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Voluntary disclosure via PEC: cos’è e come funziona

20 Aprile 2016
Voluntary disclosure via PEC: cos’è e come funziona

I documenti possono essere inviati via PEC ma resta un obbligo di conservazione in cartaceo. Ecco il modello di trasmissione. 

La Voluntary disclosure si può gestire via PEC. Lo scorso 13 aprile l’Agenzia delle Entrate ha approvato un provvedimento [1] con il quale viene comunicato il modello di richiesta per ricevere la notifica degli atti inerenti la procedura di collaborazione volontaria, la voluntary disclosure, appunto, all’indirizzo PEC del professionista che assiste il contribuente.

Ma andiamo con ordine e vediamo la definizione della Voluntary Disclosure, prima di continuare con i dettagli della procedura di cui abbiamo detto.

Cos’è la Voluntary disclosure

La Voluntary disclosure è definita dall’Agenzia come “uno strumento che consente ai contribuenti che detengono illecitamente patrimoni all’estero di regolarizzare la propria posizione denunciando spontaneamente all’Amministrazione finanziaria la violazione degli obblighi di monitoraggio”.

Chi può avvalersi della Volontary Disclosure

Della procedura di voluntary disclosure, possono avvalersi sia i contribuenti destinatari di obblighi dichiarativi di monitoraggio fiscale sia coloro i quali non siano destinatari di tali obblighi per regolarizzare le violazioni degli obblighi dichiarativi commesse in materia di:

  • imposte sui redditi e relative addizionali,
  • imposte sostitutive,
  • imposta regionale sulle attività produttive,
  • imposta sul valore aggiunto,
  • dichiarazione dei sostituti d’imposta.

Sulla base delle informazioni e dei documenti prodotti dal contribuente, l’Agenzia delle entrate determina in maniera analitica tutte le imposte dovute (Irpef, addizionali, imposte sostitutive, Irap, Iva, ritenute e contributi previdenziali), maggiorate degli interessi.

Come presentare domanda di voluntary disclosure

La richiesta di accesso alla procedura va presentato esclusivamente per via telematica e può essere effettuata sia direttamente (ma occorre l’abilitazione a Entratel o a Fisconline) oppure tramite i soggetti incaricati.

Utilizzo della PEC per la voluntary disclosure

La domanda di gestione via PEC della procedura di Voluntary Disclosure, naturalmente, può essere presentata solo dai contribuenti che hanno scelto di essere sottoposti a questa procedura di collaborazione volontaria e ha l’obiettivo di semplificare e velocizzare il processo. Ma quest’ultimo obiettivo viene raggiunto solo a metà.

I soggetti che presentano questa richiesta, difatti, hanno comunque l’obbligo di mantenere un esemplare cartaceo del modello di disclosure predisposto informaticamente. Esso dovrà essere firmato in originale dal professionista e dal contribuente interessato.

È fatto obbligo inoltre al professionista di rilasciare al contribuente assistito l’impegno a presentare il modello. Anche questo impegno, assieme all’atto di assunzione dell’incarico (la richiesta fatta dal contribuente al professionista per gestire la pratica e da quest’ultimo firmata per accettazione) deve essere datato e sottoscritto dal professionista.

Il modello predisposto dall’Agenzia deve dunque essere inviato via PEC alla stessa casella presso cui sono già state inviate in precedenza la relazione e la documentazione di accompagnamento all’istanza di collaborazione volontaria.

Le comunicazioni effettuate via PEC precedentemente – anche senza l’uso del modello predisposto il 13 aprile – sono state comunque accettate, dunque non sarà necessario reinviare il tutto. Gli uffici dell’Agenzia difatti precisano che nel caso in cui dovesse servire un’integrazione sarà loro cura richiederla.

Nella sezione in pratica del nostro articolo trovate il modello.


note

[1] Agenzia delle Entrate, Prvv. N. 54049 del 13/04/2016


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