziato di conseguenza una frequenza di intensità di utilizzo dell’immobile diversa dall’uso quotidiano che dovrebbe essere presunto per la prima casa.

Quanto è il consumo medio giornaliero?

Il consumo medio giornaliero unipersonale è stimato in 2 Kw. Nel caso che abbiamo citato il consumo medio era come accennato 0,34 Kw, sufficiente ad illuminare al massimo 2 lampadine. Una condizione che secondo la Corte non era sufficiente a garantire l’uso dell’abitazione come casa principale.

L’esonero dell’IMU [2] è stato dunque revocato da parte del Comune.

Controllo IMU con le bollette: un precedente pericoloso

Il fatto che la CTR abbia determinato la possibilità di controllare attraverso le bollette l’uso dell’abitazione principale e di conseguenza l’ammissibilità delle agevolazioni di cui all’IMU prima casa[2] apre la strada ad un precedente che forse andrebbe valutato con maggiore attenzione. Perché i costi negli ultimi tempi sono ben diversi dai consumi medi.

Un esempio di calcolo

Facciamo un esempio.

  • Il consumo medio di una lampadina a basso consumo è circa 10 watt. Se si considera un consumo di 8 ore abbiamo 0,08 Kilowatt.
  • Un televisore consuma 70 watt ora, se si considera un uso di 5 ore al giorno anche con la fascia massima di consumo che abbiamo segnalato otteniamo un valore di 0,35 Kilowatt al giorno.
  • Aggiungiamo anche l’uso di un laptop per altre 3 ore al giorno. Generalmente tale costo non supera i 130 watt in carica e in standby attorno ai 20 watt. Consideriamo dunque una media di 75 watt. Abbiamo altri 0,23 Kilowatt.
  • Aggiungiamo infine la ricarica giornaliera di un cellulare per 5W ora per un totale di 4 ore ovvero 0,02 Kilowatt.
  • Aggiungiamo l’uso del frigorifero a basso consumo per circa 0,7 KW al giorno
  • Sommando tutte le spese che abbiamo ipotizzato si arriva ad un consumo che non supera il Kilowatt ogni giorno (0,08+0,35+0,23+0,02+0,7 = 1,38 Kw), dunque la metà di ciò che nella sentenza è supposto essere il consumo medio.

Sebbene è chiaro che il valore rilevato nel caso di specie che abbiamo raccontato era ancor più basso di quello che abbiamo qui supposto nel nostro esempio (e che molti altri potrebbero essere potenzialmente i consumi, si pensi al condizionatore o alla presenza di una stufa elettrica), il principio per il quale una bolletta bassa porti a dimostrare che quell’appartamento non è casa di abitazione appare quanto meno sindacabile.

Soprattutto se si considera che il nostro esempio potrebbe essere ulteriormente ridotto nel caso in cui il soggetto torni a casa solo a dormire, ad esempio. Sarebbe la sua abitazione principale? Sì, ma non accenderebbe quasi la luce (o almeno non per 8 ore) non accenderebbe il televisore per più di 2 o 3 ore e non userebbe probabilmente il computer.


note

[1] CTR Lombardia, Sent. N. 782/13/2016
[2] D.Lgs. n. 504/1992 art. 8, c.2


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