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Detrazioni e deduzioni per investimento nelle start-up

13 Aprile 2016 | Autore:
Detrazioni e deduzioni per investimento nelle start-up

È stato dato il via libera alle agevolazioni fiscali dedicate a chi investe nelle start-up innovative anche per l’anno 2016. Ecco tutti i dettagli.

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 11 aprile, diventa pienamente operativa la proroga per gli incentivi a favore di chi investe nelle start-up innovative [1].

Gli incentivi, introdotti nel 2012 [2] prevedono due tipologie di sostegno:

  • vantaggi tributari per chi investe nel capitale delle start-up;
  • incentivi diretti alle start-up.

Vediamo i dettagli di ciascuno di essi.

Incentivi tributari per chi investe nelle start-up

Per le persone sia fisiche sia giuridiche che intendono investire nelle start-up innovative sono previste agevolazioni fiscali.

I vantaggi sono offerti sia che l’investimento si concretizzi attraverso un contributo diretto, sia che esso sia conferito invece attraverso fondi specializzati.

Nel caso di investimenti effettuati per il tramite delle altre società di capitali che investono prevalentemente in start-up innovative (e le cui azioni non siano quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione), le agevolazioni spettano “in misura proporzionale agli investimenti effettuati nelle start-up innovative da tali società, come risultanti dal bilancio chiuso relativo all’esercizio in cui e’ effettuato l’investimento agevolato“.

Detrazione per le persone fisiche che investono nelle start-up

Nel caso delle persone fisiche, la detrazione di imposta è pari al 19% della somma investita. L’investimento massimo agevolabile è di 500mila euro per ciascun periodo di imposta, con un vincolo di destinazione di almeno 2 anni (a pena di decadenza).

La percentuale di detrazione è aumentata al 25% in presenza di start-up a vocazione sociale o che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico in ambito energetico.

Per i soci di società in nome collettivo e in accomandita semplice l’importo per il quale spetta la detrazione ai soci è determinato in proporzione alle rispettive quote di partecipazione agli utili. In questo caso il limite di detrazione si applica con riferimento al conferimento in denaro effettuato dalla società.

Deduzione per i soggetti passivi IRES

I soggetti passivi dell’imposta sul reddito delle società possono dedurre dal proprio reddito complessivo un importo pari al 20% dei conferimenti rilevanti effettuati, per importo non superiore a 1.8milioni di euro, per ciascun periodo d’imposta.

La percentuale è elevabile al 27% nei casi di start-up dedicate all’innovazione sociale o all’alta tecnologia in ambito energetico.

La condizione per fruire della detrazione è che le società non dispongano dell’investimento prima di 2 anni.

Cosa succede se la detrazione start-up è superiore all’imposta?

Nei casi in cui la detrazione sia di ammontare superiore all’imposta lorda, l’eccedenza può essere portata in detrazione o in deduzione (a seconda che si tratti di investimento da parte di passivi IRPEF o di passivi IRES) dall’imposta dovuta nei periodi di imposta successivi, ma non oltre il terzo, fino a concorrenza del suo ammontare.

Incentivi per le start-up: quanto possono ricevere?

Per ogni start-up è ammesso un investimento massimo di 15milioni di euro. Come stabilisce il decreto ai fini del calcolo di tale ammontare massimo rilevano tutti i conferimenti agevolabili ricevuti dalla start-up innovativa nei periodi di imposta di vigenza del regime agevolativo.

Come usufruire del bonus

Per poter usufruire del bonus il contribuente dovrà ricevere e conservare dalla start-up:

  • una certificazione della start-up innovativa che attesti di non avere superato il limite di 15milioni;
  • copia del business plan della start-up comprensivo di dettagli sulla tipologia di prodotto e sulle vendite e le entrate che si prevedono di ottenere;
  • per gli investimenti nelle start-up a vocazione sociale o ad alto contenuto tecnologico nel campo energetico anche una certificazione rilasciata dalla start-up innovativa attestante l’oggetto della propria attività;
  • Inoltre nel caso di organismi di investimento che operino per conto del contribuente è necessario che questi conservi anche una dichiarazione dell’organismo stesso che attesti il possesso dei requisiti necessari (ovvero organismi che detengano al termine del periodo di imposta in corso almeno il 70% del valore dell’investimento su start-up innovative)[3].

In quali casi sono escluse le agevolazioni

Esistono dei casi in cui le agevolazioni non possono essere sottoposte a detrazione. In particolare non sono agevolabili:

  • gli investimenti effettuati mediante organismi a partecipazione pubblica;
  • gli investimenti verso start-up che possono qualificarsi come imprese in difficoltà;
  • gli investimenti in start-up operative nel settore della costruzione navale e dei settori del carbone e dell’acciaio.

note

[1] DM MEF 25/2016

[2] DL 179/2012, art. 29

[3] DM MEF 25/2016, art. 1, c. 2 lett. e)


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