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Busta arancione in arrivo: cosa controllare

23 Aprile 2016 | Autore:
Busta arancione in arrivo: cosa controllare

Cos’è la busta, quando viene inviata, il tasso di sostituzione netto, la differenza tra le generazioni, dove trovare le informazioni che ci servono.

 

Come è ormai noto arriveranno presto nelle case di molti italiani le cosiddette buste arancioni. Vediamo di cosa si tratta e come individuare i punti chiave del documento.

Cos’è la busta arancione

La busta arancione è una missiva che prende il nome da un documento della stessa tipologia che da anni viene utilizzato in Svezia per dar conto ai cittadini della loro futura pensione. In Italia avrà la stessa funzione, ma – è opportuno sottolinearlo, a scanso di sorprese – sia in Italia sia in Svezia si tratta di una stima, e nel nostro Paese con i tempi che corrono quella stima è evidentemente soggetta al ribasso.

Quando arriva la busta arancione?

La busta arancione è in via di spedizione da parte dell’INPS, la media giornaliera di invio annunciata nella conferenza stampa di presentazione, era stata stabilita in 150mila buste al giorno, ciò vuol dire che il processo dovrebbe essere terminato per i primi 7milioni di dipendenti entro l’estate. La spedizione è partita questa settimana.

Chi riceverà la busta arancione?

Sono destinatari della busta arancione al momento i 7 milioni di dipendenti privati, lavoratori autonomi e iscritti alla gestione separata (ex co.co.co) non possessori del pin Inps. Inoltre nella conferenza di marzo fu annunciata entro fine anno, pure la spedizione agli oltre 3 milioni di dipendenti pubblici, in quel caso la busta arancione verrà spedita con un cedolino mensile e sarà prevedibilmente più attendibile.

Cosa controllare nella busta arancione?

Per conoscere i dati fondamentali da controllare nella busta arancione il primo passo da fare è sfogliare il plico e andare nella seconda pagina. Nella tabella in alto si dovrà controllare quale sia la percentuale segnata. Quella percentuale è difatti la differenza tra quanto prenderemo come ultimo stipendio e quello che invece ci arriverà come pensione. Il dato sarà nell’ultima riga nella tabella alla voce “tasso di sostituzione netto”.

Quella differenza è aumentata nel corso del tempo, dunque la percentuale si è progressivamente abbassata. Se per chi è andato in pensione con il metodo retributivo la percentuale non scendeva sotto l’80% (le pensioni in quel caso erano calcolate sulle retribuzioni degli ultimi 5 anni), con la generazione post Riforma Dini dunque dal 1996 [1], l’assegno viene stabilito con il metodo contributivo (semplificando molto si suddividono cioè i contributi versati nel corso della carriera e li si dividono negli anni rimasti, in base all’aspettativa di vita e al PIL corrente).

Invito all’uso della SPID, l’identità digitale unica

Come abbiamo anticipato nei nostri approfondimenti precedenti chi riceve la busta arancione sarà invitato a richiedere la SPID per poter controllare nel tempo come cambia la simulazione (oltre che per fruire di tutti i servizi digitali offerti dalla PA). Al momento i tre soggetti abilitati sono Poste, Tim e Infocert.

L’ente che si è mosso con più rapidità al riguardo è Poste Italiane, sono stati difatti già abilitati 3.800 sportelli per il riconoscimento (via carta d’identità o altro documento) e il rilascio della password. Non è una procedura da sottovalutare, perché ottenuta nome utente e password unica, si può effettuare (come già si può fare sul sito dell’INPS per chi è registrato) una simulazione della pensione, questa volta verosimile, inserendo dati di incrementi di stipendio e aspettative di retribuzione differenti da quelli segnati, piuttosto ottimisticamente, purtroppo, nella busta arancione.


note

[1] L. n. 335 dell’8/08/1995


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