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Miscellanea L’avvocato non potrà esercitare a casa

Miscellanea Pubblicato il 5 febbraio 2015

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> Miscellanea Pubblicato il 5 febbraio 2015

Locali e linea telefonica dovranno essere “destinati” allo svolgimento dell’attività professionale.

Avvocati: a breve potrebbe vietato avere “casa e bottega”. È quanto sembra emergere dalla bozza di D.M. approvata dal Ministero della Giustizia sul nuovo regolamento per l’esercizio della professione forense.

Tra i nuovi requisiti richiesti al legale (di cui abbiamo parlato in “Avvocato solo se in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente”) figura, oltre alla titolarità di una partita IVA, anche l’uso di locali destinati” allo svolgimento dell’attività professionale. Ed è proprio sul termine “destinati” che si giocherà la partita, perché la bozza, attualmente, non precisa se l’uso dovrà essere esclusivo o anche promiscuo. A spingere, però, più sulla prima interpretazione è la prosecuzione del testo, laddove si parla anche di utenza telefonica che, stando a al testo del decreto, dovrà anch’essa essere “destinata” allo svolgimento dell’attività professionale (parrebbe con ciò volersi intendere “dedicata”).

Il testo, ovviamente, fa salve le ipotesi di utilizzo di locali e di linea telefonica in associazione professionale, società professionale o in associazione di studio con altri colleghi.

Non è tutto. A sottolineare il fatto che l’esercizio della professione dovrà essere continuativo, abituale e prevalente c’è la previsione dell’obbligo di aver trattato almeno cinque affari per ciascun anno, anche se l’incarico professionale è stato conferito da altro professionista. In questo modo si vuol evitare l’avvocato “a tempo perso”. I controlli saranno esercitati dal Consiglio dell’Ordine che potrà eventualmente attivarsi anche dietro “segnalazioni”.

Tra i nuovi obblighi figura anche quello della polizza assicurativa, che si aggiunge anche a quello, già esistente, della Pec e dell’aggiornamento periodico.

Il DM non fa però riferimento al Pos, rimasto solo provvisoriamente nel dimenticatoio, in attesa dell’approvazione delle sanzioni in caso di omesso utilizzo, una lacuna dell’attuale normativa più volte stigmatizzata dal direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Per scaricare il testo di decreto del Ministero della Giustizia clicca qui.


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