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Quando si diventa cattivi pagatori e come ci si cancella?

7 Aprile 2016
Quando si diventa cattivi pagatori e come ci si cancella?

La centrale rischi e la segnalazione del cattivo pagatore, conseguenze e procedure di iscrizione e cancellazione.

Che il pagamento che abbiamo saltato sia determinato da ragioni pratiche e contingenti o da problemi derivanti dalla perdita del lavoro o semplicemente da un errore per un bollettino andato perduto, il problema è sempre quello: essere segnalato come cattivo pagatore presso le centrali rischi. Un incubo che chiunque ha quando apre un prestito o un piano di finanziamento a rate.

Vediamo in breve come funziona il sistema, partendo come sempre da una definizione.

 

 

Cos’è la centrale rischi

Le centrali rischi sono dei database che raccolgono i dati del richiedente dei prestiti o dei finanziamenti. Gestiti dalla Banca d’Italia o da società private – SIC (Sistemi di informazioni Creditizie) – queste strutture sono in grado di dare informazioni all’ente erogante per sapere se il cliente sia a rischio o meno, cioè se nel passato ci sono stati problemi con i pagamenti e se potrebbero essercene dunque nel futuro. In breve si tratta di sistemi di controllo che permettono agli enti erogatori di valutare la qualità del cliente.

Le centrali sono state regolamentate giuridicamente nel 2005 attraverso l’applicazione di un codice deontologico [1].

Cosa rientra nelle centrali di rischi

Nelle centrali rischi rientrano i dati relativamente a:

  • ritardi nei pagamenti rateali;
  • impegni di garanzia;
  • richieste di finanziamento rifiutate;
  • finanziamenti già ottenuti;
  • finanziamenti attivi.

Questi ultimi due casi sono detti “dati positivi” ovvero quelli per i quali i creditori non hanno avuto problemi.

Cosa significa Cattivi Pagatori

In ragione del ritardo con cui paghi un eventuale prestito o la rata di un finanziamento, le centrali possono ricevere dal creditore una segnalazione del tuo profilo perché venga inserito tra i “cattivi pagatori” o dei “soggetti protestati”, ovvero tra clienti il cui rischio è molto alto. Una volta all’interno di questa lista sarà molto complicato ottenere un ulteriore prestito o un finanziamento.

Differenza tra cattivi pagatori e soggetti protestati

La differenza tra soggetti protestati e cattivi pagatori è che mentre tra i cattivi pagatori viene iscritto chi ha pagato in ritardo una rata di un rimborso (ad esempio), nell’elenco dei protestati invece viene iscritto chi continua a non pagare nonostante abbia ricevuto solleciti dalla banca o dall’istituto di credito.

Quante sono le principali centrali rischi

Le centrali rischi pubbliche sono due e vengono gestite una da Bankitalia e la seconda dalla Società Interbancaria per l’Automazione.

Mentre la prima si occupa di raccogliere le informazioni riguardanti i prestiti di importo superiore a 75mila euro, la SIA si occupa invece di prestiti che vanno da 30mila a 75mila euro.

Le altre centrali rischi sono private.

Sono per la precisione dei SIC – come abbiamo accennato – ovvero Sistemi di informazioni Creditizie – e si occupano di finanziamenti il cui importo arriva al massimo a 30mila euro. In Italia sono 3: la CRIF di Bologna, l’Experian di Roma e la CTC di Milano.

Come si viene segnalati alla centrale rischi?

La segnalazione alla centrale rischi deve essere preceduta da una notifica al cliente a seguito della quale questi deve avere un lasso di 15 giorni per regolarizzare la propria posizione.

Come ci si cancella dalla centrale rischi

La cancellazione dalla centrale rischi viene effettuata generalmente automaticamente, con tempi che variano in base al tipo di dato. Tali tempi sono stabiliti dal codice deontologico [1]. Riportiamo di seguito una descrizione dei casi previsti:

  • Finanziamento in corso di istruttoria: Dopo 6 mesi dalla data di richiesta;
  • Richieste di finanziamento rinunciate/rifiutate: Dopo 1 mese dalla data di rinuncia/rifiuto;
  • Finanziamenti rimborsati regolarmente: Dopo 36 mesi dalla data di estinzione effettiva del rapporto di credito;
  • Ritardi relativi a 1 o 2 rate (o mensilità): Dopo 12 mesi dalla comunicazione di regolarizzazionea condizione che nei 12 mesi i pagamenti siano sempre puntuali;
  • Ritardi relativi a 3 o più rate (o mensilità): Dopo 24 mesi dalla comunicazione di regolarizzazione, a condizione che nei 24 mesi i pagamenti siano sempre puntuali;
  • Finanziamenti non rimborsati (o con gravi morosità): Dopo 36 mesi dalla data di estinzione prevista o dalla data in cui l’istituto di credito ha fornito l’ultimo aggiornamento.

Prima di tali tempi si può comunque richiedere la cancellazione dei propri dati, ma solo dei dati positivi, ovvero dei finanziamenti ottenuti e regolarmente rimborsati. Richiedere questa cancellazione in realtà potrebbe essere controproducente perché gli elementi positivi fanno parte degli elementi attraverso cui gli istituti di credito valutano la “sicurezza” del cliente.

Cancellazione dei dati non corretti dalle centrali rischi

La cancellazione dei dati non corretti è un diritto gratuito del debitore. Per ottenere l’integrazione o la modifica dei dati è possibile rivolgersi all’istituto creditizio o direttamente alla centrale rischi. Tuttavia mentre l’istituto di credito permette di saltare un passaggio, rivolgendosi alla centrale rischi questa dovrà prima verificare con l’istituto di credito per poi aggiornare i database, la procedura potrebbe dunque essere più lunga. Di solito la procedura di cancellazione varia dai 15 giorni a un mese.

Cancellazione integrale delle informazioni: l’unico caso è la truffa

Solo in caso di truffa è possibile ottenere la cancellazione integrale dei dati dalla centrale rischi. Se qualcuno, cioè, attraverso l’uso di un nostro documento di riconoscimento o di una nostra carta di credito ha ottenuto un finanziamento a nostro nome in maniera indebita ed è stato inserito nella centrale rischi, dobbiamo segnalare immediatamente la cosa alle autorità pubbliche e all’istituto di credito. La denuncia verrà verificata dalla centrale rischi e si avvierà la procedura di cancellazione a seguito di invio di un modulo (che varia da centrale a centrale) a cui andrà allegata la denuncia stessa.


note

[1] Provvedimento del Garante n. 8 del 16/11/2004, Gazzetta Ufficiale 23 dicembre 2004, n. 300, come modificato dall’errata corrige pubblicata in Gazzetta Ufficiale 9 marzo 2005


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