Diritto e Fisco | Articoli

DIA: se il Comune non risponde entro 30 giorni i lavori non si bloccano

2 febbraio 2015


DIA: se il Comune non risponde entro 30 giorni i lavori non si bloccano

> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 febbraio 2015



Denuncia inizio attività: solo il potere di autotutela può stoppare i lavori, se vi è un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, la salute, la sicurezza pubblica o la difesa nazionale.

Se il Comune non risponde entro 30 giorni alla DIA presentata dal cittadino non può più interrompere i lavori avviati da quest’ultimo. A dirlo è una recente sentenza del Tar Lazio di Roma [1].

I giudici hanno ricordato che, in base all’attuale legge [2], la pubblica amministrazione può inibire la prosecuzione dell’attività intrapresa entro il termine di 30 giorni dalla denuncia; trascorso detto termine, il Comune – fatto salvo il potere di autotutela – può inibire l’attività solo a condizione che vi sia:

– un danno per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, la salute, la sicurezza pubblica o la difesa nazionale,

– l’accertata impossibilità di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dell’attività dei privati alla normativa vigente.

Pertanto, fuori da questi limiti, se la P.A. ritarda nel riscontrare la denuncia di inizio attività presentata dall’interessato, l’eventuale provvedimento che stoppa i lavori è illegittimo per lesione dell’affidamento ormai ingenerato nel privato.

La vicenda

La proprietaria di un immobile aveva comunicato al Comune, con istanza regolarmente protocollata, l’intenzione di avviare alcuni lavori edili. Il Comune è rimasto in silenzio per diversi mesi, per farsi vivo solo al sesto comunicando il proprio contrario avviso alla realizzazione degli interventi in questione. Seguiva ordinanza inibitoria che, tuttavia, il TAR ha annullato con la sentenza in commento.

La sentenza

Decorsi 30 giorni dalla presentazione della denuncia di inizio attività – si legge in sentenza – l’amministrazione non può più esercitare il potere inibitorio previsto dalla legge, salvo che ricorrano le specifiche ipotesi (sopra elencate) che consentono l’esercizio di tale potere anche fuori termine. Vien fatta salva, comunque, la possibilità di esercitare l’autotutela procedendo d’ufficio all’annullamento dell’atto illegittimo [3]. A seguito delle recenti modifiche legislative [4] anche i poteri di autotutela possono ora essere esercitati quando vi sia un pericolo di danno non altrimenti eliminabile per il patrimonio artistico e culturale, per l’ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale.

note

[1] TAR Lazio, Roma, sent. n. 192 dell’8.01.2015.

[2] Art. 19 della legge 241/90.

[3] Ai sensi dell’art. 21-nonies legge n. 241/1990.

[4] Art. 2 dl. n. 133/2014, conv. con modificazioni in legge n. 164/2014 il quale ha modificato l’art. 19, comma 3, legge n. 241/90.

Autore immagine: 123rf com

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI