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Licenziamenti: chi tutela i datori di lavoro?

19 Febbraio 2012 | Autore:
Licenziamenti: chi tutela i datori di lavoro?

Sentenza discutibile: illegittimo il licenziamento del dipendente che ha rubato all’azienda. 

Il datore di lavoro non può licenziare il dipendente che ruba all’azienda.

Questo, di fatto, ha stabilito la Cassazione in una recente e criticabile sentenza [1]. I giudici hanno dichiarato sproporzionata l’espulsione di un lavoratore che, pur accortosi di ricevere mensilmente in busta paga – a causa di un errore del commercialista – una somma superiore rispetto a quella spettantegli, ha taciuto, tenendo per sé il surplus.

In generale, la legge giustifica il licenziamento solo nei casi di giusta causa o giustificato motivo. In parole molto semplici – e tralasciando, in questa sede, le complesse costruzioni giuridiche – la mancanza commessa dal dipendente deve essere tale da ledere il vincolo di fiducia che il datore di lavoro ripone nel dipendente medesimo.

Ma nel caso di specie, secondo la Corte, mancherebbe l’intensità dell’elemento intenzionale, ossia la volontà di violare la fiducia del datore di lavoro.  Il che suona un po’ come perdonare la reticenza e condannare invece la menzogna.

Eppure il silenzio è una bugia. Così come “tacere” di prendere somme che non spettano è come “rubare” al proprio datore di lavoro.

La Cassazione invece perdona questo comportamento, apostrofandolo come una venale “scarsa sensibilità aziendale”. Come se l’unica colpa del dipendente fosse stata quella di non credere nell’azienda, considerata nel suo complesso.

Un atteggiamento forse troppo buonista e permissivo della giurisprudenza che non aiuta l’Italia. Un’Italia che, proprio in questo momento storico, avrebbe bisogno di maggiori sacrifici e di attaccamento, da parte di tutti, ai valori sociali.

 

 


note

[1] Cass. sent. n. 26560/11 del 13 dicembre 2011.


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2 Commenti

  1. Al sottoscritto è accaduto una volta nel ricevere la busta di averci trovato scritto una cifra maggiore con relativo assegno; una maggiorazione allora in lire di 1500 lire, incredibile ma ho segnalato la cosa in amministrazione facendo , così in modo di correggere l’errore il mese successivo,. Secondo questa legislazione avrei potuto tenermi quel denaro in più che non sarebbe accaduto nulla. In altro modo essere stato onesto con l’azienda, sono stato un fesso.

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