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Leasing in agricoltura: uno strumento in crescita

19 Aprile 2016 | Autore:
Leasing in agricoltura: uno strumento in crescita

Cresce l’uso del leasing nel settore primario, ecco i vantaggi e le opportunità offerte da questo strumento.

Analizzando gli ultimi rapporti Assilea (Associazione Italiana Leasing), non solo in Calabria, ma in generale in tutte le Regioni Italiane, il Leasing Agricolo appare al mondo delle Imprese del settore primario una grande prospettiva, che andrebbe ad affiancare le classiche modalità di finanziamento bancario per l’acquisto di beni strumentali alla produzione e rappresenterebbe una valida leva per lo sviluppo del comparto primario (specialmente nelle regioni del sud d’Italia, ove l’accesso al credito classico, è sempre più insidioso). Il Leasing Agricolo consente di accedere al credito anche per importi ridotti (per qualsiasi macchinario utile all’attività agricola) e con una procedura semplificata e rapida anche attraverso il fornitore del bene, “senza recarsi in banca”, riuscendo così ad aggiungere una ulteriore linea di credito.

Si tratta di un contratto particolare, perché non è disciplinato adeguatamente e non è espressamente trattato dal codice civile, ma è semplicemente una combinazione dei contratti di vendita a rate con riserva della proprietà e dei contratti di locazione (articoli 1523 e 1571 del c.c.).

In agricoltura i contratti di leasing per trattori, attrezzature, macchine agricole e immobili hanno dei vantaggi rispetto agli altri finanziamenti, ma fiscalmente possono interessare in misura maggiore le società di capitali, dato che le piccole aziende agricole, pur non essendo escluse dai contratti di leasing, hanno vantaggi minori.

Al termine della locazione l’utilizzatore/agricoltore può diventare proprietario del bene previo versamento di un prezzo stabilito (riscatto), normalmente pari all’1% del valore di vendita del bene.

Leasing: quali vantaggi?

Il leasing permette all’utilizzatore vantaggi fiscali e gestionali caratteristici delle aziende gestite in contabilità ordinaria, i vantaggi sono:

  • Frazionamento dell’Iva in canoni periodici;
  • Ammortamento accelerato;
  • Deducibilità fiscale dei canoni;
  • Disponibilità immediata del bene senza dover immobilizzare l’intera somma per l’acquisto;
  • Sconti sul prezzo di acquisto.

La maggior parte delle aziende agricole non sono però gestite da società di capitali ma da società di persone e/o ditte individuali che hanno regime contabile semplificato e Iva forfettaria. Queste, seppur non possono godere appieno di queste agevolazioni, possono comunque utilizzare il leasing come modalità di finanziamento e godere di alcuni vantaggi gestionali:

  • possibilità di finanziare il 100% dell’importo del bene compresa l’IVA che viene pagata nei canoni;
  • assimilazione del prodotto leasing al credito agrario previsto dalle principali agevolazioni;
  • flessibilità su subentri-estinzione anticipata-rinegoziazione; possibilità di tasso variabile;
  • vantaggi accessori legati all’assicurazione sul bene (furto e rapina anche parziale, incendio fulmine esplosione o scoppio);
  • evitare il ricorso al pagamento attraverso cambiali previsto nel credito agrario con conseguente riduzione del costo di bollatura, prevede un imposta di bollo di € 14,62 contro lo 0,25% sull’importo finanziato previsto dal credito agrario;
  • frazionare le rate con periodicità mensile con possibilità di usare il tasso variabile.

Quali sono le tipologie di leasing?

Il leasing si articola in tre modalità, a seconda dei soggetti coinvolti e del motivo del finanziamento.

Leasing finanziario

Il Leasing finanziario è la forma più comune, tanto che spesso ci si riferisce a questa singola modalità con il solo termine ‘leasing‘. E’ caratterizzato da un rapporto trilaterale che vede intervenire il fornitore (colui che vende al locatore il bene che sarà utilizzato dal locatario), il locatore (l’intermediario che acquista il bene dal fornitore e lo concede al locatario) e il locatario (detto anche utilizzatore e conduttore, è colui che utilizza il bene e se ne assume i rischi e i benefici connessi alla proprietà).

Leasing operativo

il Leasing operativo, detto anche renting, e consiste in un rapporto bilaterale, in quanto il bene viene offerto dal fornitore. Il contratto coincide con quello del noleggio, dato che non esiste il riscatto al termine del contratto, la cui durata è solitamente breve, con un canone proporzionato all’utilizzo del bene piuttosto che al suo costo. I beni oggetto di leasing operativo, infatti, hanno generalmente una lunga obsolescenza, e dunque conservano un alto valore.

Lease-back

Il Lease-back, detto anche sale and lease-back, consiste in un contratto di vendita di un bene stipulato fra il proprietario di quest’ultimo e una società finanziaria, che riassegna il bene in leasing finanziario al cedente stesso, il quale dunque diventa da proprietario a utilizzatore, ma con possibilità di riscatto (vedi leasing finanziario). Questa operazione è spesso praticata illegalmente, ad esempio per eludere ipoteche.

Oltre al leasing mobiliare (leasing su beni mobili, ovvero su strumenti o automezzi) e al leasing immobiliare (ossia leasing sui beni immobili rurali asseriti al capitale fondiario), una forma relativamente recente, ma molto utilizzata negli ultimi anni è il leasing sulle energie rinnovabili, per il finanziamento di impianti energetici da fonti rinnovabili, soprattutto in agricoltura. Fanno parte della tipologia di leasing immobiliare, richiedono un anticipo del 20% e hanno un prezzo di ricatto pari a zero o a una cifra esigua. Gli impianti fotovoltaici possono anche rientrare sotto il leasing mobiliare, ma a patto che i moduli che compongono l’impianto siano facilmente rimovibili senza che la loro possibilità di riutilizzo venga alterata, e senza che la rimozione sia troppo costosa. L’Agenzia Delle Entrate [1], ha specificato più nel dettaglio quando si può parlare di bene mobile o immobile.

Dr. Osvaldo Piacentini


note

[1] Agenzia delle Entrate, circ. n. 38/E del 23/06/2010


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