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Associazioni professionali: solo gli studi medici esenti IRAP

14 Aprile 2016 | Autore:
Associazioni professionali: solo gli studi medici esenti IRAP

La Cassazione esclude dall’imposizione solo gli studi medici associati, mentre sarebbero passibili di imposizione ex lege tutte le altre associazioni professionali.

L’attività in forma associata di medici che operino in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, non comporterebbe di per sé stessa la presunzione di esistenza di un’attività di impresa autonoma e rilevante ai fini IRAP.

Questo il principio sancito dalla Cassazione nella sentenza depositata ieri [1] con la quale sono state affrontate anche altre questioni relative alle Società Semplici e alle Associazioni di Artisti e professionisti, e l’impiego di personale con mansioni esecutive.

Le associazioni professionali passibili di imposta ex lege

L’attività esercitata dagli enti e dalle società, nonché le associazioni professionali [2] e le società semplici, costituisce in ogni caso secondo la Corte un presupposto d’imposta. Si deve dunque escludere la necessità di accertamento rispetto all’effettiva autonomia dell’organizzazione, che per la Corte è dunque data per scontata.

Da questo principio (che in effetti va anche contro parte della giurisprudenza precedente), sono state escluse le forme associative tra medici, perché avrebbero tratti differenti dall’associazione tra professionisti e avrebbero “modalità organizzative del lavoro e di condivisione funzionale delle strutture di più professionisti per sviluppare e migliorare le potenzialità assistenziali di ciascuno di essi”.

A voler interpretare quanto affermato dalla Corte Suprema, insomma, il reddito professionale dei medici deriverebbe solo dal lavoro del singolo, essendo da considerarsi in quel caso l’associazione solo un modo per condividere le spese di gestione e favorire una sorta di “marketing trasversale” che qualsiasi struttura di “cowork” porta con sé [3].

La condivisione delle spese – si afferma ancora nella sentenza – negli studi medici associati sarebbe pari ad un importo molto basso (si condividono generalmente solo la segreteria e le prestazioni infermieristiche), di un’entità tale che non sarebbe sufficiente a determinare un presupposto impositivo in capo a tale struttura.

Esclusione IRAP studi medici: una contraddizione?

Occorre certamente sottolineare che la sentenza potrebbe portare in sé una contraddizione in termini.

Molti studi associati di avvocati e commercialisti hanno difatti in comune la sola segreteria, molte associazioni professionali non condividono neanche quella, verrebbe dunque meno anche in questi casi quel surplus di “attività impersonale aggiuntiva” che renderebbe tali strutture passibili di imposizione.

Ecco perché si ritiene fosse invece corretto l’approccio utilizzato dalla Corte in passato [4], in base al quale la giurisprudenza aveva, invece, prevalentemente ritenuto che gli associati avrebbero potuto dimostrare che il valore della produzione è essenzialmente frutto del loro lavoro professionale mentre l’organizzazione riveste un ruolo marginale.


note

[1] Cass. Sent. N 7291/2016

[2] TUIR art. 5, c. 3, lett.c)

[3] Si veda quanto contenuto al riguardo nell’Ordinanza di rimessione 6330/2015

[4] Il TUIR,  art. 5, c. 3, stabilisce l’equiparazione, ai fini dell’Irpef, delle associazioni tra artisti e professionisti alle società semplici. Esso è tuttavia richiamato ai fini dell’Irap soltanto nell’articolo 3, comma 1, lettera c), del Dlgs 446/1997, riguardante l’ambito soggettivo, e non nell’articolo 2, in cui si afferma l’applicazione “in ogni caso” dell’Irap alle “società”.


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