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Il cartello “Attenti al cane” non esonera il proprietario dalla responsabilità

10 Febbraio 2015


Il cartello “Attenti al cane” non esonera il proprietario dalla responsabilità

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 Febbraio 2015



Animali da cortile: il padrone resta tenuto a risarcire i danni anche se ha messo in guardia i passanti.

Attenti al cane”: il cartello è ben visibile e posto proprio all’altezza di chi bussa al cancello, in modo da non passare inosservato. Chi è causa del suo mal pianga sé stesso, si potrebbe allora pensare se il passante, nonostante l’avviso, si disinteressa del pericolo e poi viene morso dall’animale. E invece non è così. Secondo, infatti, una recente sentenza del Tribunale di Padova [1], il proprietario di un cane è tenuto a risarcire tutti i danni provocati dal morso dell’animale anche se ha avuto cura di appendere il cartello “Attenti al cane” sul cancello.

La responsabilità per il proprietario viene meno solo se questi dimostra che l’evento (il morso) si è verificato in maniera del tutto imprevedibile o a causa di un evento inevitabile e assolutamente eccezionale rispetto a quanto potrebbe essere prevedibile.

Dunque, non esistono esoneri di responsabilità preventivi come la presenza di un cartello che mette in guardia i terzi.

La vicenda

Un giovane, distratto da una conversazione al telefonino, si appoggiava su un cancello di una proprietà privata dove essere apposto un cartello, ben visibile, ove era scritto “attenti al cane”. In conseguenza di ciò veniva morso dall’animale, riportando una ferita seria alla gamba. Il giudice di pace però, al termine del giudizio di primo grado, rigettava la sua richiesta di risarcimento posto che – a suo dire – il proprietario del cane non era responsabile dell’accaduto proprio per via dell’avviso. Di contrario avviso, però, sono stati i giudici di secondo grado.

La sentenza d’appello

Secondo il Tribunale di Padova, in funzione di giudice di appello, in caso di danno cagionato da animale [2], l’esonero della responsabilità del proprietario può avvenire solo in presenza di un caso fortuito, elemento che attiene alle modalità con cui si è prodotto il danno. Dunque, in questi casi il danneggiato dovrà limitarsi a dimostrare che il danno è stato determinato dall’animale (ossia il rapporto di causa-effetto); mentre il proprietario del quadrupede, per liberarsi dalla responsabilità, dovrà provare non già di essere esente da colpa, bensì che si è verificato un fattore esterno imprevedibile, inevitabile e assolutamente eccezionale (che ha interrotto, appunto, quel rapporto di causa-effetto tra danno e comportamento dell’animale).

Dunque, anche in presenza del cartello “attenti al cane” è prevedibile che l’animale infili la testa tra una sbarra e un’altra del cancello, mordendo il passante che si avvicini al cancello al punto tale da essere morso.

Quanto ai cartelli “attenti al cane”, il giudice ritiene che essi siano irrilevanti ai fini dell’esclusione della responsabilità, posto che tali cartelli hanno lo scopo di avvertire del pericolo chi si introduca nel luogo recintato ove si trova il cane e non anche chi si limiti a camminare all’esterno del recinto.


note

[1] Trib. Padova sent. n. 2576 del 8.08.2014.

[2] Art. 2052 cod. civ.


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