Inps: stangata sulle partite IVA

6 Febbraio 2015
Inps: stangata sulle partite IVA

Contratti a progetto, professionisti e gestione separata: aumento dei contributi previdenziali fino al 33,72%.

Nel 2015, i titolari di Partita IVA dovranno pagare una aliquota particolarmente salata alla gestione separata dell’INPS. È quanto previsto dallo stesso Istituto Nazionale di Previdenza in una circolare di questi giorni [1].

In particolare l’aliquota contributiva dovuta nel 2015 dai parasubordinati, entro il massimale imponibile di 100.324 euro, sale al 30,72%. L’anno scorso, invece, gli stessi soggetti avevano potuto godere della “grazia” offerta loro dalla legge di Stabilità 2014 [2].

Per quanto, dunque, riguarda il 2015, i co.co.pro. dovranno pagare i seguenti contributi:

1) soggetto non iscritto ad altro fondo obbligatorio: il contributo è pari a 30,72% (30 più lo 0,72% destinato al fondo maternità e assegni familiari), di cui 10,24% a suo carico e 20,48% a carico del committente, entro il massimale di 100.324 euro;

2) soggetto già iscritto ad altro fondo obbligatorio, ovvero titolare di pensione: il contributo è del 23,50% (7,33%, a suo carico e 16,17% a carico del committente), entro il massimale di 100.324 euro. L’aliquota del 30,72% (contro il 27,72% del 2014) è dovuta anche dai titolari di partita Iva, che in fattura possono recuperare solo il 4%.

A partire poi da gennaio 2018, il contributo salirà a 33,72% per i collaboratori “esclusivi” (coloro che dalla collaborazione o dall’attività con partita Iva senza cassa ricavano il principale sostentamento); e il 24% quella dei collaboratori “non esclusivi” (a regime già dal 2016), dei collaboratori cioè in pensione o in possesso di un’altra previdenza obbligatoria (coloro i quali, occupati o pensionati, con la collaborazione raddrizzano il bilancio familiare).


note

[1] Circolare Inps n. 27/2015.

[2] Art. 1, comma 491, legge n. 147/2013.

Fonte Italia Oggi


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