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News Google non riconosce il diritto all’oblio sul .com

News Pubblicato il 7 febbraio 2015

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> News Pubblicato il 7 febbraio 2015

Territorialità: la cancellazione dei link dal motore di ricerca potrà avvenire solo in Europa.

Google non ci sta e fa sapere all’Unione Europea che gli effetti della ormai famosa sentenza della Corte di Giustizia sul diritto all’oblio (che ha sancito il diritto dei cittadini europei a chiedere l’eliminazione di link giudicati inadeguati o irrilevanti) verranno limitati solo alle versioni europee del motore di ricerca. Risultato: se un utente chiederà la cancellazione di un link dall’indicizzazione a Google, essa sarà tarata solo a livello territoriale e riguarderà, per esempio, google.de (per la Germania), google.fr (per la Francia), google.it (per l’Italia) e così via. E ciò anche in ragione del fatto che, quando un utente europeo digita google.com viene automaticamente reindirizzato alla versione locale (nel nostro Paese, quindi, la connessione avverrà automaticamente con la versione in italiano che corrisponde all’indirizzo google.it).

È questo il succo del Rapporto sul Diritto all’Oblio, approvato dal Comitato messo in piedi da Google dopo la rivoluzionaria decisione della Corte di Lussemburgo che ha imposto, al motore di ricerca, di rimuovere, dalle proprie pagine, i link non più attuali (perché riportanti a notizie ormai non più di pubblico interesse). Rimozione che dovrebbe avvenire a semplice richiesta degli interessati, ma che invece, come abbiamo avuto più volte modo di constatare, è di fatto completamente soggetta alla discrezione della società americana (leggi: “Cancellazione link da Google e oblio su internet: 7 motivi per non fidarsi di BigG”).

È una vittoria di Pirro, quella degli utenti. E ciò perché una cancellazione a livello globale avrebbe garantito una protezione di certo più assoluta del diritto. Si pensi, per esempio, al caso di YouTube, che è presente sulla versione .com di Google. La pubblicazione di un video, per esempio, con l’arresto di un soggetto, non potrà mai essere cancellata in automatico dal motore di ricerca e ciò perché la deindicizzazione riguarderà solo le versioni europee dei motori di ricerca.

La sentenza della Corte di Giustizia dello scorso 13 maggio 2014, del resto, non può che avere effetti in Europa, trattandosi di un tribunale europeo. E, di conseguenza, essa non ha il potere di stabilire l’esistenza di un generale diritto all’oblio. Servono invece convenzioni internazionali e accordi tra i singoli Stati per poter regolare la materia in modo realmente conveniente sia al web che ai cittadini. Del resto, l’impressione che ha offerto Google in tutti questi mesi dalla pubblicazione della sentenza è quella di voler dimostrare solo la propria buona fede, pur, nello stesso tempo, “prendendo in giro” una legislazione europea confusa, contraddittoria e tutt’altro che chiara.

Insomma, come abbiamo più volte suggerito, la vera soluzione resta quella del “contatto diretto” con l’autore del contenuto: unico solo capace di eliminare, alla fonte e una volta per sempre, l’articolo giudicato inadeguato, irrilevante e non più di pubblico interesse.


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1 Commento

  1. Buongiorno ,
    Sono il Sig. re Favilla scusatemi se vi disturbo, vorrei sapere a chi mi posso rivolgere per quanto riguarda il mio quesito:

    Sono 18 anni che vivo in un immobile, quando sono entrato ad abitare a Gennaio del 97, il proprietario un Sig.re di 77 anni mi disse che siccome non riusciva ne a venderla ne affittarla in quanto la casa è predisposta male ed è vecchia di 50 anni mi disse di fare un contratto di comodato d’ uso gratuito, io gli dissi faccia lei in quanto io non so come funzionano i contratti. Dopo alcuni giorni si è presentato con il contratto di ” COMODATO”, (fatto fare dal commercialista del genero) senza nessuna dicitura dove compare gratuito, ma solo con art.1803 di cui non so cosa significava e al quale ho chiesto al proprietario che cos’era quell’ art. lui mi rispose che significava che l’art. dava la possibilità al proprietario di decidere lui stesso l’affitto senza farlo per equo canone, e anche senza durata del termine. Ho firmato il contratto chiedendogli anche una copia, mai vista e di cui in tutti questi anni non mi hanno mai voluto dare dicendomi che a me non serve la copia. A Febbraio 97 il proprietario ha iniziato a chiedermi 970.000 lire di affitto ogni 3 mesi, visto come mi aveva prospettato il contratto gli ho fatto l’assegno di cui ha rifiutato dicendomi che li voleva in contanti perché doveva pagare gli operai che stavano ristrutturando 1 delle 3 case di sua proprietà.
    Entrati nell’ euro ha iniziato a chiedermi 1.000,00 euro sempre ogni 3 mesi. Nel 2005 il proprietario è venuto a mancare diventando così proprietaria la figlia, continuando a chiedermi la stessa cosa. A Gennaio del 2014 sia la proprietaria e il marito mi hanno chiamato a casa loro chiedendomi l’aumento ai quali ho risposto picche se prima non mi metteva a posto casa riguardo la vasca e la muffa dovuta alla camera di condensazione inesistente di cui non ero a conoscenza. Dopo 1 settimana mi sono visto arrivare una A/R dalla proprietaria dove mi intimava lo sfratto entro il 31 luglio. Gli ho telefonato per chiedere chiarimenti e mi ha risposto il marito al quale ho chiesto di parlarne a quattro occhi per chiarire la situazione, mi ha risposto che non aveva intenzione di vedermi e di discuterne , ho chiesto allora di darmi copia contratto di cui mai avuta, il Sig. mi ha detto che non me lo dava perché doveva chiedere prima al suo avvocato se può darmi la copia. A Febbraio mi sono rivolto ad un Avvocato spiegando tutta la situazione compreso il fatto che tutte le bollette erano intestate a me ad esclusione del gas e dell’ acqua compreso anche tutti i movimenti bancari dove si evince che ogni 3 mesi ritiravo 1.000,00€ con modulo di sportello. L’ Avv, mi diede ragione al 200×100 facendo una A/R alla proprietaria dicendogli di presentarsi al suo studio insieme a me per trovare una soluzione in via bonaria. I Signori non si sono presentati ma hanno fatto mandare dal loro avvocato una A/R con allegato copia del contratto ” COMODATO ” dove abbiamo notato subito che non era registrato e nella lettera di accompagnamento del loro’ avvocato c’era scritto espressamente la dicitura “COMODATO D’USO GRATUITO”. A Marzo ho fatto un’ esposto alla G.d.f. allegando tutti i documenti copia contratto e gli estratti conto dove si evince che alla scadenza dei tre mesi ritiravo 1.000,00 euro con modulo di sportello in banca.
    Ad Aprile 2014 il mio Avvocato ha voluto anche le registrazioni audio multimediali effettuate a Gennaio 2014 a casa mia ( mai divulgate) dove la proprietaria tutta arrabbiata parla espressamente che le mille euro che ha preso in 18 anni erano in nero, (per questo motivo non mi hanno mai dato copia del contratto per paura che lo facevo vedere a qualcuno che se ne intendeva di contratti).
    l’ Avvocato mi ha detto che si sentono benissimo, facendo presente anche al loro Avvocato che lei ha le prove e in più che i 6 mesi di preavviso per lo sfratto iniziano a fine Marzo e non a Gennaio in quanto io la copia del contratto mai avuta per 18 anni mi è stata data il 15 di Marzo. Inoltre ha anche appurato che il contratto di comodato non è mai stato registrato e che li avrebbe citati in giudizio.
    Il 18/09 il mio Avvocato mi ha mandato una mail dove dice cosi:

    Buonasera,
    la presente per informarLa che il collega mi comunica che la Sig.ra………. accetta di rientrare in possesso dell’immobile per i primi di dicembre 2014 e sarebbe disposta a rinunciare a pretendere l’indennizzo di occupazione dell’immobile alla condizione che anche Lei rinuncia a pretendere alcunché nei suoi confronti.
    Viste le tabelle di indennità di occupazione abusiva, visti i tempi ed i costi della giustizia mi sento di svolgere le seguenti considerazioni e consigliare quanto segue.
    Controparte potrebbe pretendere l’indennità di occupazione sino all’effettivo rilascio pari all’importo di un comune canone di locazione maggiorato del 20%.Lei, fermo restando le difficoltà probatorie, potrebbe richiedere / ottenere la restituzione dei canoni corrisposti nei limiti degli ultimi 5 anni (termine di prescrizione) e considerato che l’ultimo anno di questo quinquennio non è stato corrisposto alcunché si ridurrebbe a 4 anni la richiesta. Le cifre finirebbero per compensarsi, se considerano le spese di giustizia che dovranno essere affrontate per un’azione civile.
    Pertanto direi che transare bonariamente è una buona soluzione, potremmo spostare il rilascio a fine gennaio ed evitare i costi ed i tempi biblici di azioni giudiziarie.Nella scrittura privata che andremo a sottoscrivere inserirò comunque in via velata il discorso dei canoni corrisposti in questi anni.
    Lei rinuncerebbe così alla restituzione dei canoni corrisposti ma in un’ottica di compensazione, evitando ingenti spese di giustizia. Come vede, lo dico contro i miei interessi ed a Sua tutela.
    Rimango a disposizione per ogni chiarimento.A questo punto le ho telefonato per chiedere spiegazioni in merito visto che lei stessa mi aveva detto di non pagare in quanto il contratto era gratuito, adesso mi viene a dire che la proprietaria può pretendere l’ indennità di occupazione? ma stiamo scherzando?
    I primi di Dicembre mi ha telefonato di nuovo il mio avvocato dicendomi che la proprietaria voleva l’ appartamento libero entro il 15 Dicembre se no sarebbe andata per vie legali,io le ho detto come sarebbe a dire se lei mi aveva detto per i primi di Gennaio 2015 invece adesso lo devo lasciare entro il 15 Dicembre? le ho risposto un po malamente dicendogli che non c’era nessun problema e che il 15 lasciavo l’ appartamento.I primi di Dicembre mi richiama il mio avvocato per andare a firmare la lettera da lei prospettata precedentemente ( la lettera in forma privata e velata) in modo tale che la mandava all’ Agenzia delle Entrate e che mi avrebbe fatto sapere i risvolti di tutto ciò. Il 15 Dicembre ho lasciato l’ appartamento lasciando tutte le chiavi al loro Geometra di fiducia dove abbiamo stipulato il verbale del rilascio. Per quanto riguarda la lettera inviata dal mio avvocato all’ Agenzia delle Entrate fino ad oggi non ho saputo più nulla.
    Scusatemi per la lunga discussione. Vi chiedo cortesemente se tutto questo è giusto per quanto riguarda quello che ha fatto e che sta facendo il mio avvocato?
    E’ normale che ancora non ho saputo più niente per quanto riguarda la lettera inviata all’ Agenzia delle Entrate? Inoltre dopo aver firmato la la lettera per l’ ADE il mio avvocato non si è fatto più sentire. E’ normale tutto questo?
    Inoltre è mai possibile che un semplice cittadino che che non conosce i vari articoli come il 99% delle persone viene fregato solo per un’ articolo 1803 messo sul contratto?
    E’ anche normale che sono validi solo gli ultimi 5 anni dell’ affitto in nero e tutti gli altri anni sono andati in prescrizione? Sinceramente non ci sto capendo più niente, da parte del mio Avvocato, è giusto come si è comportata?
    Scusatemi di nuovo e attendo Vostre risposte delucidazione in merito ai miei quesiti e sapere a chi mi devo rivolgere per saperne di più.
    Grazie

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