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Tassa di soggiorno: cos’è e come si applica

23 Aprile 2016
Tassa di soggiorno: cos’è e come si applica

Cosa prevede la tassa di soggiorno? Dove si paga di più in Italia e in Europa e come si applica sul prezzo del pernottamento? Chi è esentato? Ecco tutte le risposte.

Fa parte di quelle tasse che proprio non vanno giù, perché a prescindere dal costo ridotto sul singolo (ma in grado di generare sui grandi numeri entrate di rilievo) è una tassa che impatta sulla parte di vita che riserviamo a noi stessi, sul relax, sul turismo, sul piacere personale.

La tassa di soggiorno detta anche tassa turistica, è un’imposta che i viaggiatori pagano alle strutture alberghiere in cui alloggiano durante il loro soggiorno nelle città d’arte e nelle località turistiche, ha dei costi che variano in base alla municipalità o al Paese e viene riscossa da hotel, bed and breakfast, ostelli e campeggi. Viene normalmente pagata dall’ospite, ma il proprietario della struttura, dell’appartamento o della stanza in affitto, ha il dovere di versarla al Comune o al governo per finanziare il turismo e i beni culturali. Ogni Comune può decidere autonomamente non solo la tariffa che il turista deve pagare al giorno, ma anche la durata dei giorni in cui bisogna pagare la tassa.

Anche AirBnB fa pagare la tassa di soggiorno

Tanto per capirci, non si scappa: anche AirBnb ha dovuto piegare la testa introducendo la dicitura tra le voci di pagamento, per non incorrere in problemi con il fisco. Si tratta dunque di un costo da considerare quando si pianificano i viaggi.

Anche perché non è neanche tanto vero che non costa tanto. Si tratta di un importo che va da 1 euro a 5 euro per persona per notte. Di conseguenza, se ad esempio stessimo per partire per il nostro weekend lungo di questi giorni, su tre notti, a Roma, un soggiorno per una famiglia media (due genitori e due ragazzi) il costo di 3,5 euro per notte sarebbe corrispondente a 14 euro per notte dunque su tre notti ben 42 euro, che è il costo della metà di una stanza.

Anche per il 2016 ci sono state delle modifiche – al rialzo, inutile dirlo – per tale tassa. Ecco le città italiane con la tassa sul turismo più cara e quali sono le tariffe in Europa.

Tassa di soggiorno, esempi di prezzo

Vediamo qualche prezzo. Nelle grandi città si va dai 3 ai 7€ di Roma e dai 2 ai 5€ di Milano (dipende dall’hotel), mentre a Firenze il Comune ha deliberato per una tassa di 5€ al giorno a persona che arriva anche a 1€ se si dorme in agriturismo o bed and breakfast.

A fronte del pagamento della tassa di soggiorno il gestore deve rilasciare una ricevuta nominativa di pagamento, o inserire l’importo in fattura, ma segnalandolo come “fuori campo IVA” per evitare una doppia tassazione.

Chi è esente dalla tassa di soggiorno?

Sono generalmente esenti dal pagamento della tassa di soggiorno i residenti, i disabili, i ragazzi (generalmente sino ai 14 anni ma in alcune città il limite è a 10), gli accompagnatori di persone in gravi condizioni di salute, gli autisti di pullman e gli accompagnatori turistici, il personale delle forze armate.

Quali sono le città con la tassa di soggiorno più cara?

La tassa di soggiorno più cara in assoluto in Italia si paga a Roma, segue Venezia, poi Firenze e Milano.

Vediamo qualche esempio pratico, a Roma una famiglia composta da padre, madre e un figlio in periodo di alta stagione soggiorna in un hotel a 3 stelle per 2 giorni spende 24€, a Venezia il costo si abbassa a 17,50€, mentre a Firenze 14€ e a Milano 12€. Al Sud i prezzi sono invece inferiori, il massimo è raggiunto da Palermo con un’imposta massima, nelle strutture più lussuose, di 3 euro a notte.

La tassa di soggiorno in Europa

Se si considerano i parametri massimi che abbiamo detto, in Italia si pagano – tanto per cambiare – le tasse di soggiorno più alte in Europa: non ci sono costi ad esempio a Madrid, Londra o Oslo, mentre esiste una tassa provvisoria sino al 2019 in Portogallo, ma con costi molto esigui e in Francia il costo non supera 1,5 euro per notte. Infine ad Amsterdam e Berlino il costo è calcolato sul 5% del costo del pernottamento.



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