HOME Articoli

Le Guide Equitalia e pignoramenti: domande e risposte

Le Guide Pubblicato il 3 febbraio 2015

Articolo di




> Le Guide Pubblicato il 3 febbraio 2015

Conto corrente, casa, pensione e busta paga: guida completa per la difesa del contribuente.

Indice

Può Equitalia pignorarmi il conto corrente se è cointestato?

Si, ma potrà farlo con un procedimento più lungo e complicato rispetto a quello ordinario. Se, infatti, nel caso di pignoramento presso terzi (conto in banca, stipendio, pensione, ecc.), l’Agente della riscossione provvede senza bisogno di ricorsi in tribunale, comunicando al terzo pignorato (la banca, il datore di lavoro, l’ente previdenziale, ecc.) di accreditarle direttamente le somme pignorate, nel caso di conto cointestato questo non è più possibile. In tal caso, Equitalia dovrà procedere con le regole ordinarie previste per tutti i privati: ossia con un procedimento in tribunale. E ciò perché è necessario l’intervento del giudice dell’esecuzione che, prima di procedere all’assegnazione del bene, proceda alla divisione del conto tra i due cointestatari.

Può Equitalia pignorarmi i gioielli di famiglia?

Sebbene accada raramente, Equitalia può sempre procedere con il pignoramento mobiliare, ossia dei beni che si trovano presso la residenza del debitore di cui questi sia titolare, ivi compresi, quindi, i gioielli di famiglia. Ciò sarà tanto più facile se i preziosi si trovano in banca, posto che il contenuto delle cassette di sicurezza deve essere comunicato, dagli istituti di credito, all’anagrafe dei rapporti finanziari: una banda dati consultabile dal fisco (e quindi anche da Equitalia) in cui vengono denunciati tutti gli averi del contribuente. E quindi anche il contenuto dei depositi.

Equitalia metterà all’asta gli oggetti pignorati e se dopo il secondo incanto non vengono venduti, ne potrà chiedere l’assegnazione diretta.

Può Equitalia pignorare una casa cointestata?

A condizione che non si tratti dell’abitazione di residenza a uso abitativo, è sempre possibile il pignoramento dei beni cointestati, ma prima si devono verificare le possibilità di divisione in natura del bene. Diversamente, l’immobile viene posto in vendita e il 50% del ricavato va comunque restituito al comproprietario.

Quando Equitalia non può iscrivere ipoteca sulla mia casa?

Per importi inferiori a 20.000 euro.

Il fatto che si tratti dell’unica casa di proprietà del contribuente ove questi vi risiede anagraficamente e sia adibita a uso abitativo non esclude la possibilità dell’ipoteca, ma solo del pignoramento.

Quanto Equitalia non può procedere a pignoramento sulla mia casa?

Per importi inferiori a 120.000 euro e, comunque, nei riguardi di immobili che siano destinati a uso abitativo, ove il debitore vi risiede anagraficamente e a condizione che l’immobile sia l’unico di proprietà del debitore.

Se l’immobile è nel fondo patrimoniale può essere pignorato da Equitalia?

Sì, se il debito per il quale Equitalia agisce è riferito a bisogni essenziali della famiglia (per esempio, il mancato pagamento delle imposte sulla casa; non invece, nel caso di mancato pagamento delle imposte sul reddito d’impresa). In ogni caso, nei primi cinque anni dalla annotazione del fondo patrimoniale nell’atto di matrimonio esso è sempre revocabile.

Come faccio a sapere se ho un debito con Equitalia?

Si può sempre chiedere un estratto di ruolo presso gli sportelli di Equitalia oppure consultare l’estratto conto online.

Cosa devo fare se Equitalia sostiene di avermi notificato una cartella ma io non lo ricordo?

Puoi fare una istanza di accesso agli atti amministrativi, presentarla allo sportello di Equitalia e chiedere che ti vengano mostrati gli originali del procedimento di notifica ossia la relata di notifica (se la consegna è avvenuta a mani) oppure la busta con l’avviso di ricevimento (se la consegna è avvenuta tramite posta).

Cosa devo fare se Equitalia non mi fornisce la prova dell’avvenuta notifica di una cartella, ma minaccia ugualmente il fermo auto o l’ipoteca?

Puoi fare ricorso al giudice chiedendo la sospensione dell’esecuzione forzata o della misura cautelare minacciata, per mancata notifica dell’atto presupposto (la cartella asseritamente non pagata). È bene, comunque, che tu dimostri al giudice di aver prima fatto richiesta ad Equitalia – con l’istanza di accesso agli atti amministrativi – di verifica della notifica e che tale richiesta non ha sortito effetti.

In caso di pignoramento mobiliare, quali sono i beni che l’ufficiale giudiziario non può pignorare?

I letti, i tavoli da pranzo con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero, le stufe ed i fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, la lavatrice, gli utensili di casa e di cucina insieme ad un mobile idoneo a contenerli, in quanto indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui conviventi, a condizione che non abbiano un significativo pregio artistico o di antiquariato.

Se non posseggo immobili e sono disoccupato, cosa mi può fare Equitalia?

È verosimile che Equitalia faccia una interrogazione all’Anagrafe tributaria per verificare se il contribuente non abbia altri redditi (per esempio, un conto corrente). Diversamente, pur rimanendo sempre nominativamente presente il debito negli archivi di Equitalia, fino a prescrizione, sarà improbabile che l’Agente della Riscossione provveda a svolgere azioni esecutive.

Se la cartella notificatami da Equitalia contiene pretese che sono prescritte cosa mi conviene fare?

Esiste la possibilità, entro 90 giorni dalla notifica della cartella, di attivare il procedimento “cartelle pazze”. Equitalia fornisce dei modellini presso i propri sportelli con i quali è possibile chiedere lo sgravio degli importi prescritti. Presentata la domanda, l’Agente della riscossione fa le opportune indagini chiedendo chiarimenti all’ente titolare del tributo. Se entro 220 giorni il contribuente non riceve risposta, la sua istanza si considera accolta.

In ogni caso, anche decorsi i 90 giorni dalla notifica della cartella, il contribuente può sempre presentare, prima di adire le vie giudiziarie, una istanza in autotutela per chiedere lo sgravio della cartella.

In entrambi i casi, però, la richiesta del contribuente non sospende il decorso dei termini per impugnare, davanti al giudice, la cartella esattoriale. Pertanto è sempre conveniente, in prossimità dello scadere dei termini, depositare comunque il ricorso giudiziale per cautelarsi da un eventuale rigetto dell’istanza.

Quando è possibile la revoca della rateazione del debito con Equitalia?

Dopo il mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive (quindi, per esempio, anche al mancato pagamento di una rata all’anno per otto anni di seguito).

Equitalia mi ha pignorato il conto corrente: come posso sbloccarlo?

Bisogna depositare una istanza di rateazione del debito. Dopo il pagamento della prima rata, Equitalia sblocca il conto corrente. Se il piano di rateazione viene rispettato, Equitalia non procede a ulteriori pignoramenti.

Ho un debito con Equitalia elevato a cui non posso far fronte. Anche la rateazione è eccessivamente onerosa. Posso pagare importi inferiori senza autorizzazione?

Equitalia non può vietare al contribuente di pagare importi inferiori rispetto al debito maturato, anche somme minime, nonostante non sia stata approvata alcuna rateazione o il debitore sia decaduto da precedenti rateazioni. Ovviamente, ferma restando la possibilità (potenziale) per l’Agente di riscossione di avviare comunque le procedure esecutive, i pagamenti determineranno certamente una riduzione degli interessi, andando a diminuire la sorte capitale del debito maturato.

Ho un debito enorme con Equitalia e non potrò mai pagarlo interamente. C’è un modo per un saldo e stralcio?

Qualche giorno fa, il Tribunale di Busto Arsizio ha consentito l’applicazione dell’istituto del cosiddetto “Fallimento del consumatore” (o “Esdebitazione per crisi da sovraindebitamento”) anche se il debito maturato dal privato (non necessariamente una impresa) sia solo con Equitalia. In tal caso, il procedimento (per il cui funzionamento si rinvia all’articolo “Fallimento del consumatore”), gestito dal Tribunale e da un professionista (o un organismo di gestione della crisi) è simile a una sorta di concordato e con esso, a fronte di un pagamento in percentuale del totale debito, si può ottenere la liberazione da ogni pendenza.

Equitalia ha pignorato la mia casa, ma non si riesce a vendere. Cosa può succedere?

In caso di mancata vendita al terzo incanto, nei 10 giorni successivi Equitalia potrebbe chiedere l’assegnazione diretta del bene, che pertanto passerebbe automaticamente (senza neanche l’autorizzazione del giudice) in proprietà dello Stato.

Se ciò non avviene, c’è la possibilità di appellarsi alla recente riforma del processo: dopo molte aste infruttuose, presentando un’istanza al giudice dell’esecuzione e mettendo in rilievo il fatto che non è più possibile “conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo”, si può chiedere al tribunale l’estinzione anticipata del processo di esecuzione forzata.

Ci sono altri modi per salvare la casa dalla vendita forzata?

Una recente sentenza della Cassazione (leggi “Senza notifica dell’ordinanza di vendita, procedura nulla”) ha stabilito un principio che, sebbene non trovi esplicita enunciazione in alcuna norma di legge, deve ritenersi a fondamento dei principi del nostro ordinamento. In pratica, in caso di vendita forzata di un immobile pignorato da Equitalia, dopo che il giudice dispone la data delle aste, l’ordinanza di fissazione della vendita deve essere obbligatoriamente notificata al debitore. Pertanto, se la vendita non viene comunicata al proprietario dell’immobile pignorato, tutta la procedura e il successivo trasferimento del bene all’acquirente aggiudicatario sono nulli.

Equitalia può pignorare i canoni di affitto che percepisco dal conduttore di un mio appartamento?

Si. Equitalia può notificare a quest’ultimo un pignoramento presso terzi e imporgli di pagare le rate mensile direttamente all’Agente della riscossione piuttosto che al proprietario di casa.

Con l’anagrafe condominiale e l’anagrafe tributaria è ormai un gioco da ragazzi, per Equitalia, sapere se il contribuente ha dato in affitto un proprio appartamento e percepisce il relativo canone.

note

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI