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Referendum “Trivelle” 17 aprile 2016: farsi un’idea

16 Aprile 2016
Referendum “Trivelle” 17 aprile 2016: farsi un’idea

Ecco per cosa si vota, il quesito referendario in parole semplici, il voto degli Erasmus e degli italiani temporaneamente all’estero.

Domenica 17 aprile si voterà per dare risposta al quesito relativo al cosiddetto “referendum delle Trivelle”, o più precisamente il Referendum abrogativo per la “Proroga delle concessioni di estrazione di idrocarburi entro le 12 miglia marine”.

Cosa prevede il referendum del 17 aprile?

Si vota per l’Abrogazione della norma che prevede che le concessioni già in essere per l’estrazione di idrocarburi in zone di mare (entro le 12 miglia marine) siano estese fino al termine della vita utile del giacimento.

Il Referendum è stato richiesto dai Consigli regionali di Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto.

Cos’è il referendum abrogativo

Normato dalla Costituzione [1] il referendum abrogativo permette di proporre all’elettorato “l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge“, dove per legge si deve intendere una legge in senso formale, approvata dal Parlamento secondo il procedimento ordinario, e per “atto avente valore di legge” un Decreto Legge o un Decreto Legislativo.

La Costituzione riserva l’iniziativa referendaria ai cittadini (attualmente 500mila elettori, ma la quota è in via di modifica in ragione delle riforme costituzionali) o alle Regioni (5 Consigli regionali).

Perché il referendum sia valido e dunque in grado di abrogare la norma, è necessario raggiungere il cosiddetto quorum, ovvero un numero minimo di elettori partecipanti al voto. Esso è fissato nella metà più uno degli aventi diritto al voto.

Perché la norma sia abrogata deve essere d’accordo la maggioranza dei votanti.

Cosa si trova nella scheda?

La scheda riporta il seguente titolo:

Divieto di attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi in zone di mare entro dodici miglia marine. Esenzione da tale divieto per i titoli abilitativi già rilasciati. Abrogazione della previsione che tali titoli hanno la durata della vita utile del giacimento

Si richiede all’elettore di rispondere al seguente quesito:

Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?

Cosa prevede la legge per la quale si richiede l’abrogazione?

La norma, per come modificata dalla Legge di Stabilità [2], prevede che le concessioni di estrazione di gas e petrolio attualmente attive all’interno delle 12 miglia marine dalle coste (ovvero circa 22,2 km dalle coste) possano essere prorogate per tutta la vita utile dei giacimenti (cioè sino a quando non saranno esauriti gas e petrolio), laddove oggi essa è concessa per 30 anni (salvo eventuali proroghe che dovessero essere concesse al termine di tale periodo, sulle quali ancora le interpretazioni sono vaghe).

Nuove concessioni non potranno comunque essere date perché la normativa già lo vieta.

Attualmente le piattaforme attive sono 79, a cui corrispondono 463 pozzi. Eccetto i giacimenti di fronte ai porti di Gela e Crotone, tutti gli altri sono situati nel Mare Adriatico, in particolare al largo di Romagna, Marche e Abruzzo.

L’attività estrattiva riguarda principalmente il gas: sono solo 4 le piattaforme attive nell’estrazione del greggio, nel canale di Sicilia e nell’Adriatico centrale.

Come votare

Per votare è necessario disporre della tessera elettorale, e presentarsi al seggio di riferimento (che è scritto sulla tessera) muniti di documento di riconoscimento.

La tessera elettorale si rinnova presso gli uffici elettorali dei Comuni di residenza; gli uffici resteranno comunque aperti per un rilevante lasso di tempo (dalle ore 9 alle ore 18) nei due giorni antecedenti la data della consultazione e, nel giorno della votazione, per tutta la durata delle operazioni di votazione, e quindi dalle ore 7 alle ore 23.

In caso di smarrimento della tessera occorre presentare denuncia alle autorità giudiziarie e procedere alla richiesta della nuova tessera.

A partire da quest’anno per la prima volta il diritto di voto è esteso alle persone temporaneamente all’estero.

Gli Erasmus votano all’estero

Per la prima volta gli Erasmus (e tutti coloro che si trovino temporaneamente all’estero per motivi di studio, lavoro o per ragioni di salute) potranno votare all’estero.

La normativa introdotta nel 2015 stabilisce che sia per le elezioni politiche sia per i referendum nazionali gli elettori italiani (ed i loro familiari conviventi) che, “per motivi di lavoro, studio o cure mediche si trovano temporaneamente all’estero per un periodo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento della medesima consultazione elettorale“, possano votare per corrispondenza facendo richiesta di votare nel luogo in cui si trovano all’estero con un’espressa opzione, valida per un’unica consultazione [3].

La normativa stabilisce le modalità di voto all’estero per corrispondenza [4], per poter votare occorre recarsi ai consolati italiani per ottenere le schede di voto ed esercitare il proprio diritto.


note

[1] Cost. Art. 75

[2] L. 208/2015

[3] Legge 52 del 6 maggio 2015.

[4] Legge 459 del 27/12/2001


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