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Notifica di cartella Equitalia a destinatario irreperibile: se la relata è incompleta

3 febbraio 2015


Notifica di cartella Equitalia a destinatario irreperibile: se la relata è incompleta

> Diritto e Fisco Pubblicato il 3 febbraio 2015



La lacunosa compilazione della relata produce l’inesistenza della notifica: con la conseguenza che l’eventuale impugnazione non sana il vizio.

Buone notizie per chi ha ricevuto la notifica di cartella di Equitalia con deposito alla Casa Comunale perché, in quel momento, era momentaneamente assente. Una sentenza della Commissione Tributaria di Bari [1], infatti, pone un’ulteriore garanzia nei confronti del contribuente destinatario di atti dell’amministrazione finanziaria. Vediamo meglio di cosa si tratta.

In generale la legge [2] stabilisce che, qualora il postino debba consegnare la cartella esattoriale e il destinatario sia momentaneamente assente (in gergo tecnico si parla di “irreperibilità relativa”) o rifiuti la consegna del plico, il notificante svolge alcune attività necessarie per garantire il rispetto del diritto di difesa:

– innanzitutto deposita la copia della cartella nella casa del Comune dove la notificazione deve eseguirsi;

– nello stesso tempo fornisce al destinatario una comunicazione di tale deposito al Comune, affiggendo un avviso alla porta dell’abitazione o dell’ufficio o dell’azienda del destinatario,

– ed, infine, gliene dà notizia per raccomandata a.r.

Ebbene, secondo la sentenza in commento, tutte le volte in cui l’agente che provvede alla notifica si avvale di tale procedura deve indicare le ragioni per le quali ha seguito questa procedura e elencare le infruttuose ricerche del destinatario che ha tentato di effettuare.

Tutto ciò deve essere riportato nella relata di notifica della cartella. Diversamente, la notifica stessa è nulla e il contribuente potrà, in futuro, opporsi all’eventuale esecuzione forzata, al fermo auto o all’ipoteca.

Chiarisce la Commissione di Bari che, nei casi di assenza e/o irreperibilità temporanea del destinatario, la notifica della cartella esattoriale non è valida se, nella relata, l’agente notificatore non ha dato conto delle ricerche infruttuose del destinatario nei luoghi in cui doveva avvenire la notifica.

La Commissione ricorda che, in caso di temporanea irreperibilità del contribuente, la notifica degli atti tributari deve essere eseguita secondo la il procedimento descritto dal codice di procedura civile [1]: affissione dell’avviso alla porta dell’abitazione (o dell’azienda); deposito del plico nella casa comunale dove la notificazione deve eseguirsi; spedizione della raccomandata informativa con avviso di ricevimento. Inoltre, come già chiarito in passato dalla stessa Cassazione [3], il ricorso a tale procedimento di notificazione richiede che l’organo delle notificazioni indichi specificamente le ragioni per cui non ha potuto procedere secondo le forme ordinarie. In pratica il postino o l’ufficiale giudiziario devono dare conto, nella relata di notifica, di aver effettuato delle ricerche del destinatario nel luogo di residenza, di dimora o di domicilio e che tali ricerche sono state infruttuose.

 

Attenzione però: secondo un orientamento giurisprudenziale, proporre il ricorso già contro la cartella sana ogni nullità della notifica. E ciò perché sarebbe contraddittorio il comportamento del contribuente che, da un lato, eccepisca di non aver mai avuto notizia della cartella e, dall’altro, la impugni [4]: così facendo, infatti, dimostrerebbe di averne avuto in qualche modo conoscenza, sanandone i relativi vizi. E allora non resta che aspettare la successiva mossa di Equitalia (per es. un pignoramento o un provvedimento cautelare come una ipoteca o un fermo auto) e impugnare quest’ultimo, per difetto di notifica dell’atto presupposto (la cartella).

Ma non è questo il caso. Secondo infatti la CTP di Bari, in ipotesi di lacunosa compilazione della relata di notifica, come qui descritto, non si può parlare di nullità della notifica, bensì di inesistenza. Risultato: la contestazione della cartella non sana mai la nullità della notifica. E pertanto, anche impugnando l’atto si può ottenere la cancellazione della pretesa avanzata da Equitalia.


note

[1] CTP Bari sent. n. 3188/11/14.

[2] Art. 140 cod. proc. civ.

[3] Cass. sent. n. 20098/2009.

[4] Art. 156 cod. proc. civ.: si tratta del principio secondo cui i vizi non possono essere contestati se l’atto ha, comunque, raggiunto il suo scopo.

Autore immagine: 123rf com


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