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Miscellanea Il nuovo Presidente della Repubblica: chi è Sergio Mattarella

Miscellanea Pubblicato il 31 gennaio 2015

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> Miscellanea Pubblicato il 31 gennaio 2015

Votazioni per il Capo dello Stato: Renzi si appresta a raccogliere un successo oltre le aspettative.

“Siamo di fronte alla concreta possibilità che una personalità autorevole e stimata da tutti, un servitore dello Stato come Sergio Mattarella, diventi il presidente della Repubblica con un voto ampio di settori della maggioranza e dell’opposizione parlamentare”, sono queste le parole del premier pronunciate ieri sera con pacato ottimismo. Il nome che circola con più probabilità e che già alla prossima votazione potrebbe trovare un larghissimo consenso è quello di Sergio Mattarella.

Con molta probabilità stamane avremo il nuovo Capo dello Stato, e con molti voti in più del quorum di 505 (almeno 600, si calcola al Nazareno). Resta da vedere che fine farà il patto stretto con Berlusconi sulle riforme costituzionali e sull’Italicum, ma in casa renziana c’è ottimismo.

Ma chi è Sergio Mattarella?

Eccolo qui descritto in 8 punti.

Figlio di Bernardo Mattarella e fratello di Piersanti, presidente della Regione Sicilia, assassinato dalla mafia.

Di tradizione democristiana, milita nella corrente di Aldo Moro, entra in Parlamento la prima volta nel 1983.

Dal 2011 ad oggi è giudice della Corte Costituzionale. L’ultima sentenza che ha firmato è quella che boccia i tre quesiti referendari promossi da ben cinque regioni (con l’appoggio di altre quattro) per ripristinare i 30 tribunali e procure e le 220 sezioni distaccate di tribunale soppressi nel 2012 dal governo Monti, attraverso l’abrogazione di sedi giudiziarie elencate nelle tabelle dell’Ordinamento giudiziario (la cosiddetta geografia giudiziaria).

È stato più volte ministro e, con il Governo Andreotti VI, si dimise per contestare l’approvazione della legge Mammì sulle televisioni (da cui il contrasto con Berlusconi).

Pacato e mediatore, ex ministro della Difesa, aderì alla guerra nella Nato in Kosovo.

Porta il nome della legge elettorale maggioritaria del 1993: il Mattarellum, appunto.

Durante la sua attività come giudice della Corte costituzionale, ha firmato come relatore 63 pronunce. Di queste, 39 sono sentenze e 24 sono ordinanze. Queste ultime due sono le forme tipiche delle decisioni della Corte costituzionale: le sentenze sono decisioni di merito (hanno carattere «decisorio»), le ordinanze sono decisioni processuali (possono anche essere interlocutorio).

Solo sfiorato dalle inchieste su Tangentopoli – venne assolto dall’accusa di un imprenditore siciliano di aver ricevuto 50 milioni di lire e dei buoni benzina.


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