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Inammissibile l’appello che ricalca il ricorso di primo grado

3 Febbraio 2015
Inammissibile l’appello che ricalca il ricorso di primo grado

Commissione Tributaria Regionale e Provinciale: l’appellante non può riproporre pedissequamente le argomentazioni svolte in primo grado, senza contrastare in alcun modo la motivazione della sentenza di rigetto.

L’appello, in materia tributaria, non può essere un “copia e incolla” dell’atto di primo grado con cui è stato introdotto l’originario ricorso. E questo perché l’appellante che riproponga pedissequamente le argomentazioni svolte in prima istanza, senza contrastare in alcun modo la motivazione della sentenza di rigetto, corre il rischio di vedersi dichiarato l’appello inammissibile.

Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, sezione di Brescia, con due sentenze [1] destinate a porre un freno alle impugnazioni pretestuose o, comunque, non sufficientemente argomentate.

Se il giudizio di primo grado è l’impugnazione di un atto amministrativo e, quindi, in esso vengono in rilievo i vizi dell’atto stesso, il giudizio di secondo grado è, invece, l’impugnazione di una sentenza e, pertanto, le censure devono rivolgersi contro quest’ultima e non contro l’originario atto impugnato.

In pratica, il ricorrente deve rivolgere, in appello, le proprie contestazioni alla sentenza di primo grado e, dunque, deve specificare nel dettaglio le ragioni in base alle quali la ritiene pronunciata in modo erroneo. I motivi di appello sono critiche alla sentenza della commissione tributaria provinciale e non una semplice riproposizione dei motivi dedotti in primo grado.

È questo, del resto, il consolidato orientamento della Cassazione. La Suprema Corte ha più volte ha ricordato come, in tema di contenzioso tributario, affinché l’appello possa ritenersi valido è necessaria l’indicazione di specifici motivi d’impugnazione onde individuare l’oggetto, l’ambito del riesame, gli errori commessi dal primo giudice e la relativa connessione causale con il provvedimento impugnato. In questo modo è più facile identificare le concrete ragioni per cui se ne invoca la riforma.


note

[1] CTR Lombardia, sez. staccata di Brescia sent. n. 5487/64/14 e 5495/64/14.

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

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