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Contributi lavoratori domestici: scadenza del pagamento

8 Aprile 2016
Contributi lavoratori domestici: scadenza del pagamento

Di prossima scadenza il termine per il pagamento dei contributi dovuti al personale domestico per i mesi da gennaio a marzo. I prezzi scendono, i contributi no.

Il contributo da versare per i lavoratori domestici scade il prossimo lunedì 11 aprile, con riferimento al lavoro svolto nel primo trimestre del 2016. Una nota INPS spiega come operare. Vediamone il contenuto e poi approfondiamo le modalità di calcolo e di versamento.

La nota INPS sui contributi ai lavoratori domestici

L’INPS in una nota di ieri spiega come il costo sia stato rivalutato sulla base della variazione percentuale degli indici dei prezzi al consumo, pari al -0,1%. Per la scadenza in questione e in generale per l’anno 2016, dunque le fasce di retribuzione sono state confermate e sono quelle presenti nella circolare emessa lo scorso gennaio [1].

 

Sempre in ragione di tale circolare la nota INPS ricorda che anche l’aliquota contributiva riguardante l’ASPI (Assicurazione Sociale per l’Impiego), dovuta dai datori di lavoro che sono soggetti a versare il contributo per la CUAF (Cassa Unica Assegni Familiare) si è abbassata nel 2015 ed è stata confermata allo stesso livello di costo anche per il 2016.

Nella nota infine, l’Istituto Nazionale di Previdenza ricorda che per i rapporti di lavoro a tempo determinato – compresi dunque quelli di lavoro domestico – è previsto un contributo addizionale a carico del datore di lavoro, pari all’1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali (la cosiddetta retribuzione convenzionale) [2].

Fasce di retribuzione per i lavoratori domestici

I lavoratori domestici sono categorizzati in base a determinate fasce di retribuzione convenzionali sulle quali si versano i contributi.

Tali fasce devono essere rivalutate annualmente sulla base dell’indice dei prezzi al consumo, per le famiglie degli operai e degli impiegati (si tratta dell’indice ISTAT F.O.I.).

Normalmente in presenza di inflazione, l’indice sarebbe positivo, dunque i costi del datore di lavoro dovrebbero aumentare.

Per l’anno 2015, invece, l’indice è stato negativo e come accennato si è attestato sul valore di -0,1%. Se si fosse applicato tale parametro, i contributi da versare sarebbero diminuiti. In ragione del fatto che l’andamento dell’inflazione era prevedibile già a termine dello scorso anno, con la legge di Stabilità 2016 [3] è stata introdotta una sorta di clausola di salvaguardia a tutela del lavoratore che prevede che quando l’indice dei prezzi al consumo è negativo, l’indice di rivalutazione non può essere inferiore a zero.

Come si effettua il versamento dei contributi

Il versamento dei contributi deve essere effettuato con cadenza trimestrale.

Per poter ottenere il calcolo delle ore per le quali versare il contributo, si deve tenere conto di tutte le ore lavorate nel trimestre solare cui si riferisce il versamento.

Il pagamento dei contributi può essere effettuato utilizzando il bollettino MAV, telefonando al Contact Center, attraverso il circuito “Reti Amiche”, o online sul sito INPS.


note

[1] INPS, Circ. n. 16 del 29/01/2016

[2] Legge 92/2012 art. 2, c. 28

[3] Legge 208/201


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