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Spesometro 2016: istruzioni e scadenze

12 Aprile 2016 | Autore:
Spesometro 2016: istruzioni e scadenze

Tutti i dettagli sullo spesometro 2016. Chi è obbligato, chi è esonerato, le scadenze. 

Nel mese di aprile, come ogni anno, i contribuenti italiani dovranno adempiere all’obbligo di trasmettere all’Agenzia delle Entrate il modello di comunicazione polivalente, meglio conosciuto come “spesometro”.

L’obbligo [1] impone a tutti i contribuenti soggetti passivi iva di comunicare telematicamente le operazioni rilevanti ai fini Iva effettuate nell’anno 2015.

Originariamente l’11 aprile doveva essere  la volta di coloro che effettuano la liquidazione Iva mensile; per gli altri, il termine è il 20 aprile 2016.

Ufficialmente da oggi è stata prorogata per tutti i contribuenti (mensili e trimestrali) al 20 aprile l’invio, mentre la scadenza è fissata al 20 settembre p.v. per la trasmissione delle operazioni poste in essere nel 2015 con operatori aventi residenza nei Paesi Black List.

Chi è esentato dalla comunicazione dello spesometro

Sono esonerati dall’obbligo della comunicazione coloro che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità e del regime forfettario nonché coloro i quali hanno già comunicato all’Agenzia delle Entrate le operazioni attraverso il Sistema Tessera Sanitaria (STS) relativamente a tali operazioni. Da quest’anno inoltre è esonerata dall’invio anche la PA.

Oggetto di comunicazione telematica dovranno essere tutte le operazioni rese e ricevute documentate da fattura, a prescindere dall’importo, nonché le operazioni rese e ricevute senza obbligo della fattura con ammontare uguale o maggiore a 3.600 euro al lordo dell’Iva. Ne deriva che, emettere la fattura, in sostituzione di un altro documento, comporta per il contribuente l’obbligo di comunicazione dell’operazione, a prescindere dell’importo.

Sono, invece, escluse da tale obbligo tutte le operazioni già comunicate ed in possesso dell’Agenzia delle Entrate quali le importazioni e le esportazioni, le operazioni già comunicate all’anagrafe tributaria (servizi di energia elettrica e di telefonia), le operazioni effettuate o ricevute nei confronti di contribuenti residenti o aventi sede nei Paesi Black List, le operazioni intracomunitarie oggetto di dichiarazione ai fini intrastat nonché tutte le operazioni fuori dal campo di applicazione dell’Iva.

Per i commercianti al minuto e le agenzie di viaggio, la deroga concessa l’anno passato è stata prorogata, per cui anche questi non sono tenuti alla comunicazione di tutte le operazioni rilevanti ai fini Iva, eseguite nel 2015, al di sotto di 3mila euro.

La comunicazione telematica – può essere effettuata inviando i dati in forma analitica o in forma aggregata. L’opzione è vincolante per l’intero contenuto della comunicazione, anche in caso di invio sostitutivo.

Tuttavia, l’opzione dell’invio dei dati in forma aggregata non è consentita per la comunicazione relativa ad acquisti da operatori economici sammarinesi, ad acquisti e cessioni da e nei confronti dei produttori agricoli nonché ad acquisti di beni e di prestazioni di servizi legate al turismo.

Con la forma aggregata, per ogni operatore e distintamente per le fatture emesse e ricevute occorrerà indicare la partita iva o in mancanza il codice fiscale, il numero delle operazioni rese o ricevute, l’importo totale delle operazioni imponibili, l’importo totale delle operazioni fuori campo Iva, l’importo totale delle operazioni non imponibili ed esenti, l’importo totale delle operazioni senza esposizione dell’iva, l’importo totale delle note di variazione.

Con la forma analitica per ogni fattura emessa e ricevuta sarà necessario indicare la data di emissione/ricezione del documento, l’imponibile, l’imposta o l’eventuale dettaglio della non imponibilità e la data di registrazione.

Per le operazioni non documentate da fatture (d’importo superiore a 3.600 euro al lordo dell’iva) dovranno essere comunicati l’anno di riferimento ed il codice fiscale dell’acquirente e/o committente.

La mancata trasmissione del modello o l’invio dello stesso con dati incompleti o inesatti, comporterà in capo al contribuente la sanzione amministrativa da 250 euro a 2mila euro.

D.ssa Chiara Acquaviva e D.ssa Concetta Lanza


note

[1] Introdotto dall’art. 21 del DL 78/2010 (poi modificato dall’articolo 2 comma 6 del DL 16/2012).


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