Diritto e Fisco | Articoli

Ricerca telematica dei beni del debitore: documenti da allegare all’istanza

1 febbraio 2015


Ricerca telematica dei beni del debitore: documenti da allegare all’istanza

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 febbraio 2015



Esecuzione forzata e verifica, da parte del Presidente del Tribunale, del diritto del creditore a procedere alla ricerca telematica.

L’ultima legge di riforma del processo civile [1] consente al creditore di richiedere la ricerca telematica dei beni del debitore, al fine di esperire, in modo fruttuoso, il pignoramento dei beni di quest’ultimo, senza dover sottostare a quella che, fino ad oggi, è stata una vera e propria “caccia al tesoro”. La ricerca telematica – che viene materialmente eseguita dall’ufficiale giudiziario attraverso la consultazione delle banche dati in uso alla pubblica amministrazione (come l’anagrafe tributaria, l’anagrafe dei conti correnti, i registri del pubblico registro automobilistico, ecc.), previo pagamento di un contributo unificato, deve essere anticipata da una istanza al Presidente del Tribunale.

La norma in questione [2], però, appare piuttosto lacunosa: infatti, oltre a dire che il creditore deve indicare, nell’istanza, il proprio indirizzo di posta elettronica ordinaria, quello Pec e il numero di fax, null’altro specifica, se non che il Presidente deve “verificare il diritto della parte istante a procedere a esecuzione forzata”. Ma in quale modo deve essere effettuata tale verifica? In buona sostanza, quali documenti dovranno essere allegati alla richiesta presentata dal creditore (sia che ciò avvenga nella modalità telematica che in quella tradizionale cartacea)?

Il chiarimento è stato fornito da un recente decreto del Tribunale di Napoli [3].

Ai fini della verifica del diritto della parte istante a procedere all’esecuzione forzata – si legge nel provvedimento in commento – è sufficiente che quest’ultimo alleghi all’istanza [4]:

 

copia fotostatica del titolo (nel caso in specie, si trattava di decreto ingiuntivo dichiarato esecutivo)

– il precetto ritualmente notificato esibendo gli originali in Cancelleria.

Per una disamina più approfondita di tutta la procedura, leggi “Pignoramento: come si fa la nuova ricerca telematica dei beni del debitore”.

All’esito della richiesta, il Presidente, con decreto, dispone che l’ufficiale giudiziario acceda mediante collegamento diretto telematico ai dati contenuti:

– nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni o

– alle quali le stesse possono accedere e, in particolare, all’anagrafe tributaria (compreso l’archivio dei rapporti finanziari), nel pubblico registro automobilistico (PRA) e in quelle degli enti previdenziali.

Ciò al fine dell’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose o crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti.

Sempre il Presidente dispone che l’ufficiale giudiziario, una volta terminate le operazioni, rediga un unico processo verbale nel quale indichi:

– tutte le banche dati interrogate e

– le relative risultanze.

Ricordiamo infine che, in base a quando disposto dalle disposizioni di attuazione al codice di procedura civile [5], quando le strutture tecnologiche, necessarie a consentire l’accesso diretto da parte dell’ufficiale giudiziario alle banche dati telematiche, non sono funzionanti, il creditore può presentare – sempre nella stessa istanza depositata presso il Presidente del Tribunale – la richiesta di autorizzazione volta a ottenere, dai gestori delle banche dati in commento, le informazioni nelle stesse contenute. In pratica, è il creditore che si rivolge direttamente ai gestori delle banche dati (così, per esempio, l’Agenzia delle Entrate, l’Inps, il Pra, ecc.), senza l’intermediazione dell’ufficiale giudiziario.

In tal caso, dunque, il Presidente del tribunale, valutata l’istanza del creditore, autorizza lo stesso, in mancanza di accesso diretto degli ufficiali giudiziario, a rivolgersi direttamente ai gestori delle banche dati.

note

[1] DL n. 132 del 12.09.2014 conv. in legge n. 162 del 10.11.2014.

[2] Art. 492bis cod. proc. civ.

[3] Trib. Napoli, decr. del 24.12.2014.

[4] Di cui all’art. 492 bis cod. proc. civ. (introdotto con la Legge n. 162/2014).

[5] Art. 155 bis disp. att. cod. proc. civ.

Autore immagine: 123rf com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI