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Insinuazione al fallimento senza avvocato: modello domanda

9 Aprile 2016 | Autore:
Insinuazione al fallimento senza avvocato: modello domanda

Ti spieghiamo come fare quando vanti un credito nei confronti di un’impresa fallita. Il modello di domanda di insinuazione al passivo e i documenti da allegare.

A seguito del fallimento di un’azienda, i debiti vengono pagati attraverso la “procedura fallimentare” che viene gestita dal tribunale.

Quando si deve gestire il fallimento, il tribunale nomina un curatore (generalmente un professionista scelto tra avvocati e commercialisti). Sarà suo compito provvedere al pagamento dei debiti.

Vediamo come si possono recuperare i crediti in caso di fallimento.

Fallimento: come recuperare i crediti?

Nel caso di fallimento è possibile recuperare i crediti vantati nei confronti di un’azienda attraverso la procedura di insinuazione al passivo. Il creditore deve fare richiesta al tribunale che valuterà assieme al curatore se le somme siano o meno dovute. Nella nostra sezione in pratica troverete un modello di domanda di insinuazione al passivo fallimentare.

Come presentare domanda di insinuazione al passivo senza avvocato?

Non tutti sanno che per presentare domanda di insinuazione al passivo non è necessario affidarsi ad un avvocato. Ciascun creditore, difatti, sia esso un’azienda o un privato può effettuare la domanda da sé.

È necessario tuttavia che essa presenti alcune caratteristiche specifiche che riportiamo di seguito:

  • la natura del credito;
  • la causa de credito;
  • gli importi;
  • gli estremi dell’azienda fallita;
  • l’indirizzo di PEC a cui ricevere informazioni;
  • il tribunale che cura la procedura fallimentare;
  • eventualmente l’azienda creditrice;
  • i documenti che sono alla base di quel credito (fatture, buste paga etc.).

La domanda dovrà quindi essere datata e firmata dal privato o nel caso di aziende dall’amministratore o, comunque, del legale rappresentante dell’azienda.

La domanda dovrà essere inviata esclusivamente via PEC (posta elettronica certificata) al curatore in versione scannerizzata. Non sono prese in considerazione le domande inviate per posta ordinaria.

Alla domanda, della quale nella sezione in pratica vi forniamo un modello, andranno allegati i documenti che provano l’esistenza di quel credito.

Consigliamo di aggiungere inoltre, al termine della domanda, che le copie dei documenti inviati sono conformi all’originale in proprio possesso. Si tratta di una dichiarazione da effettuare come autocertificazione [1] a cui va allegata obbligatoriamente una copia del documento di identità. Non è necessario che il documento sia autenticato.

Inoltre se i documenti che provano il credito sono assegni o cambiali essi dovranno essere depositati in originale presso la cancelleria del tribunale entro il giorno dell’udienza.

 

Allegati alla domanda di insinuazione al passivo

Si consiglia di allegare alla domanda di insinuazione al passivo fallimentare, oltre ai citati documenti necessari a dimostrare l’esistenza del credito, anche una serie di documenti che certifichino la condizione dell’azienda creditrice o del privato creditore. Nel nostro modello di domanda che riportiamo nella sezione in pratica, riportiamo una serie di categorie di imprese e lavoratori con i documenti che consigliamo di produrre.

Quando presentare la domanda di insinuazione al fallimento

La domanda deve essere presentata entro i 30 giorni precedenti alla data di “udienza di verifica del passivo”. Generalmente questa data viene comunicata dal curatore a tutti i creditori che risultino dalle scritture contabili dell’azienda fallita. Se non doveste ricevere la comunicazione (perché ad esempio non siete stati iscritti tra i libri contabili) alora è possibile presentare la domanda tardiva

Come si presenta domanda tardiva di insinuazione al fallimento?

La domanda tardiva di insinuazione al fallimento come abbiamo accennato si può presentare quando non si è ricevuta comunicazione da parte del curatore relativamente all’udienza di verifica del passivo. I termini sono dunque dal momento che scattano i 30 giorni precedenti alla data dell’udienza e comunque non oltre i 12 mesi dal deposito del decreto di esecutività dello stato passivo, la cui data può essere verificata in cancelleria presso il tribunale fallimentare di riferimento.

Quando si presenta domanda tardiva (avendone diritto) si può sempre partecipare alla distribuzione delle somme.

Domande ultra tardive di insinuazione

Nel caso in cui si presentino domande ultratardive di insinuazione al fallimento, ovvero oltre i termini sopra accennati, allora tali richieste non saranno ammesse e i diritti alla partecipazione alla soddisfazione delle posizioni creditorie sarà perso , a meno che il creditore non riesca a provare che il ritardo non è dipeso da lui (una condizione che risulta molto complicata da dimostrare). 


MODELLO DI DOMANDA DI INSINUAZIONE AL PASSIVO

[COPIARE E INCOLLARE IL TESTO SU FOGLIO WORD A PARTIRE DALLA RIGA SUCCESSIVA]

Al Tribunale di ________

Sezione Fallimentare

DOMANDA DI AMMISSIONE AL PASSIVO

(Art. 93 L.F.)

Fallimento: ______

Giudice Delegato: ________________

Il/La sottoscritto/a nato a __________________il___________ e residente a ________________________ in via________________cap___________CF_____________

PEC______________@_______________

tel._____________________________________________[1]

[solo se azienda creditrice aggiungere quanto di seguito] nella qualità di rappresentante legale dell’impresa___________________________________ con sede a ______________________________in via________________________________ CF__________________P.IVA________________________

C H I E D E

l’ammissione al passivo fallimentare del proprio credito per la somma di € ______________,__

Fa presente che il proprio credito è assistito dal seguente titolo di prelazione [2] :

___________________________________________________ sul seguente bene [3] _________________________________________________________.

A tal fine

ESPONE [4]

Fatto: ____[esporre i fatti relativi al credito esigibile nei confronti dell’impresa fallita]

Diritto: ___[esporre gli elementi di diritto che supportano la richiesta]
A dimostrazione del diritto fatto valere

ALLEGA 

i seguenti documenti:
1) ______________________________
2) ______________________________
3) ______________________________

INDICA

ai fini delle successive comunicazioni il seguente indirizzo di posta elettronica certificata ___________@___________.

LUOGO E DATA

[solo per le aziende aggiungere il timbro]

FIRMA _____________________

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETA’

(art. 47, DPR.n. 445/2000)

Il sottoscritto _____________________nato a ___________________il _________________e residente a _________________in via___________________

cap______________CF_______________________,

[solo per le imprese aggiungere anche quanto di seguito riportato]

nella qualità di Legale Rappresentante/Amministratore di_________________________________

con sede legale in ___________________________in via___________________cap________

CF_____________________________________P.IVA______________________________

consapevole che le dichiarazioni mendaci sono punite ai sensi del codice penale e delle leggi speciali vigenti, in materia,

DICHIARA

sotto la propria responsabilità che le copie dei documenti inviati a mezzo PEC e indicati nell’elenco sopra redatto  SONO CONFORMI ALL’ORIGINALE.

LUOGO E DATA
FIRMA ____________________
Si allega copia fotostatica non autenticata del proprio documento d’identità in corso di validità.

[1] Indicare le generalità complete.

[2] Indicare la causa di prelazione (es. ipoteca, privilegio generale o speciale, etc).

[3] In caso di privilegio speciale.

[4] Esporre brevemente i fatti e gli elementi di diritto che costituiscono le ragioni della domanda.

DOCUMENTI DI CUI SI CONSIGLIA LA PRODUZIONE

[PRODURRE I DOCUMENTI E ALLEGARLI ALLA DOMANDA]

 

 

Spese di giustizia:

– verbale di pignoramento mobiliare

 

Prestatori di lavoro subordinato:

– cedolini liquidazione paghe mensili per retribuzioni arretrate

– calcolo T.F.R., con separata indicazione della somma complessiva eventualmente maturata al 31.12.2000 e di quella successiva, specificandone quanto richiesto per trattamento di fine rapporto e quanto a titolo di rivalutazione monetaria

– quantificazione del credito per rivalutazione monetaria dalla data di maturazione del medesimo fino alla data di verifica dei crediti fissata in sentenza e del credito per interessi legali sulla somma rivalutata, alla stessa data

 

Prestatori di opera intellettuale:

– nota spese e competenze per l’ammontare del credito con l’indicazione degli acconti in precedenza ricevuti

– lettera d’incarico e/o contratto di consulenza o di collaborazione, con data certa anteriore al fallimento

– dettagliata relazione dell’attività in concreto svolta, completa della documentazione probatoria ovvero degli atti più significativi posti in essere

 

Rapporti di agenzia:

– certificato d’iscrizione alla CCIAA da cui risulti la qualifica di agente

– copia del contratto di agenzia con data certa ex art. 2704 c.c. e 45 L.F.

– copia delle fatture emesse dalla società fallita che hanno originato i crediti provvigionali ovvero estratto conto analitico delle vendite

– estratto conto delle singole voci creditorie

 

Coltivatori diretti:

– prova della qualifica di coltivatore diretto rilasciato dalla C.C.I.A.A.

– contratto, che ha originato il rapporto, con data certa anteriore al fallimento

– copia del “Modello Unico” relativo agli anni in cui sono sorte le ragioni del credito

 

Artigiani:

– certificato rilasciato dalla CCIAA d’iscrizione all’albo delle imprese artigiane

– copia del “Modello Unico” (quadro relativo al volume d’affari IVA) per gli anni in cui sono sorte le ragioni del credito

– dichiarazione attestante il numero dei dipendenti all’epoca in cui sono sorte le ragioni del credito

– dichiarazione attestante l’uso di beni strumentali nell’esercizio dell’attività imprenditoriale, nonché la qualità dei beni prodotti e dei servizi resi usualmente all’impresa

 

Enti o cooperative di produzione:

– certificato prefettizio e della C.C.I.A.A. attestante la qualifica di cooperativa di produzione e di lavoro

– copia integrale dell’atto costitutivo e dello statuto sociale in vigore al momento dell’insorgere del credito, con l’elenco dei soci dipendenti della cooperativa

– copia integrale del bilancio, con nota integrativa e relazione degli amministratori, relativo al periodo in cui è insorto il credito

– copia del libro matricola per la verifica della natura del rapporto di lavoro dei soci

– copia del “Modello Unico” relativo agli anni in cui sono sorte le ragioni di credito

 

Cooperative agricole:

– certificato della CCIAA da cui risulti la qualifica di cooperativa agricola

– copia integrale dell’atto costitutivo e dello statuto sociale in vigore al momento dell’insorgere del credito, con l’elenco dei soci aventi tutti la qualifica d’imprenditore agricolo

– copia integrale del bilancio, con nota integrativa e relazione degli amministratori, relativo al periodo in cui è insorto il credito

– copia del “Modello Unico” relativo agli anni in cui sono sorte le ragioni di credito

 

Società di fornitura di lavoro temporaneo:

– contratto di fornitura di lavoro temporaneo

– copia delle fatture inerenti alle prestazioni svolte

– copia dei cedolini paga dei lavoratori

 

Fornitori:

– copia delle fatture di vendita e delle bolle di consegna

– copia delle fatture delle prestazioni effettuate

– documenti di trasporto delle merci

– estratto conto delle operazioni intervenute

 

Società di leasing concedenti:

– contratto di leasing con data certa anteriore al fallimento

– copia delle fatture di acquisto dei beni concessi in leasing

– estratto conto delle operazioni intervenute sino al momento della risoluzione del contratto ovvero della dichiarazione di fallimento

– documenti attestanti l’eventuale risoluzione con data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento

 

Istituti di credito:

– copia del contratto di conto corrente

– copia degli estratti conto delle operazioni compiute nell’anno precedente la dichiarazione di fallimento

 

Creditori ipotecari:

– copia della nota d’iscrizione ipotecaria

– copia del contratto o dell’atto che ha originato l’iscrizione ipotecaria

– atto di erogazione della somma e contabile di accredito

– piano di ammortamento da cui risultino le rate rimaste insolute distinte per quota capitale e per quota interessi, così da evidenziare chiaramente il residuo capitale e le relative quote d’interessi anche per la determinazione della temporalità del privilegio ex art. 2855 c.c.

 

Creditori pignoratizi:

– copia del contratto o dell’atto di pegno

– prova della validità del titolo in rapporto al bene o al diritto su cui grava il pegno

 

Domande di rivendica:

– copia del titolo attestante la proprietà del bene in possesso del fallito, avente data certa anteriore al fallimento

note

[1] DPR 445/2000


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