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Retta dell’asilo: il Comune non può aumentarla dopo le iscrizioni

4 Febbraio 2015
Retta dell’asilo: il Comune non può aumentarla dopo le iscrizioni

Annullata la delibera che aumenta il costo della tariffa in corso di anno.

Vietato cambiare le carte in tavola: così il Comune non può aumentare la retta per l’asilo nido a iscrizioni già avvenute, in quanto, così facendo, violerebbe le regole sulla imparzialità della pubblica amministrazione e lederebbe l’affidamento fatto dai genitori sull’applicazione delle tariffe vigenti al momento dell’accettazione del servizio.

A dirlo è il Tar Lazio con una sentenza appena pubblicata [1] che ha annullato una delibera del Comune di Roma, impugnata su ricorso del Codacons e di alcuni genitori che si erano visti aumentare la retta dell’asilo a iscrizione già avvenuta.

Gli incrementi delle tariffe per le scuole dei bambini vanno ritenuti illegittimi se imposte anche a chi ha già provveduto all’iscrizione del figlio, e pertanto devono essere annullati, in quando costituiscono una lesione delle regole di imparzialità, correttezza, lealtà dei comportamenti della pubblica amministrazione.

Secondo la sentenza in commento è illegittima la delibera comunale con cui, una volta perfezionatosi il procedimento di iscrizione agli asili nido comunali, sono introdotte modifiche tariffarie più gravose per gli utenti i quali, al momento del perfezionamento dell’iscrizione, hanno fatto legittimo affidamento sull’applicazione delle tariffe vigenti all’epoca conosciute e conoscibili.

La revisione delle tariffe disposta anche per l’anno educativo 2014-2015, “si traduce in una lesione dell’affidamento legittimamente riposto dai ricorrenti nella permanenza degli unici costi conosciuti e conoscibili di fruizione del servizio richiesto e accettato”.

Insomma, la pubblica amministrazione non può, in generale, modificare il contenuto di accordi già stretti coi cittadini, in tal modo incidendo negativamente sugli interessi delle famiglie cui è stata richiesta la conferma delle iscrizioni e oramai impossibilitate a reperire soluzioni alternative per i propri figli stante l’imminente avvio del nuovo anno educativo.


note

[1] Tar Lazio sent. n. 1905/15.

Autore immagine: 123rf com


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