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No all’assegnazione della casa coniugale se il minore si integra in quella del nuovo partner

24 Febbraio 2012 | Autore:
No all’assegnazione della casa coniugale se il minore si integra in quella del nuovo partner

Il coniuge affidatario non deve avere necessariamente l’assegnazione della casa coniugale se il figlio si trova bene nell’abitazione del nuovo partner.

Al coniuge che, in caso di separazione, ottiene l’affidamento del figlio il giudice può negare l’assegnazione della casa familiare se il minore dimostra di essersi già ben ambientato nell’abitazione del nuovo partner.

Di recente, infatti, la Cassazione [1] ha respinto il ricorso di una mamma separata che, ottenuto l’affidamento del figlio, era andata a vivere con lui presso l’abitazione del suo nuovo compagno e ciononostante aveva chiesto anche l’assegnazione della casa familiare.

I giudici, tenuti a considerare con priorità l’interesse del minore, hanno negato alla donna l’assegnazione della casa dal momento che il bambino mostrava un solido legame col nuovo partner della madre e dichiarava di essersi già perfettamente integrato nell’ambiente familiare.

Nella stessa sentenza, la Corte inoltre ha stabilito che l’affido condiviso del minore non debba essere negato anche se il padre parla male dell’ex e della suocera.

 

 


note

[1] Cass., sent. n. 1787 del 08 febbraio del 2012.


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1 Commento

  1. scusate ..a me è successo il contrario di tutto e di più. In sede di divorzio congiunto la mia ex lascia lascia figli e casa coniugale per andare a vivere altrove con la sua nuova fiamma, che già convive nella casa coniugale.Dopo tre mesi si lascia, fa trasferire i minori presso di se contro la mia volontà, incardina una modifica delle condizioni di divorzio e il tribunale civile di Roma manda via il sottoscritto e assegna la casa coniugale all’ex, faccio ricorso alla corte di appello che conferma la precedente sentenza. premetto che la casa coniugale è un bene del demanio in base al lavoro che io svolgo……..cose assurde succedono nei Tribunali violazione della legge. art 155 quater. art 823 del codice civile. non ho parole.

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