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Pensione d’inabilità ordinaria 2015, requisiti e modalità d’accesso

4 Feb 2015 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Feb 2015



Con l’allungamento, notevole, dell’età pensionabile ad opera della “Riforma Monti Fornero”, non sono infrequenti i casi, dovuti al precario stato fisico, nei quali è accertata l’inabilità al lavoro. Vediamo ora insieme requisiti e modalità d’accesso al trattamento d’inabilità.

 

La pensione di inabilità ordinaria è un trattamento che spetta ai lavoratori dipendenti o autonomi, affetti da un’infermità fisica o mentale, non dovuta a cause di servizio o lavoro. L’istituto è stato previsto da una legge del 1984 e “riordinato” dalla Riforma Dini [1], ed è applicabile sia ai dipendenti privati che ai pubblici (per questi ultimi, con alcune peculiarità).

CONDIZIONI

Le condizioni per ottenerla sono:

– un’assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa, accertata dalla commissione medica competente;

– almeno cinque anni di anzianità contributiva, di cui tre versati nel quinquennio precedente alla data della domanda di pensione.

Ovviamente, per aver diritto al trattamento, non deve essere svolto nessun tipo di attività lavorativa, né dipendente né autonoma.

DIFFERENZE CON LE ALTRE PENSIONE DI INVALIDITÀ

La pensione d’inabilità non deve essere confusa con quella d’invalidità ordinaria: in quest’ipotesi, si tratta di un assegno spettante ai lavoratori aventi una riduzione della capacità lavorativa di oltre un terzo ( considerando occupazioni confacenti ad attitudini ed esperienza del soggetto).

 

Non dev’essere confusa nemmeno con la pensione d’inabilità per invalidi civili al 100%: quest’ultimo è un assegno dovuto a soggetti di età tra i 18 e i 65 anni, impossibilitati a svolgere qualsiasi attività lavorativa, con reddito inferiore a 15.154,24 euro. Trattandosi di un emolumento assistenziale, la provvidenza è dovuta indipendentemente dal versamento di contributi.

AMMONTARE

Tornando al trattamento di inabilità ordinario, l’ammontare è calcolato aggiungendo, alle settimane di contribuzione versate, una maggiorazione convenzionale, che copre il periodo mancante, dalla decorrenza della pensione fino al raggiungimento del sessantesimo anno d’età.

Tra settimane di contribuzione maturate e maggiorazione, ad ogni modo, non possono essere complessivamente superati i 40 anni di anzianità contributiva [2].

Per coloro che, al 31 dicembre 1995, possedevano meno di 18 anni di contributi, il calcolo della maggiorazione è eseguito con il sistema contributivo, come se il lavoratore inabile avesse l’età pensionabile di 60 anni, indipendentemente dal sesso e dalla gestione di appartenenza(dipendenti, autonomi, fondi particolari). A seguito della “Riforma Monti Fornero” [3], il calcolo contributivo è altresì applicato per i periodi successivi al 31.12.2011.

MODALITÀ PER L’EROGAZIONE DELLA PENSIONE

Gli step per ottenere la pensione sono i seguenti:

– domandare il rilascio della certificazione sanitaria al proprio medico, mediante la compilazione del modello SS3, reperibile presso il sito dell’Inps;

– inoltrare, assieme alla documentazione necessaria (autocertificazione dello stato di famiglia; situazione reddituale per valutare integrazione al minimo, assegni familiari e maggiorazioni; richiesta detrazioni, data di cessazione dell’attività lavorativa;), domanda di trattamento all’Istituto (tramite sito internet, se in possesso del PIN, oppure telefonicamente, al numero 803.164, o, ancora, tramite patronato);

– sottoporsi all’accertamento medico prescritto dall’Ente.

MATURAZIONE DEL TRATTAMENTO

Il trattamento, se l’istanza è accolta, matura dal mese successivo alla presentazione della domanda.

In caso contrario, è possibile presentare , entro 90 giorni dall’esito, ricorso al Comitato Provinciale dell’Inps.

Ad ogni modo, pur osservando che l’assegno non sia definitivo, poiché le condizioni sanitarie del pensionato possono essere soggette a revisione, ricordiamo che la pensione d’inabilità ordinaria, in quanto assimilata al normale trattamento di quiescenza, è reversibile ai superstiti.

Per ottenere la pensione d’inabilità ordinaria nel 2015, i requisiti soggettivi sono:

– Età compresa tra 18 e 65 anni;

– assoluta e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa.

I requisiti contributivi sono:

– Almeno 260 settimane d’anzianità contributiva, di cui 156 maturate nel quinquennio precedente alla domanda d’inabilità.

I documenti necessari sono:

– Certificazione del proprio medico (modello SS3);

– autocertificazione dello stato di famiglia;

– modello Red (situazione reddituale);

– eventuale richiesta di integrazione al minimo, assegni familiari e maggiorazioni;

– eventuale richiesta detrazioni reddituali;

– data di cessazione dell’attività lavorativa o di cancellazione da albi ed elenchi;

– modello di domanda d’inabilità ordinaria(AP60_ INAB1).

La domanda può essere effettuata:

– tramite sito web Inps, se in possesso di PIN;

– telefonicamente, al numero 803.164;

– tramite patronato.

note

[1] L. 222/84 e L. 335/1995.

[2] Art. 1, co. 15, Legge 335/1995.

[3] D.L. 201/2011.


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3 Commenti

  1. io ho 23 anni di contributi lavorativi,sono in mobilita dal 2013,sono disabile al 60% e la mia eta è di anni 55.ho la 104,posso cambiare la mobilita con la pensione di inabilita?grazie

  2. o 62 anni, e 40 anni di contributi con l’invalidità del 70% posso fare la domanda per andare in pensione anche perche faccio fatica a camminare

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