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Acquistare o trasferire un’azienda

29 Marzo 2013 | Autore:
Acquistare o trasferire un’azienda

Tutto ciò che occorre sapere se si vuole acquistare o traferire un’azienda

 

Cos’è l’azienda

Per azienda si intende l’insieme di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa. Essa comprende le attrezzature, merci, materie prime, contratti, beni immobili e tutto quanto necessario per esercitare l’attività.

L’imprenditore può decidere di vendere l’intera azienda, trasferendo a un altro soggetto la proprietà (si parla in questo caso di cessione di azienda) o può decidere di trasferire la gestione (e si ha quindi un affitto d’azienda).
Cos’è il ramo d’azienda

Le norme dettate per l’azienda si applicano anche al ramo di azienda, che rappresenta un complesso di beni dotati di una propria autonomia organizzativa ed economica funzionale allo svolgimento di un’attività, che, pur facendo parte di un’unica azienda, può essere trasferito in proprietà o in gestione a un altro soggetto.
Il contratto di cessione d’azienda

Il contratto di cessione di azienda deve essere stipulato con atto notarile. Comprende tutti i beni, contratti, crediti e debiti che la compongono. Possono essere esclusi dalla vendita alcuni di questi beni, ma ciò deve essere specificato nel contratto.

Insieme all’azienda, vengono trasferiti anche i contratti, in particolare quelli stipulati per l’esercizio dell’attività, a meno che non abbiano carattere personale (quelli in cui l’identità del contraente, o le sue qualità personali, ne hanno determinato la sottoscrizione: per esempio l’incarico di consulenza a un avvocato o a un commercialista).

La parte che ha stipulato il contratto con l’imprenditore può recedere entro tre mesi dalla notizia della cessione, ma solo se c’è una giusta causa.

I contratti che non si vogliono far rientrare nella cessione, devono essere esclusi tramite una specifica pattuizione.

Ciò non vale per i contratti di lavoro subordinato. La legge, infatti, garantisce la conservazione del posto di lavoro ai dipendenti. Tali contratti devono essere ceduti insieme agli altri contratti per l’esercizio dell’azienda. A riguardo si suggerisce questo approfondimento sul nostro portale: “La tutela del lavoratore in caso di trasferimento dell’azienda“.

Debiti e crediti

Nella cessione di azienda, il problema più delicato riguarda i crediti e i debiti.

Negli ultimi anni la giurisprudenza ha affermato più volte che i debiti e i crediti vengono traferiti all’acquirente solo se c’è un accordo specifico. Pertanto, se l’acquirente non intende prendersi in carico debiti e crediti, è preferibile inserire nel contratto una clausola che li escluda.

Buona regola è quella di verificare prima l’ammontare dei debiti mediante un’attenta analisi dei libri contabili e del bilancio (la cosiddetta “due diligence”). Infatti, è prevista sempre, senza possibilità di deroga, la responsabilità dell’acquirente per i debiti dell’azienda. Ciò significa che, anche quando i debiti non vengono ceduti, se il venditore non paga, ne risponde l’acquirente come garante, salvo il diritto per quest’ultimo di richiedere al venditore il rimborso.

Per evitare rischi, l’acquirente può accordarsi con il venditore di accollarsi i debiti, riducendo l’ammontare dal prezzo pattuito per l’acquisto dell’azienda.

Qualora i debiti non siano trascritti nelle scritture contabili, l’acquirente dell’azienda non sarà tenuto rispondere ai creditori dei debiti pregressi.
La responsabilità verso il fisco

L’acquirente è responsabile con il venditore per il pagamento delle imposte e delle sanzioni riguardanti violazioni commesse nell’anno in cui è avvenuto il trasferimento e nei due anni precedenti, sebbene non ancora contestate dall’Amministrazione finanziaria. È inoltre responsabile anche per le imposte e le sanzioni già applicate e contestate nello stesso periodo, ma relative a violazioni commesse in epoca precedente [1].

In ogni caso, tale responsabilità è limitata al debito che risulta, alla data del trasferimento dell’azienda, dagli atti del competente ufficio tributario e non può superare il valore dell’azienda acquistata.

Al fine di verificare preventivamente la situazione fiscale a carico dell’azienda, si consiglia di procurarsi il certificato che le amministrazioni finanziarie rilasciano, su richiesta di parte, e dal quale risulta l’esistenza di contestazioni in corso e di quelle già definite contro il venditore.

Il certificato negativo ha effetto liberatorio per l’acquirente, che può quindi stipulare il contratto senza incorrere a responsabilità di alcun genere. L’effetto liberatorio si produce anche in caso di mancato rilascio del certificato entro 40 giorni dalla richiesta (una sorta di silenzio-assenso).

Il divieto di concorrenza

Chi cede l’azienda non può iniziare, nei cinque anni successivi al trasferimento, una nuova impresa che per oggetto, ubicazione o altre circostanze possa fare concorrenza all’azienda ceduta. Questa norma è derogabile con un espresso accordo tra le parti da inserire nel contratto.


note

[1] Art. 14 D. Lgs 472/1997.


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