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Perché il prezzo del petrolio è sceso e quello della benzina no?

Pubblicato il 9 febbraio 2015

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> Pubblicato il 9 febbraio 2015

Prezzo industriale elevato a causa dell’inefficienza della rete petrolifera e accise contribuiscono al paradosso italiano.

Negli ultimi mesi il prezzo del petrolio, sul mercato internazionale, ha conosciuto un vero e proprio tracollo scendendo a livelli quasi da record. Anche questo inizio di 2015, infatti, segna un trend negativo per il greggio, così come già era stato il 2014.

Bene per gli automobilisti – si potrebbe pensare – perché pagheranno prezzi più bassi per i derivati del petrolio: la benzina e il diesel. E invece non è così. Al contrario i listini delle compagnie che riforniscono le nostre auto continuano a crescere, salvo qualche periodo di leggera stasi. Peraltro è previsto, per giugno prossimo, un ulteriore incremento dei prezzi per via dell’aumento delle accise, a causa di una clausola di salvaguardia contenuta nella legge di stabilità per il 2015.

Insomma, il paradosso – tipicamente italiano – è che al calare dei prezzi della materia prima fa da contraltare un aumento dei prezzi dei derivati. In Italia, peraltro, i carburanti costano molto di più di tutti gli altri Paesi europei. Un paradosso a cui difficilmente ci si rassegna se si pensa, peraltro, che l’Italia è leader in Europa (e al nono posto nel mondo) nella produzione di derivati del petrolio. Che significa concretamente? Noi importiamo il greggio nel nostro Paese; qui lo lavoriamo: ne estraiamo la benzina e il gasolio; poi lo esportiamo vendendolo agli altri Stati. Ma quella parte che rimane in Italia costa molto più che all’estero. Infatti, se leggiamo attentamente i listini, il prezzo praticato dai distributori italiani di benzina è il più alto in Europa. Noi siamo l’unico Paese, insieme all’Olanda, in cui la super ha raggiunto 1,5 euro al litro (in Austria, invece, il prezzo si aggira introno a 1,1 euro). Le cose non cambiano con il diesel.

Come è possibile tutto questo?

La spiegazione è in due fattori che fanno aumentare, da noi, il prezzo dei derivati del petrolio:

– innanzitutto scontiamo un elevatissimo prezzo industriale (cioè al netto delle tasse), a causa dell’inefficienza della rete petrolifera;

– si aggiungono poi le accise sui carburanti che, in Italia, sono alle stelle. Basti pensare che oltre 1 euro al litro del costo della benzina va nelle casse dello Stato.

Come ci si difende?

Il prezzo dei carburanti è facilmente visibile prima delle stazioni di servizio. Meglio non fermarsi laddove i cartelli non sono chiari o non si leggono facilmente.

Meglio fare il rifornimento in città prima di un viaggio: il costo in autostrada è molto spesso più elevato.

Occhio alle pompe di benzina No Logo, anche dette pompe bianche. Si tratta di distributori di carburante che non fanno capo ad alcuna grande compagnia di carburante (Eni, Esso, Q8, Total, ERG, IP, ecc.). Sono dette “No Logo” poiché, almeno in origine, esse non si presentavano con un marchio, bensì totalmente spoglie.


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