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Rifiuti: vietata la rimozione di alghe, meduse e materiali lasciati dalle mareggiate

29 Gennaio 2015 | Autore:
Rifiuti: vietata la rimozione di alghe, meduse e materiali lasciati dalle mareggiate

Attenzione a pulire la spiaggia dalle alghe e meduse: l’impianto balneare rischia di creare una discarica abusiva.

Pulire la spiaggia dal pattume lasciato sulla riva dalle mareggiate comporta la creazione di una discarica abusiva, se le operazioni di recupero e stoccaggio dei rifiuti sono compiute senza rispettare le normative in materia di tutela ambientale.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con una recente sentenza [1].

La sentenza in commento si riferisce in particolare alla pulizia dell’arenile dalle alghe e dalle meduse e, più in generale, da tutto il materiale organico che è possibile trovare in seguito a mare agitato. Lo smaltimento è corretto se la posidonia o le meduse [2]:

– vengono interrate sul posto;

– non subiscono alcun tipo di trattamento e di trasporto;

– non vengono accorpate ad altri materiali di natura non organica (si pensi, ad esempio, a materiali edili di ogni genere, copertoni, plastiche, ecc.).

Trasportare i suddetti materiali in un luogo diverso da quello in cui sono stati rinvenuti, miscelarli e interrarli con altri tipi di rifiuti senza alcuna autorizzazione corrisponde a creare una discarica abusiva.

Si ricorda che, per discarica, si intende un’area adibita a smaltimento dei rifiuti sul suolo o nel suolo, compresa la zona interna al luogo di produzione dei rifiuti adibita allo smaltimento dal produttore degli stessi, nonché qualsiasi area ove i rifiuti siano sottoposti a deposito temporaneo per più di una anno [3].

Non sono ricompresi in questa definizione quei rifiuti stoccati temporaneamente (per un periodo inferiore ai 3 anni) in un dato luogo, per poi essere destinati a operazioni di recupero, trattamento e smaltimento.

Si parla di discarica abusiva quando, in maniera ripetuta, i rifiuti vengono scaricati in via definitiva in una determinata area, trasformata di fatto in deposito o ricettacolo di pattume, in considerazione delle quantità considerevoli dello stesso e dello spazio utilizzato [4].

Il proprietario del terreno è corresponsabile della realizzazione o gestione della discarica effettuata da altri, se l’accumulo continuato e sistematico di rifiuti sulla sua proprietà gli può essere addebitato almeno a titolo di negligenza: ad esempio, se pure essendo consapevole dell’attività di discarica effettuata da altri, non si attivi con segnalazioni, denunce all’autorità, installazione di una recinzione.


note

[1] Cass. sent. n. 3943/2015.

[2] Art. 39, c. 11, d.lgs. 205/10.

[3] Art. 2, c. 1, lett. g d.lgs. 36/2003.

[4] Cass. sent. n. 27296/04.


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