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Bonus Bebè: 80 euro per le mamme per 5 anni

13 Aprile 2016 | Autore:
Bonus Bebè: 80 euro per le mamme per 5 anni

Potrebbe essere esteso a 5 anni la durata del bonus bebè. Vediamo i numeri e le modalità di richiesta del beneficio. 

 

Ad un anno dall’entrata in vigore dell’Assegno di Natalità, meglio conosciuto come “bonus bebè”, ci troviamo a fare i conti con i numeri.

Bonus Natalità Renzi: i numeri dell’Inps 

Dei 202 milioni di euro stanziati ne sono stati utilizzati solo 161 milioni: il primo anno del “bonus natalità Renzi” – così lo chiama l’Inps nel comunicare i dati – ha lasciato un avanzo nelle casse dello Stato di circa 41 milioni di euro, circa il 20% dei fondi stanziati (che nessuno in questo momento sa dove andranno).

Essendo state previste 330mila domande significa che circa 126mila bambini, meno del previsto, ne hanno fatto richiesta.

Questi i dati ufficiali dell’Inps: 161.051.920 euro pagati per 203.994 beneficiari (famiglie con un bambino nato nel corso del 2015). Di queste, circa la metà ha ricevuto un bonus di 80 euro al mese, avendo un Isee inferiore ai 25mila euro annui; altre 103.174 famiglie (ben più delle 85mila previste) hanno ricevuto, invece, un bonus di 160 euro al mese, poiché il loro Isee era inferiore ai 7mila euro annui (continueranno a riceverlo, permanendo i requisiti, fino ai 3 anni di età del bambino).

Bonus Bebè: novità in arrivo?

Una novità che potrebbe venire inserita nella prossima Manovra 2017 è il bonus bebè per 5 anni.

Tutte le persone che hanno fatto richiesta del Bonus Bebè nel 2015 continueranno a riceverlo senza interruzione se hanno rinnovato l’Isee entro il 31 gennaio 2016 e hanno comunicato il nuovo dato all’Inps tramite i canali di presentazione della prima domanda.

Per chi non fosse riuscito a rinnovare l’Isee entro tale termine, l’Inps ha erogato il Bonus Bebè solo fino a febbraio, sospendendolo fino al rinnovo dell’Isee; i mesi di sospensione del bonus non andranno però persi e quando si ritornerà a ricevere il Bonus saranno pagate anche le mensilità sospese.

A chi spetta il bonus bebè

Per i nuovi nati e adottati dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017, il nuovo disegno di legge di Stabilità, con specifico Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, ha provveduto a riconfermare il cd. Bonus Bebè, rimanendo sempre il termine di richiesta del beneficio entro 90 giorni dalla nascita o, in caso di adozione, dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare. Se la richiesta viene fatta dopo i 90 giorni dalla nascita il bonus sarà comunque erogato fino al compimento del terzo anno del bambino dalla data di presentazione della stessa.

L’assegno di natalità spetta ai nuclei familiari che siano in possesso di un Isee in corso di validità non superiore a 25mila euro. Viene erogato un assegno mensile per ogni figlio di 80 euro al mese aumentato fino a 160 euro se l’Isee non supera i 7.000 euro.

Il predetto limite di reddito non è previsto a partire dal quinto figlio in poi. Per la presentazione della domanda il genitore:

  • deve essere in possesso di cittadinanza italiana, di uno Stato dell’Unione Europea o anche cittadino di Stato Extracomunitario in possesso di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • deve essere residente in Italia;
  • deve convivere con il figlio;
  • deve avere un Isee del nucleo familiare valido nel 2016 da rinnovare nel 2017 per continuare a beneficiare dell’agevolazione; deve essere titolare di un codice IBAN per l’accredito dell’assegno e deve essere in possesso del codice fiscale del nuovo nato. In caso di adozione è necessario produrre anche il provvedimento di adozione e la lettera con la data di ingresso in famiglia.

Qualora l’assegno non possa essere più concesso al genitore richiedente, perché deceduto oppure per una delle cause di decadenza previste dal D.P.C.M. 27 febbraio 2015 o perché il primo richiedente abbia rinunciato, l’altro genitore può subentrare nel diritto all’assegno presentando per il medesimo figlio una nuova domanda entro i successivi 90 giorni dal decesso oppure dalla data di decadenza. In tale caso, l’assegno spetta al nuovo genitore richiedente dal mese successivo a quello in cui si verifica la causa di decadenza o la rinuncia.

Il genitore richiedente deve presentare domanda telematica all’Inps tramite il portale Web o tramite Patronato. La domanda va presentata una sola volta per ciascun figlio.

L’erogazione dell’assegno termina:

  • quando il figlio compie i tre anni di età (a meno di modifiche con la legge di stabilità 2017);
  • quando il richiedente perde uno dei requisiti previsti dalla legge (trasferimento della residenza all’estero, ISEE superiore ai 25mila euro annui, ecc);
  • quando si verifica una delle cause di decadenza previste dal decreto.

Per quanto riguarda i tempi di pagamento l’Inps ha chiarito che entro tre mesi dalla presentazione delle domande i soggetti in possesso dei requisiti saranno liquidati con tutti gli arretrati.

D.ssa Teresa De Santis



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