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Il fondo patrimoniale sulle quote della società non blocca i creditori sociali

1 febbraio 2015


Il fondo patrimoniale sulle quote della società non blocca i creditori sociali

> Diritto e Fisco Pubblicato il 1 febbraio 2015



Io e mia moglie abbiamo costituito nel 2003 un fondo patrimoniale ove è stato conferito il 100% delle quote della nostra società: questo perché, se avessi inserito invece gli immobili, avremmo avuto problemi poi nel caso di una eventuale vendita, atteso che nostra figlia è ancora minorenne; in tal modo la società è libera di acquistare e vendere gli immobili di cui resta titolare. Mi chiedo però se il regime del fondo che ha le quote societarie (e non gli immobili) è lo stesso di quello che avrebbe avuto se, invece, vi avessimo inserito gli immobili.

Il quesito non precisa quale tipo di società sia stata costituita, circostanza che sarebbe stata necessaria per definire, con maggiore precisione, la risposta.

Ciò precisato, il fondo patrimoniale non cambia disciplina in base ai beni in esso contenuti. Così anche l’opponibilità del fondo ai creditori resta la stessa tanto in presenza di immobili, tanto di quote societarie: in entrambi i casi, i beni inseriti nel fondo non sono aggredibili dai creditori sorti per spese estranee ai bisogni della famiglia.

Tuttavia, una differenza c’è e questa dipende dal tipo di creditore.

I creditori delle persone fisiche (Lei e Sua moglie) non potranno aggredire le quote societarie e, quindi, indirettamente, anche gli immobili della società (sempre che si tratti di società di capitali). Salvo ovviamente un’eventuale azione revocatoria, i creditori non potranno acquisire il controllo della società e, quindi, poter gestire il suo patrimonio.

Diversamente, i creditori della società potranno aggredire gli immobili della stessa, posto che per essi non opera il fondo patrimoniale (nel fondo, infatti, sono inserite le “quote” ossia dei beni di proprietà delle persone fisiche e non della persona giuridica).

Tanto per fare un esempio, se Lei ha un debito, a titolo personale, di 100 mila euro, il creditore non potrà attaccare le quote della società perché inserite nel fondo. Non potendo pignorare le quote, non avrà neanche la possibilità di arrivare al patrimonio immobiliare della stessa.

Diversamente, se la società ha un debito di 100 mila euro con un suo fornitore, quest’ultimo, che di certo non potrà aggredire le quote della società (poiché il debitore non è il socio, ma la persona giuridica), potrà pignorare i beni della società medesima. Ciò sempre a condizione che la società sia una società di capitali (S.r.l., S.p.A. o S.a.p.A.).

Invece, nel caso di società di persone (S.a.s., S.n.c., S.s.), il creditore della società, dopo aver infruttuosamente tentato l’esecuzione nei confronti della persona giuridica, pignorare il patrimonio dei soci (ma, nel Suo caso, non le quote della società perché protette dal fondo). Viceversa, il creditore individuale, non potendo pignorare le quote ben potrà invece aggredire i beni della società di persone e, quindi, anche gli immobili.

In ultimo due precisazioni: essendo stato costituito nel 2003, il fondo non è più revocabile (il termine è di cinque anni dalla annotazione). Gli unici creditori che, pertanto, potranno potenzialmente aggredire il fondo patrimoniale sono quelli per debiti contratti per soddisfare bisogni della famiglia.

note

Autore immagine: 123rf com

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