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Casella postale: quando si considera conosciuta la corrispondenza?

8 Febbraio 2015


Casella postale: quando si considera conosciuta la corrispondenza?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 Febbraio 2015



Il momento di ricezione è quello della allocazione della posta nella casella postale, posto che il contratto con l’ufficio prevede una sorta di sostituzione dell’indirizzo del destinatario con quello dell’amministrazione postale.

Sai già cos’è una casella postale? Si tratta di una sorta di  armadietto molto piccolo, delle dimensioni di una cassetta di sicurezza, affittato da Poste Italiane a chiunque ne faccia richiesta (su pagamento) affinché vi venga depositata tutta la posta e i pacchi, anziché essere recapitati al domicilio del destinatario.

Sotto l’aspetto legale, però, potrebbe sorgere l’interrogativo di quando si considera effettivamente consegnata la corrispondenza. Perché, se nel caso della posta tradizionale, si considera la data di materiale recapito al destinatario (con la firma del postino e l’apposizione del giorno, del mese e dell’anno), con la cassetta postale questo passaggio non esiste più. Il che è particolarmente importante ai fini degli effetti giuridici della consegna degli atti (si pensi, per esempio, al decorso dei giorni per impugnare una multa, una cartella di Equitalia, alla data di ricezione di una disdetta dell’affitto, o al termine per rispondere a una contestazione di un vicino, ecc.).

La risposta all’interrogativo è giunta da una recente sentenza della Cassazione [1]. Secondo la Corte, con l’apertura di una casella postale, la corrispondenza si intende pervenuta all’indirizzo del destinatario, e dunque da questi conosciuta nel momento in cui l’Ufficio Postale la trattiene per smistarla presso la cassetta”. In buona sostanza avviene proprio l’esatto contrario di ciò che ricorre nel caso della consegna a domicilio: non si considera la data in cui il plico entra nella effettiva disponibilità del destinatario, ma quella di lavorazione da parte dell’ufficio. E ciò vale anche se la casella si trovi presso un diverso Ufficio del medesimo ente.

La motivazione della sentenza

La sentenza si interroga, innanzitutto, sulla funzione del contratto tra privato e ufficio postale che affitta la casella postale. Esso ha per scopo di fare in modo che la corrispondenza venga consegnata non presso l’indirizzo cui è inviata (la residenza del destinatario), ma presso lo stesso ente postale.

In pratica, l’ufficio postale diventa l’indirizzo di pervenimento della corrispondenza. Infatti, in presenza di una casella postale, le Poste non svolgono il loro normale servizio di consegnare il plico al domicilio del destinatario – per come richiesto dal mittente – ma rendono una diversa opera ossia quella di trattenere la corrispondenza per conto del destinatario presso di sé e procedere alla sua allocazione nella casella postale.

In pratica, è come se l’indirizzo del destinatario venisse sostituito e al suo posto vi fosse l’indirizzo dell’ufficio postale.

La questione non cambia se la casella sia allocata nello stesso ufficio ricevente la corrispondenza oppure in un altro ufficio dello stesso ente poste presso il quale dovrà avvenire il ritiro della corrispondenza.

note

[1] Cass. sent. n. 2070/2015.


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