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Le Guide Pensione anticipata 2015, 2016, 2017, 2018: tutte le alternative alla pensione di vecchiaia

Le Guide Pubblicato il 1 febbraio 2015

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Prepensionamento: dall’entrata in vigore della Riforma delle pensioni “Monti-Fornero”, si sono susseguiti numerosi provvedimenti in materia, che hanno contribuito a rendere il quadro previdenziale poco chiaro e molto articolato. Vediamo insieme , in particolare, quali sono le diverse possibilità di accesso al trattamento, al di fuori della pensione di vecchiaia.

 

Per ottenere la pensione anticipata nel 2015, secondo la Riforma “Monti-Fornero”, i requisiti di contribuzione sono:

-Lavoratori autonomi, dipendenti pubblici e privati: 42 anni + 6 mesi (uomini) 41 anni + 6 mesi (donne)

– Nessuna penalizzazione se l’età anagrafica è inferiore ai 62 anni

 

Per ottenere la pensione anticipata nel 2016, 2017, 2018 secondo la Riforma Monti-Fornero, i requisiti di contribuzione sono:

Lavoratori autonomi, dipendenti pubblici e privati: 42 anni + 10 mesi (uomini) 41 anni + 10 mesi (donne)

– Nessuna penalizzazione se l’età anagrafica è inferiore ai 62 anni solo sino al 31.12.2017

 

 

Per fruire dell’Opzione Contributiva nel 2015, i requisiti sono:

– Lavoratrici dipendenti, pubbliche e private: 57 anni + 3 mesi (età), 35 anni (contribuzione)

Dev’essere applicata una finestra di 12 mesi dalla maturazione dei requisiti

-Lavoratrici autonome: 58 anni + 3 mesi (età), 35 anni (contribuzione)

Dev’essere applicata una finestra di 18 mesi dalla maturazione dei requisiti

Al momento non è stato chiarito se i requisiti debbano essere maturati entro il 31/12/2014 o il 31/12/2015

 

 

Per fruire del salvacondotto per i nati nel 1951 e nel 1952, i requisiti sono:

– 64 anni (età pensionabile per uomini e donne) più 35 anni di contributi al 31/12/2012 per gli uomini, 20 anni di anzianità contributiva al 31/12/2012 per le donne

 

 

Per ottenere la pensione anticipata per addetti a lavori usuranti, i requisiti 2015 sono:

 

Se addetti alla “linea catena” , lavoratori notturni o turnisti oltre le 78 giornate l’anno, o conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo:

– 35 anni di contribuzione e 61 anni più 3 mesi d’età (se dipendenti), 62 anni e 3 mesi (se autonomi), oltre alla  quota (età più contribuzione) 97,3, per i primi, e 98,3, per i secondi.

Se addetti lavoratori notturni o turnisti tra le 64 e le 71 giornate l’anno:

-35 anni di contribuzione e 63 anni più 3 mesi d’età (se dipendenti), 64 anni e 3 mesi (se autonomi), oltre alla  quota (età più contribuzione) 99,3, per i primi, e 100,3, per i secondi.

Se addetti lavoratori notturni o turnisti tra le 72 e le 77 giornate l’anno:

-35 anni di contribuzione e 62 anni più 3 mesi d’età (se dipendenti), 63 anni e 3 mesi (se autonomi), oltre alla   quota (età più contribuzione) 98,3, per i primi, e 99,3, per i secondi.

 

 

Ecco una sezione a FAQ per chiarire tutti gli aspetti del prepensionamento.

 

Ho 59 anni e 40 anni di contribuzione (sono una lavoratrice privata, ho iniziato a lavorare il 7/01/1975), entrambi i requisiti maturati nel gennaio 2015, quando potrò andare in pensione? Devo per forza aspettare l’età per il trattamento di vecchiaia?

La normativa non prevede soltanto il trattamento di vecchiaia, ma anche una sorta di “rimpiazzo” di quello di anzianità previsto dalle leggi precedenti, ovvero la pensione anticipata. Per ottenerla , nel 2015, i requisiti di contribuzione , per lavoratori autonomi e dipendenti (sia pubblici che privati) sono 42 anni + 6 mesi (uomini), e 41 anni + 6 mesi (donne) [1].

Il requisito salirà, nel 2016, di ben 4 mesi per tutti, a causa dell’adeguamento alla speranza di vita, dunque Lei potrà pensionarsi con 41 anni più 10 mesi di contribuzione, nell’ottobre 2016.

In tale data, tuttavia, non avrà raggiunto il requisito d’età di 62 anni, previsto per ottenere la pensione anticipata senza penalizzazioni (la Riforma prevede l’1% di riduzione del trattamento per ogni anno mancante, tra i 60 ed i 62 anni d’età, ed il 2% per ogni anno precedente ai 60), ma non deve preoccuparsi: difatti, per non danneggiare i lavoratori precoci come Lei, la Legge di Stabilità 2015[2] ha eliminato, sino al 2017, la penalizzazione percentuale.

Ho iniziato a lavorare nel marzo 1977, senza interruzioni. Ho 59 anni, dunque per il trattamento di vecchiaia dovrei attendere ancora parecchio. Quando potrò usufruire della pensione anticipata? Come sarà calcolato il trattamento?

Lei potrà usufruire della pensione anticipata, esattamente, nel maggio 2019, poiché avrà raggiunto il requisito contributivo previsto nel 2019 e 2020, ovvero 42 anni più 2 mesi. Avendo, per allora, compiuto i 62 anni, non avrà alcuna penalizzazione.

Per quanto riguarda il calcolo, dobbiamo innanzitutto osservare che, avendo iniziato a lavorare nel marzo 1977, Lei abbia maturato 18 anni di contribuzione nel marzo 1995; poiché la Riforma Dini [3] aveva stabilito che i lavoratori in possesso di almeno 18 anni di contributi al 31/12/1995, avessero diritto al calcolo interamente retributivo, il Suo assegno sarà calcolato con questo metodo sino al 31/12/2011. Dal 01/01/2012, essendo entrata in vigore la Riforma “Monti-Fornero”, è difatti previsto il calcolo contributivo per tutti.

Per chi, invece, abbia accantonato meno di 18 anni di contribuzione al 31/12/1995, è applicato il calcolo contributivo a partire dal 01/01/1996 (cosiddetto “Metodo Misto”).

Sono una lavoratrice dipendente, e sono indecisa sulla possibilità di avvalermi del pensionamento anticipato con calcolo interamente contributivo: vorrei perciò sapere quali sono le differenze tra calcolo retributivo e contributivo.

Il retributivo è un metodo di calcolo che fa riferimento alle settimane di contribuzione maturate entro determinati periodi ed alle ultime annualità di retribuzione.

È suddiviso in 2 quote: la quota A, che si basa sugli ultimi 5 anni di retribuzione imponibile, e sul numero di settimane accreditate sino al 31.12.92, e la quota B, che si basa sugli ultimi 10 anni e sulle settimane accreditate dal 01.01.93 al 31.12.11 (qualora siano stati maturati almeno 18 anni di contributi al 31.12.1995),o dal 01.01.93 al 31.12.95 (qualora i 18 anni non siano raggiunti).

In particolare, per determinare la quota A, viene prima calcolata la retribuzione settimanale pensionabile, dividendo la somma degli ultimi 5 anni di retribuzione imponibile per 260; il risultato è poi moltiplicato per il numero di settimane versate al 31.12.92 e per un coefficiente stabilito, che diminuisce qualora la retribuzione settimanale sia superiore a determinate soglie.

Lo stesso procedimento vale per la quota B, con la differenza che la retribuzione settimanale pensionabile sia ottenuta dividendo gli ultimi 10 anni di retribuzione per 520; il risultato deve essere poi moltiplicato per le settimane intercorrenti tra il 01.01.93 ed il 31.12.95, qualora si applicato il metodo misto, o tra il 01.01.93 ed il 31.12.11, qualora sia applicato il retributivo.

Il calcolo contributivo, invece, si basa esclusivamente sui contributi accantonati durante la vita lavorativa, rivalutati e moltiplicati per un coefficiente che varia in base all’età, per quanto concerne le annualità dal 1996 in poi (Quota B).

Circa, invece, la contribuzione versata prima del 1996, la costruzione del montante è più articolata. In primo luogo si deve risalire alle retribuzioni annue lorde percepite nel decennio ( o nel periodo minore) precedente il 1996, per i lavoratori privati, e nell’arco di tempo 1.1.93-31.12.95 per i dipendenti pubblici.

A ciascuna delle retribuzioni così individuate – che non possono eccedere, per ciascun anno, l’importo del massimale previsto [4], si applica, poi, non la percentuale pagata in quell’annualità a titolo di contributi per la pensione, ma l’aliquota media decennale applicata dall’Inps ; le contribuzioni di ogni anno, appositamente rivalutate, devono essere sommate tra di loro e divise ( per 3, se dipendenti pubblici, o per 10, se privati) al fine di ottenere la contribuzione media annua, che deve essere, poi, moltiplicata per gli anni di contributi versati prima del 1995, per ottenere il montante da utilizzare per il calcolo contributivo.

Senz’altro, il metodo retributivo, basandosi sulle retribuzioni più recenti (dunque , nella quasi totalità dei casi, le più alte percepite in tutta la carriera), comporta un assegno più cospicuo, rispetto a quello calcolato col contributivo, anche se non esiste una penalizzazione fissa, poiché infinite sono le variabili che possono presentarsi nell’arco della vita lavorativa.

Il consiglio, data la complessità dell’argomento ed i numerosi passaggi necessari per un’esatta determinazione, è quello di avvalersi di un professionista per i calcoli, e di evitare i software gratuiti che circolano sul web, realizzati per invogliare a sottoscrivere investimenti integrativi.

Sono una dipendente pubblica. Ho raggiunto 57 anni e 3 mesi d’età nel gennaio 2015, ed a marzo raggiungerò 35 anni di contributi. Posso pensionarmi utilizzando l’Opzione Contributiva?

L’Opzione Contributiva [5], meglio conosciuta come Opzione Donna, prevede la possibilità, sino al 31/12/2015, per le lavoratrici che abbiano maturato, al 31/12/2014, 57 anni e tre mesi d’età (58 e 3 mesi per le autonome), oltre a 35 annualità di contribuzione, di fruire del pensionamento anticipato, ma con il calcolo dell’ammontare basato interamente sul metodo contributivo.

Da quanto mi scrive, però, Lei ha raggiunto i suddetti parametri solo nel 2015; secondo una contestata circolare dell’Inps [6], la data ultima per la maturazione dei requisiti è il 31/12/2014. Poiché, tuttavia, quanto stabilito dall’Istituto pare contraddire la normativa, che fisserebbe il 31/12/2015 non come data ultima per fruire del trattamento, ma per il raggiungimento dei parametri d’età e contribuzione, è stato effettuato dall’Ente stesso un interpello al Ministero del Lavoro nel novembre 2014. Siamo attualmente in attesa della risposta, che chiarirà se l’Opzione potrà essere estesa anche a coloro che matureranno i citati requisiti entro il 2015.

 

Sono una dipendente privata, nata il 30 gennaio 1952. Ho maturato 30 anni di contribuzione nel 2012. Quando mi potrò pensionare? È vero che potrò pensionarmi a 64 anni?

Fortunatamente, per quanto i parametri fissati dalla Riforma Pensionistica siano abbastanza severi, vi sono alcune “scappatoie”; difatti, è ancora utilizzabile il cosiddetto “salvacondotto per i nati nel 1951 e nel 1952” [7], per i dipendenti privati: l’istituto permette, ai lavoratori nati nelle suddette annualità, il collocamento a riposo a 64 anni , qualora possiedano almeno 35 anni di contribuzione al 31/12/2012. Per le donne, il requisito di contribuzione al 31/12/2012 è di soli 20 anni.

Pertanto, essendo Lei in possesso di 30 anni di contributi, alla suddetta data, potrà pensionarsi al compimento dei 64 anni, dunque dal 30 gennaio 2016, senza penalizzazioni di sorta.

Come funziona la Salvaguardia? Sono una dipendente pubblica, ho usufruito di alcuni permessi Legge 104 per assistere mia madre nel 2011, posso andare in pensione anticipatamente?

Periodicamente, sono stati emanati diversi “decreti di salvaguardia”, normative che hanno permesso, ad un numero limitato di lavoratori rientranti in particolari casistiche (dipendenti in mobilità, incentivati all’esodo, ammessi al versamento di contributi volontari, nonché, come nel Suo caso, fruitori di permessi Legge 104 durante il 2011),di utilizzare le regole “pre-Fornero”.

I parametri che sarebbero stati previsti, nel 2015, dalla normativa antecedente alla Riforma, sono , per le dipendenti pubbliche , 65 anni e 3 mesi d’età, in merito alla pensione di vecchiaia, e 40 anni di contribuzione, oppure “quota 97”(risultante da età più contributi), in merito alla pensione di anzianità (oggi, come precedentemente osservato, sostituita dall’anticipata).

L’accesso all’ultima Salvaguardia, sfortunatamente, è scaduto il 5 gennaio 2015; qualora dovesse essere emanata una Settima Salvaguardia, per potersi collocare a riposo, non sarebbe sufficiente il requisito della fruizione dei permessi per assistenza di invalidi, ma dovrebbe soddisfare anche i parametri di età e/o contribuzione contemplati ante-Riforma.

Sono un conducente d’autobus, dipendente pubblico. Ho maturato 35 anni di contributi il 20 ottobre 2014 ed il 28 marzo compirò 62 anni. Posso usufruire dei benefici previsti per chi ha svolto lavori usuranti e pensionarmi?

La possibilità di pensionamento anticipato, fruendo della normativa per gli addetti a impieghi usuranti, vale per le categorie di mansioni elencate dalla legislazione in materia[8], tra le quali rientrano i conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo, con capienza superiore a 9 posti, oltreché per i lavoratori notturni.

Per quanto concerne la Sua categoria, possono conseguire il trattamento pensionistico i soggetti in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e di 61 anni più 3 mesi d’età (se dipendenti),oppure 62 anni e 3 mesi (se autonomi), fermo restando il requisito della quota (età più contribuzione) 97,3, per i primi, e 98,3, per i secondi. Differenti sono, invece, i parametri previsti per lavoratori notturni e turnisti.

Nel Suo caso, avendo , il 28 marzo 2015 , compiuto 62 anni d’età, e possedendo 35 anni più 5 mesi di contributi, supera, nel corso del 2015, la quota prevista, dunque può fruire del collocamento a riposo, una volta trascorsi i 12 mesi di finestra dalla maturazione dei requisiti. Pur dovendo presentare l’istanza entro il 1 marzo, quindi con il parametro d’età non ancora raggiunto, ciò non implica il respingimento della domanda: difatti, la normativa stabilita dall’Inps [9] impone l’accoglimento della domanda con riserva, qualora i requisiti siano perfezionati entro il 31.12.2015.

note

[1] D.L. 201/2011.

[2] Art.1, co. 113, Legge 190/2014.

[3] Legge 335/1995.

[4] Art.2, Co.18, Legge 335/1995.

[5]Legge 243/2004.

[6] Circolare Inps n. 35/2012.

[7] Art. 24, co. 15 bis, Legge 92/2012.

[8] Art. 2 ,Decreto 19/5/1999 del Ministro del Lavoro.

[9] Messaggio Inps n. 9963 del 30 dicembre 2014.

Autore immagine: 123rf com


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87 Commenti

  1. Salve
    Sono un insegnante nato il 13/05/52 e con questo anno 41 anni di servizio
    Volevo sapere se nel 2018 posso andare in pensione senza alcuna penalita

  2. sono dipendente del settore pubblico nata nel 1956 a novembre 2017 avro’ 36 anni di contributi e 61 anni di eta’ posso andare in pensione anticipata?se si quando? grazie

  3. sono nato nel 1954 ho 38 anni di contributi operaio edile da un anno disoccupato posso fare domanda di pensione

  4. ho ad ottobre 59 anni a marzo 2018 dovrei avere 37 anni contributi quando potro andare in pensione grazie nell ultima ricerca mi e stato riferito il 1 5 2022 quando potro iniziare a fare domanda sono un lavoratore che lavorra a ciclo continuo 3 per sette posso fare domanda come lavoro usurante grazie mi consiglia a chi rivolgermi renato

  5. sono del51 con 38 anni di contributi inps cuando potro andare in pensione.oh lavorato tutta la mia vita nell,delizia come muratore e dal 2014 sono disocupato chi potra prendere a cuesta eta a lavorare piero sardegna

  6. mi chiamo palmino nato il 1954 esodato enel nel 2011 a marzo ho circa 37 anni di contributi con altri 3 anni di apprendistato ho fatto versamenti volontari per 48 settimane euro 16000,00 quando avro la pensione di anzianità? grazie.

  7. Sono nato nel maggio del 1959, ho 35 anni di contributi e 2 anni di disoccupazione (quindi con contributi figurativi). A quale tipo di pensione potrei accedere?

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