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Negoziazione assistita: guida e adempimenti

8 febbraio 2015


Negoziazione assistita: guida e adempimenti

> Diritto e Fisco Pubblicato il 8 febbraio 2015



La guida: cosa si deve fare, i modelli della lettera e gli obblighi per gli avvocati.

Parte da oggi, lunedì 9 febbraio 2015, l’obbligo per gli avvocati di avviare un tentativo di negoziazione assistita prima del deposito della domanda giudiziale nelle cause concernenti:

– risarcimento del danno da sinistri stradali;

– recupero di somme, fino a 50mila euro, a qualsiasi titolo dovute, salvo che rientri nelle materie per cui è prevista la mediazione obbligatoria;

– contratti di trasporto o sub-trasporto.

Cerchiamo di approfondire l’argomento rispondendo alle domande più frequenti.

In cosa consiste la negoziazione assistita?

Nelle materie nelle quali la negoziazione assistita è obbligatoria, l’avvocato della parte, prima di avviare la causa, deve obbligatoriamente inviare alla controparte una raccomandata a.r. o una posta elettronica certificata (Pec) in cui la invita a sottoscrivere una convenzione di negoziazione assistita. Si tratta, in particolare, di un accordo mediante il quale i rispettivi difensori convengono di cooperare per risolvere, in via amichevole, una controversia vertente su diritti disponibili, tramite l’assistenza di avvocati iscritti all’albo.

Se l’altra parte non aderisce all’invito (ossia non risponde entro 30 giorni dalla sua ricezione) o lo rifiuta, si può iniziare il processo. Invece se l’invito viene accettato, le parti, con i loro avvocati, redigono la convenzione di negoziazione assistita in forma scritta. Quest’ultima può portare al raggiungimento di un accordo che, una volta sottoscritto dalle parti e dai relativi avvocati, costituisce titolo esecutivo e per l’iscrizione di ipoteca giudiziale.

Gli avvocati certificano l’autografia delle sottoscrizioni apposte alla convenzione sotto la propria responsabilità professionale.

Quando non si applica la negoziazione assistita?

 

La negoziazione assistita è una sistema alternativo di risoluzione delle controversie che ha carattere residuale, ciò significa che tale procedura non trova applicazione nei casi in cui la legge prescriva il ricorso a specifiche procedure di mediazione o conciliazione (si pensi a tutti i casi la legge prevede l’esperimento della procedura di mediazione obbligatoria o il ricorso all’arbitro bancario finanziario o alla camera di conciliazione e di arbitrato presso la Consob).

La negoziazione poi non si applica nei seguenti casi:

– contratti conclusi tra professionisti e consumatori

– ricorsi per decreto ingiuntivo

– procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite;

– procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all’esecuzione forzata;

– procedimenti in camera di consiglio;

– azione civile esercitata nel processo penale;

– nei casi in cui la parte può stare in giudizio personalmente.

L’avvocato ha particolari obblighi informativi nei confronti del proprio cliente?

 

All’atto di conferimento dell’incarico da parte del proprio cliente, l’avvocato è tenuto a informarlo della possibilità (in caso di negoziazione assistita facoltativa) o dell’obbligo (in caso di negoziazione assistita obbligatoria) di ricorrere alla negoziazione assistita.

La legge, tuttavia, non prevede una sanzione a carico dell’avvocato nel caso di omessa informativa; l’obbligo in questione viene considerato comunque un dovere deontologico.

È necessario un mandato ad hoc da parte del cliente per l’avvocato?

 

Il legale deve essere munito di mandato professionale prima di procedere all’invito diretto alla controparte. Si suggerisce la seguente formula:

MANDATO PROFESSIONALE

Io sottoscritto, sig. ….. nato a …… e residente in …… c.f. …… dichiaro di essere stato informato ai sensi dell’art. 4, comma 3, del D.Lgs. n. 28/2010 della possibilità di ricorrere al procedimento di mediazione ivi previsto e dei benefici fiscali di cui agli artt. 17 e 20 del medesimo decreto, come da atto allegato, così come della possibilità di ricorrere alla convenzione di negoziazione assistita ex D.L. n. 132/2014, conv, e con il presente atto conferisco all’Avv. …… mandato a che mi assista nel procedimento di negoziazione assistita contro …… in relazione alla presente controversia [descrivere l’oggetto della vertenza, indicare la controparte].

Autorizzo il professionista e i suoi collaboratori di studio al trattamento dei miei secondo quanto previsto dal D.Lgs. n. 196/2003.

Firma ……

Per accettazione: Avv. ……

Come si scrive l’invito alla negoziazione assistita?

 

L’invito diretto alla controparte, e diretto a stipulare una convenzione di negoziazione assistita, deve contenere:

1) l’indicazione dell’oggetto della controversia;

2) l’avvertimento che la mancata risposta all’invito entro 30 giorni dalla ricezione o il suo rifiuto può essere valutato dal giudice al fine di decidere sulle spese di giustizia, sulla responsabilità aggravata e sulla concessione della provvisoria esecutorietà

3) la firma autografa della parte certificata dall’avvocato che formula l’invito.

Si suggerisce la seguente formula

INVITO A STIPULARE LA CONVENZIONE

Raccomandata a/r:

Egr. Sig. ……

Indirizzo……

Oggetto: invito a stipulare convenzione di negoziazione assistita ex D.L. n. 132/2014

 

Formulo la presente per conto del Sig. ……, nato a …… il ……, residente in ……, c.f. …… che sottoscrive la presente per accettazione e ratifica. Per conto di quest’ultimo, La invito, ai sensi dell’art. 3 del D.L. n. 132/2014, a stipulare, tramite l’assistenza del Suo avvocato, una convenzione di negoziazione assistita in ordine alla seguente controversia: [descrivere l’oggetto della controversia].

 

Le ricordo che, secondo quanto disposto dall’art. 4 del D.L. n. 132/2014, la mancata risposta alla presente entro 30 giorni dalla ricezione o il rifiuto alla stipula della convenzione di negoziazione assistita potrà essere valutato dal giudice ai fini delle spese del giudizio e di quanto previsto dagli artt. 96 e 642, primo comma del codice di procedura civile.

Firma: ……

Avv. …… anche per autentica della firma di ……

Quali sono gli effetti dell’invito ai fini della prescrizione?

La comunicazione dell’invito interrompe il decorso della prescrizione (analogamente all’ordinaria domanda giudiziale) e la decadenza; quest’ultima però è impedita per una sola volta e, in caso di rifiuto, mancata accettazione dell’invito o mancato accordo, da questo momento ricomincia a decorrere il termine per la proposizione della domanda giudiziale.

Che succede se la controparte non accetta o non risponde all’invito?

 

La parte che riceve l’invito a stipulare la convenzione di negoziazione assistita ha 30 giorni di tempo per decidere se aderire all’offerta, rifiutarla o non rispondere affatto. Negli ultimi due casi, la condizione di procedibilità si considera avverata e, pertanto, la controparte sarà libera di agire in tribunale.

In ogni caso, la mancata risposta all’invito o il suo rifiuto può essere valutato dal giudice ai fini delle spese del giudizio e di un’eventuale condanna al risarcimento del danno per responsabilità aggravata processuale.

Se le parti non raggiungono un accordo, gli avvocati devono redigere una dichiarazione di mancato accordo e devono certificarla.

La parte deve quindi proporre la domanda giudiziale entro il medesimo termine di decadenza decorrente dalla dichiarazione di mancato accordo.

Che succede se l’invito alla negoziazione assistita non viene inviato?

Se la procedura non viene esperita, il mancato esperimento della negoziazione assistita obbligatoria comporta l’improcedibilità della domanda giudiziale. L’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal giudice non oltre la prima udienza. Diversamente, il vizio viene sanato automaticamente e il processo prosegue regolarmente.

In particolare, il giudice quando rileva che la negoziazione non è stata esperita assegna alle parti il termine di quindici giorni per l’avvio del procedimento e rinvia l’udienza successivamente alla scadenza del termine minino previsto dalla legge per l’esperimento del procedimento di negoziazione (ossia un mese).

Analogamente, il giudice quando rileva che la negoziazione assistita è già iniziata, ma non si è conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine previsto dalle parti nella convenzione di negoziazione. La negoziazione va conclusa per un periodo di tempo determinato dalle parti nella convenzione stessa, fermo restando il termine minimo di un mese.

Quali sono invece gli effetti di un eventuale accordo?

 

Le parti dovranno innanzitutto redigere un accordo scritto che, appunto, si chiamerà “convenzione di negoziazione assistita”.

Si suggerisce la seguente formula:

CONVENZIONE DI NEGOZIAZIONE ASSISTITA

ex artt. 2 ss., D.L. n. 132/2014

Tra Tizio, nato a …… il …… e residente in …… c.f. …… rappresentato e difeso dall’avv. …… con studio in ……, C.f./P.Iva: …… presso cui elegge domicilio ai fini del presente procedimento;

e Caio, nato a …… il …… e residente in …… c.f. …… rappresentato e difeso dall’avv. …… con studio in ……, C.f./P.Iva: …… presso cui elegge domicilio ai fini del presente procedimento;

Premesso

– che Tizio ha intimato, in data …… a Caio il pagamento della somma di euro …… oltre interessi legali per le seguenti motivazioni ……

– che Caio contestava detta richiesta sulla base delle seguenti motivazioni: ……

– che è interesse delle parti cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia tramite l’assistenza dei rispettivi legali come sopra identificati ricorrendo al percorso di negoziazione assistita ai sensi degli artt. 2 ss d.l. n. 132/2014;

– tutto ciò premesso le parti come sopra identificate e assistite

convengono

1) la premessa è parte integrante del presente accordo;

2) di ricorrere al procedimento di negoziazione assistita come disciplinata dagli artt. 2 e ss. del D.L. n. 132/2014 e di cooperare in buona fede e con lealtà per risolvere in via amichevole la controversia con l’assistenza dei rispettivi legali;

3) che il termine per l’espletamento della proceduta viene indicato in 30 giorni decorrenti dalla sottoscrizione del presente atto.

Sottoscrivono il presente accordo gli Avv.ti …… e …… ex art. 2, comma 6, del D.L. n. 132/2014.

Data, firme delle parti

È autentica: Avv. di Tizio ……

È autentica: Avv. di Caio ……

Gli avvocati sono tenuti ad ulteriori obblighi in caso di raggiungimento dell’accordo?

 

Dopo che è stato raggiunto l’accordo tra le parti a seguito della negoziazione assistita, gli avvocati autenticano le firme e devono trasmettere una copia dell’accordo stesso al Consiglio dell’ordine del luogo ove l’accordo è stato raggiunto oppure al Consiglio dell’ordine in cui uno degli avvocati è iscritto. Il Consiglio dell’ordine deve provvedere con cadenza annuale a monitorare le procedure di negoziazione assistita e trasmettere i relativi dati al Ministero della giustizia.

Che efficacia ha l’accordo di negoziazione assistita?

 

L’accordo raggiunto dalle parti ha efficacia esecutiva al pari degli altri titoli esecutivi: in buona sostanza esso avrà la forza di una sentenza.

Quindi non ci sarà la necessità, come in caso di inadempimento di un contratto, di ricorrere al giudice al fine di ottenere una sentenza per richiedere l’intervento dell’ufficiale giudiziario.

L’accordo costituisce altresì titolo per l’iscrizione di ipoteca giudiziale.

A tal fine gli avvocati devono attestare e certificare la conformità dell’accordo alle norme imperative e all’ordine pubblico.

Quanto tempo può durare la procedura di negoziazione assistita?

 

Le parti sono libere di determinare, nella convenzione di negoziazione, un periodo di tempo determinato per la conclusione dell’accordo, fermo restando che tale termine non può essere inferiore a un mese.

Che succede in caso di inadempimento agli accordi raggiunti con la negoziazione assistita?

Si potrà procedere, direttamente, all’esecuzione forzata. Tuttavia, nell’eventuale atto di precetto l’accordo raggiunto con la negoziazione assistita deve essere ivi integralmente trascritto.

Per la trascrizione invece nei pubblici registri dell’accordo, ovviamente nei casi in cui si può trascrivere un atto, serve l’autenticazione delle sottoscrizioni apposte sull’accordo da un pubblico ufficiale e si dovrà sottoscrivere l’accordo anche davanti al pubblico ufficiale.

Se la parte possiede i requisiti per il gratuito patrocinio è tenuta a pagare la negoziazione assistita?

 

No. È questa una delle più particolari distonie del procedimento. Infatti la legge prevede una sorta di “volontariato obbligatorio” per il legale che, pur non potendo chiedere alcun compenso al cliente, non potrà neanche presentare la pratica per il gratuito patrocinio ed essere pagato dallo Stato.

Cosa succede se, durante la negoziazione, una parte prende conoscenza di informazioni utili per il giudizio?

 

Le parti devono tenere riservate le informazioni ricevute nel corso della negoziazione. Le dichiarazioni rese e le informazioni acquisite nel corso del procedimento di negoziazione non possono essere utilizzate nel successivo giudizio che abbia, anche in parte, lo stesso oggetto.

 

L’avvocato può impugnare la negoziazione assistita cui questi abbia preso parte?

No. Se lo fa commette illecito deontologico.

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1 Commento

  1. Volevo se possibile fare una domanda. Cosa succede se le parti sono lontane? come si svolgono gli incontri se una parte è poniamo il caso a Milano e una a Napoli? é obbligatorio incontrarsi, e se sì, come?
    Grazie

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