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Guida all’impresa: cosa sono le off-shore e il caso Panama

7 Aprile 2016 | Autore:
Guida all’impresa: cosa sono le off-shore e il caso Panama

I “Panama Papers” portano alla luce del sole le società off-shore di mezzo mondo, vediamo cosa sono e come si costituiscono queste aziende.

Cosa sono i “Panama Papers”

Con l’espressione “Panama papers” ci si riferisce ai documenti venuti alla luce grazie ad una investigazione internazionale effettuata da un gruppo di giornalisti europei venuti in possesso di una grande quantità di documenti che proverebbero l’esistenza di società off-shore e di conti correnti bancari presuntivamente appartenenti a noti personaggi politici o del mondo dell’economia e della finanza, sia italiani che esteri.

L’operazione di divulgazione del contenuto dei documenti venuti in possesso dei giornalisti investigatori appare tuttavia come un segnale forte che gli Stati trasparenti vogliono dare a quegli Stati che hanno conservato sinora, nelle rispettive legislazioni, la volontà di non scambiare informazioni con altri Stati e che mantengono il segreto bancario, quello societario ed una bassa fiscalità.

Panama è sicuramente il più noto ed il più frequentato di detti Stati non trasparenti, pertanto la situazione che si sta prefigurando, e le indagini che ne seguiranno, saranno di monito per tutti gli altri Stati che non si adegueranno alle norme internazionali sullo scambio di informazioni e sulle norme antiriciclaggio.

Perchè le società off-shore sono così demonizzate

Per sapere perché le off-shore sono “demonizzate” occorre preliminarmente porre alcuni punti fermi sulla definizione e sulla collocazione economico-giuridica del fenomeno off-shore.

Solo in questo modo sarà possibile comprendere in seguito la dettagliata e contrastata situazione attuale del mondo off-shore, che tanti “rumors” ha sinora originato negli ambienti finanziari e tributari, sia italiani che internazionali.

La limitata conoscenza del fenomeno off-shore crea incertezze ed aspettative, anche illusorie, nei contribuenti e, nello stesso tempo, provoca il proliferare di soggetti spregiudicati che offrono soluzioni “usa-e-getta”, spesso tramite piattaforma digitale, dando l’impressione che tutto sia semplice e legittimo, ma offrendo servizi e consulenze che poi rischiano di lasciare l’utente alle prese con serie problematiche da affrontare, come dimostra il caso “Panama Papers”.

Innanzi tutto occorre sottolineare che non vi è alcuna legge, in Italia, che proibisce l’uso di società off-shore.

 

Infatti, di per sé, le società off-shore sono uno strumento che può prestarsi a molti usi, alcuni legittimi, altri illegittimi; come un coltello da cucina che può essere utilizzato, bene, per la sua funzione principale oppure per causare danni a terzi o anche per difesa, o per eccesso di difesa, talvolta.

Tuttavia, siccome lo strumento societario si presta ad un uso non trasparente, è necessario averne consapevolezza.

Allora occorre passare attraverso la piena conoscenza dello strumento e della possibilità di applicarlo legittimamente, nell’ambito della libertà di iniziativa economica e secondo le modalità previste dalle norme di legge, dalla prassi e dalla giurisprudenza, sia nazionale che internazionale.

Al di fuori delle valide ragioni economiche e dei principi della libertà di stabilimento e del divieto di discriminazione, le strutture off-shore sono strumenti che perdono credibilità e consistenza giuridico-tributaria, per diventare costruzioni di puro artificio e trasformandosi spesso in comportamenti auto-lesionistici, commessi da chi pensa di poterle utilizzare in modo da piegarle ai propri esclusivi interessi personali, senza pensare alle conseguenze che ne possono derivare.

Che cosa sono e quale origine hanno le società off-shore

Il termine off-shore ha origine anglo-sassone ed esprime, linguisticamente, la navigazione in mare aperto, nelle acque libere, osservata da chi invece resta sulla terraferma, cioè on-shore, inoltre, ancora, sotto il profilo meteorologico l’off-shore wind è quel vento che, proveniente dalla terra, spira e corre veloce verso il mare.

Insomma il termine off-shore, anche linguisticamente, ispira sensazioni di libertà e di fuga dalle rigidità che l’essere radicati su un territorio comporta, verso la fluidità e la totale assenza di costrizioni che invece la vita in alto mare parrebbe offrire.

Due concetti: il desiderio di libertà e la fuga dalle costrizioni, che ben si attagliano anche all’ambiente economico-finanziario, oltre che a quello linguistico.

Pertanto qualsiasi entità sia libera e staccata dalla terra è considerata, off-shore, come le piattaforme petrolifere in mare.

Storicamente il primo utilizzo del termine avvenne alla fine dell’Ottocento, quando i banchieri inglesi si stabilirono nelle Channel Islands (Jersey, Guernsey, Alderney, Herm) per usufruire di un regime autonomo seppur dipendente dalla Corona, potendo operare liberamente, da quei luoghi, su tutto il territorio Britannico.

Ma l’affermazione del termine in ambito giuridico si deve al periodo del proibizionismo, quando le navi statunitensi varcavano le acque territoriali per permettere ai passeggeri di eludere le norme anti-alcolici legalmente e giocando d’azzardo a bordo.

Pertanto dagli anni ’20 si cominciò a definire off-shore ogni entità che permettesse di schivare le leggi.

Bisogna poi aspettare gli anni ’70 e la crisi mondiale che portò alla nascita dei petro-dollari (la storica decisione di Nixon del 15.8.1971 che dichiarava la inconvertibilità di dollari in oro) per la definitiva affermazione del termine, questa volta però riferito a quei Paesi che, dotati di debole legislazione interna, si erano specializzati nell’attrarre capitale e consentire l’esportazione valutaria, all’epoca strettamente proibita.

Oggi il concetto di off-shore si è ulteriormente modificato ed individua quelle giurisdizioni che consentono la creazione e lo sviluppo di società che sono svincolate dal territorio e possono operare liberamente e con pochissimi vincoli, senza dover rispettare le rigide regole poste invece dagli altri Stati, definiti on-shore.

Società off-shore: una definizione

Si definiscono società off-shore dunque dei soggetti giuridici esteri costituiti e collocati in Paesi ritenuti a legislazione opaca, ove possono operare in condizioni di minore trasparenza e di minore rigidità giuridica, sfuggendo ai controlli degli organi giudiziari, fiscali e di vigilanza e producendo distorsioni alle condizioni della concorrenza sul libero mercato.

L’ambiente in cui proliferano dette società, garantito da alcuni Stati nel mondo, fra cui Panama, è basato su quattro pilastri fondamentali:

  • regime fiscale favorevole;
  • bassa pressione fiscale;
  • legislazione che consente il segreto bancario;
  • legislazione societaria poco o nulla trasparente e deregolata al massimo.

Detti ambiente, solo recentemente, sono stati definiti anche come “paradisi fiscali” o “tax-heaven”.

Ma questa è un’altra storia che tratteremo prossimamente.



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