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Certificato medico: meglio scrivere “da me visitato in data odierna”

4 Febbraio 2015


Certificato medico: meglio scrivere “da me visitato in data odierna”

> Diritto e Fisco Pubblicato il 4 Febbraio 2015



Licenziato il lavoratore assente alla visita fiscale se il certificato del medico non indica la visita.

Attenzione a non farvi trovare a casa al momento della visita fiscale (gli orari, per il 2015, sono cambiati e li trovate qua “Visite fiscali INPS: orari e giorni di reperibilità dal 2015”). Anche motivando l’assenza sulla base di una asserita visita dal medico, questa va provata documentalmente. E il suggerimento, a tal proposito, proviene da una non recentissima sentenza del TAR di Reggio Calabria [1].

Innanzitutto i giudici amministrativi ricordano che va sanzionata, perché è da ritenersi ingiustificata, l’assenza dal domicilio del dipendente al momento della visita fiscale. Se quest’ultimo  ha affermato di aver lasciato la propria abitazione per recarsi dal medico di fiducia per il rilascio di un certificato, è bene che ciò risulti dalle certificazioni presentate. Se in esse, infatti, non viene affermato che l’interessato è stato visitato dal medico presso l’ambulatorio allora la giustificazione risulterà poco credibile. Ecco perché – suggerisce tacitamente la sentenza – è bene che la certificazione del medico riporti sempre la tradizionale dicitura “da me visitato in data odierna“. Anche le certificazioni successive, in cui viene richiamata la prima certificazione, dovrebbero sempre affermare che il dipendente, nello specifico giorno, si è personalmente recato presso l’ambulatorio ed è stato sottoposto a visita.

“Da me visitato in data odierna”

Il Tribunale Amministrativo ha rigettato il ricorso del lavoratore perché, nel certificato da questi prodotto, il medico non aveva attestato di aver visitato “in data odierna” il dipendente. Il che ha fatto sì che mancasse la prova del fatto che il lavoratore si fosse allontanato dal domicilio – così come dallo stesso affermato – proprio per farsi sottoporre a controllo in ambulatorio.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria

Sezione Staccata di Reggio Calabria

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1025 del 2002, proposto da: A., rappresentato e difeso dall’avv. PB, con domicilio eletto presso …

contro

Ministero dell’Interno, rappresentato e difeso   dall’Avvocatura Distrettuale, presso i cui uffici in Reggio Calabria, via del Plebiscito, 15 è per legge domiciliato

per l’annullamento

del provvedimento n. …./. del …. con il quale al ricorrente è stata inflitta la sanzione disciplinare della pena pecuniaria nella misura di 2/30 di una mensilità dello stipendio con la seguente motivazione: “annunciatosi ammalato risultava assente alla visita fiscale presso il domicilio nel quale aveva dichiarato di trascorrere il periodo di malattia”.

Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visto l’atto di costituzione in giudizio del Ministero dell’Interno;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue:

FATTO e DIRITTO

Il ricorrente, all’epoca dei fatti agente in servizio presso il XII Reparto Mobile della Polizia di Stato, impugnava la sanzione pecuniaria infertagli a seguito di procedimento disciplinare, per il fatto che egli risultava assente alla visita fiscale, nonostante avesse comunicato di non potersi presentare quel giorno alla visita presso la C.M.O. di Messina perché non era in condizioni di viaggiare a causa di una forte emicrania.

Asserisce il ricorrente di aver lasciato la propria abitazione per recarsi dal medico di fiducia per il rilascio di un certificato ed il fatto che egli non fosse in grado di viaggiare risulterebbe appunto da una successiva certificazione medica, del 16 gennaio 2002, e non contrasterebbe col fatto che egli non è stato rintracciato al domicilio, in quanto dal medico egli sarebbe stato accompagnato in auto da un congiunto.

Chiede, dunque, l’annullamento della sanzione inflitta, ritenendola illegittima per violazione e falsa applicazione dell’art. 5 , n. 2, DPR 737/81.

Si costituisce l’amministrazione insistendo per il rigetto del ricorso e rappresentando il fatto che nel corso del procedimento disciplinare non era stata fornita alcuna documentazione attestante che il B. al momento della visita fiscale (ore 11,25) si trovasse dal medico.

In vista dell’udienza di merito l’Avvocatura dello Stato produceva una nota del Questore del 28 febbraio 2010, nella quale è riferito che il B. è cessato dall’impiego per dimissioni volontarie con decorrenza 19 agosto 2004.

Ritiene il collegio, che nonostante le intervenute dimissioni, non si possa addivenire ad una declaratoria di improcedibilità del ricorso, residuando un profilo di interesse alla decisione di merito, di tipo patrimoniale, anche in considerazione della natura della sanzione inflitta.

Ciò premesso osserva il Tribunale che il ricorso è infondato.

Come rilevato in sede di procedimento disciplinare (vd. verbale di seduta del 26 marzo 2002) non è stato dimostrato che il B. fosse effettivamente dal medico proprio all’orario della visita. Solo successivamente, in data 29 marzo 2002, è stato rilasciato dal medico un ulteriore certificato nel quale si afferma che la certificazione del 26 novembre “è stata rilasciata dalla ore 11 alle ore 11.30 circa nel mio ambulatorio”.

Rileva comunque il Tribunale che in nessuna delle certificazioni rilasciate dal Dott. F. al B. è affermato che questi è stato visitato dal medico presso l’ambulatorio. In particolare nella certificazione del 26 novembre 2002 non è riportata la tradizionale dicitura “da me visitato in data odierna”, ma è solo certificato che il B. è affetto da cervicalgia. Anche nelle certificazioni successive (quella del 16 gennaio e del 29 marzo 2002) si richiama la certificazione datata 26 novembre, senza mai affermare che il B., in quel giorno, si fosse personalmente recato presso l’ambulatorio e fosse stato sottoposto a visita.

Ne consegue che legittimamente l’assenza dal domicilio al momento della visita fiscale è stata ritenuta ingiustificata e, dunque, sanzionata.

Il ricorso va, dunque, respinto, ma si ravvisano giusti motivi per compensare le spese della lite.

P.Q.M.

Il Tribunale amministrativo regionale per la Calabria – sezione staccata di Reggio Calabria – definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe indicato, lo respinge.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Reggio Calabria nella camera di consiglio del giorno 07/04/2010 con l’intervento dei Magistrati:

Italo Vitellio, Presidente

Caterina Criscenti, Consigliere, Estensore

Salvatore Gatto Costantino, Primo Referendario

DEPOSITATA IN SEGRETERIA IL 05 MAG. 2010.

note

[1] TAR Reggio Calabria sent. n. 463 del 5.05.2010.


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