Processo civile telematico a rischio Stop. Il CNF “Gravi disservizi”

3 Febbraio 2015
Processo civile telematico a rischio Stop. Il CNF “Gravi disservizi”

L’11 febbraio scatta il dpcm che impone di corredare l’attestazione di conformità con l’impronta di hash degli atti notificati e il documento informatico con un file “.xml” con metadati.

Potrebbe comportare un blocco del Processo civile telematico l’attuazione del nuovo Dpcm, prevista per il prossimo 11 febbraio. A lanciare l’allarme è il CNF che scrive al ministero di Giustizia: le nuove regole rischiano di ingolfare le cancellerie senza apportare alcun effettivo vantaggio.

Tra otto giorni entreranno in vigore le nuove regole tecniche sui documenti informatici nelle pubbliche amministrazioni che impongono:

– la necessità di accompagnare il documento informatico con un file “.xml” aggiuntivo che riporta alcuni metadati;

– e l’attestazione di conformità delle copie con un documento separato che richiede l’estrazione dell’impronta (la cosiddetta hash) del documento.

Tali oneri, secondo il Cnf, “graveranno i soggetti del processo sia in fase di produzione degli atti e dei relativi atti probatori, sia in fase di verifica e controllo” senza apportare alcun effettivo beneficio in termini di garanzia in ordine alla identificabilità del soggetto che lo ha formato o prodotto in giudizio, di integrità del medesimo e di immodificabilità. La normativa del processo telematico già vigente è del tutto autosufficiente, scrive l’organo rappresentativo degli avvocati.

Insomma, secondo il CNF è necessario provvedere, urgentemente, a “correttivi adeguati” in grado di rendere indipendente il processo telematico dal codice dell’amministrazione digitale o perlomeno, dalle sue regole tecniche di cui al citato dpcm.

C’è comunque chi sostiene che la normativa tecnica del PCT è speciale rispetto a quella del recente dpcm adottato ai sensi del Codice dell’amministrazione digitale, e pertanto non troverebbe applicazione nell’ambito del processo civile telematico. Non è di questo parare il CNF secondo cui l’inapplicabilità riguarda eventualmente ambiti molto circoscritti e dunque non risolutivi.

Clicca qui per leggere la lettera del CNF inviata al ministro.


note

Autore immagine: 123rf com


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