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Il medico sbaglia? Il risarcimento è una rendita vitalizia

9 febbraio 2015


Il medico sbaglia? Il risarcimento è una rendita vitalizia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 9 febbraio 2015



Lesioni gravi: indennizzo con rendita annuale.

Innovativa decisione del tribunale di Milano che, con una sentenza di pochi giorni fa [1], ha riconosciuto, quale indennizzo conseguente al danno alla salute, per le lesioni gravi e irreversibili, provocate da un errore medico, una rendita annuale di 145mila euro. E ciò, ovviamente, in aggiunta all’imprescindibile risarcimento del danno biologico e non patrimoniale. Ciò perché, nella giusta argomentazione dei giudici milanesi, si fa notare come la lesione della salute porta spesso con sé una compromissione delle capacità di reddito per la vittima, nonché l’aumento delle spese fisse per l’assistenza domiciliare e terapeutica.

Insomma, due componenti di voci (quella del lucro cessante e del danno emergente) che, chi non è più in grado di svolgere autonomamente le proprie funzioni quotidiane, a causa di un errore sanitario, deve poter recuperare in qualche modo, contando su un reddito fisso e stabile, oltre ovviamente al normale risarcimento del danno “una tantum”.

L’elemento originale della sentenza, nel panorama delle decisioni in tema di risarcimento per danni gravi alla salute (con compromissione della integralità psicofisica della persona fino all’80-100%) sta proprio nella liquidazione del danno attraverso una rendita fissa e futura, per tutta la durata dell’esistenza della vittima.

Di norma, invece, i tribunali tendono sempre a capitalizzare il risarcimento in un’unica somma, da corrispondersi anticipatamente e tutta in una volta, a ristoro anche dei danni futuri e ancora non emersi (sulla base delle previsioni fatte dal consulente tecnico d’ufficio). Un simile sistema di liquidazione, tuttavia, pone sempre problemi di gestione dell’ingente capitale cui si trova a essere titolare la vittima, con conseguenti rischi di dilapidazione. Non solo. Il calcolo del risarcimento viene effettuato sulla base delle aspettative di vita del danneggiato; ma ben potrebbe essere che questi viva più del previsto. Con la conseguenza che il risarcimento erogato “una tantum” potrebbe non più bastare a coprire l’intero arco dell’esistenza della vittima. Al contrario, l’indennizzo con rendita vitalizia evita problemi di questo tipo.

note

[1] Trib. Milano, sent. del 27.01.2015.


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1 Commento

  1. … e se invece il medico muore,… continua il risarcimento annuale ????? grazie.e complimenti per questa utilissima pagina…

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