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Violenze di poliziotti e guardie: non esiste in Italia una norma che punisca le torture

25 Febbraio 2012
Violenze di poliziotti e guardie: non esiste in Italia una norma che punisca le torture

La legge italiana non punisce il reato di tortura: l’allarme lanciato dal Tribunale di Asti.

Non esiste, in Italia, il reato di tortura: sicché pestaggi, violenze ripetute e sistematiche e maltrattamenti rischiano il più delle volte di rimanere impuniti.

Ad affermarlo è il Tribunale di Asti [1] che ha ritenuto di non poter punire quattro guardie penitenziarie per le ripetute violenze e vessazioni nei confronti di alcuni detenuti. Nel carcere di Asti si erano infatti formate delle vere e proprie squadre punitive di poliziotti, autori di una prassi generalizzata di maltrattamenti contro i carcerati più “problematici”. Tuttavia, sostiene la sentenza, poiché l’Italia non ha ratificato la Convenzione del 1984 [2], rimanendo inadempiente agli obblighi internazionali, ha lasciato una profonda lacuna all’interno del codice penale: non esiste norma che sanzioni la tortura.

Questo non vuol dire che le condotte violente a carico dei detenuti non possano essere punite. Tuttavia, le uniche norme applicabili offrono una tutela ridotta.

Per esempio, il reato di lesioni personali necessita della querela della parte offesa; per cui, in mancanza di querela (come molto spesso avviene nel caso dei detenuti, per il timore di ritorsioni), gli imputati non possono essere perseguiti.

Anche il reato di abuso di autorità è inefficace, per via dei tempi di prescrizione molto ridotti.

Del resto, è indubbio che la tortura sia qualcosa di molto più forte, sia sotto l’aspetto fisico che psicologico, rispetto ai reati di maltrattamento e lesioni personali.

 

 


note

[1] Trib. Asti, sent. del 30.01.2012, riportata in “Italia Oggi” del 23.02.2012, pag. 41.

[2] Art. 4.


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