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Imposta registro: esente Giudice di pace e anche appello

5 febbraio 2015


Imposta registro: esente Giudice di pace e anche appello

> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 febbraio 2015



L’esenzione dall’imposta sulla sentenza del giudice di pace è estesa ai successivi gradi della lite, ossia per il tribunale in sede di appello.

L’esenzione dal pagamento dell’imposta di registro relativa alla registrazione della sentenza riguarda non solo gli atti relativi al giudizio innanzi al giudice di pace, ma anche quelli emessi dai giudici ordinari nei successivi gradi di giudizio, a seguito di impugnazione.

È quanto emerge da una recente e interessante sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Salerno [1].

 

Secondo i giudici, la cosiddetta competenza per gradi non snatura la vera e propria “competenza per valore”: quest’ultima, infatti, viene “fotografata” e quindi fissata all’avvio del giudizio (ossia nel momento della proposizione della domanda introduttiva di causa [2]) e resta ferma e immodificabile fino all’esito conclusivo del relativo giudizio, in sé considerato come un tutt’uno, anche in relazione ai successivi gradi. Pertanto, in caso di impugnazione, la sentenza di appello non sconterà l’imposta di registro.

Secondo quanto si legge nella sentenza in commento, sebbene la legge [3], nel fissare l’esenzione dall’imposta di registro, si riferisca espressamente ai soli giudizi davanti al giudice di pace, essa va comunque applicata anche alle sentenze di impugnazione di quest’ultima. Insomma, la legge non va interpretata in modo restrittivo, e questo perché l’appello costituisce un successivo grado del medesimo giudizio e non già un nuovo giudizio.

Le sentenze emesse dai Tribunali – osserva la Commissione – a seguito degli appelli proposti in conseguenza delle cause instaurate davanti al giudice di pace rappresentano atti e provvedimenti ad essi relativi. Del resto è stata la stessa Corte costituzionale [4] a chiarire, in passato, che lo scopo dell’esenzione in commento è di agevolare l’accesso alla tutela giurisdizionale, che diversamente risulterebbe compromesso per via del modesto valore della controversia.

Imporre oneri fiscali anche per il solo grado di appello di un giudizio di modico valore implica, dunque, la violazione del diritto di difesa, vanificando il senso della legge.

A favorire questa interpretazione è il dato letterale della norma, la quale stabilisce l’esenzione utilizzando il termine “cause” e non “procedimento”: ciò porta a ritenere che l’esenzione valga anche in appello. Infatti la causa è unica, mentre ad essere plurimi sono solo i procedimenti (ossia i vari gradi dell’unico giudizio).

note

[1] Ctp Salerno sent. n. 335/15 del 30.01.2015.

[2] Art. 5 cod. proc. civ.

[3] Art. 46 L. 374/91.

[4] C. Cost. sent. n. 316/09.

Autore immagine: 123rf com

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