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Prima casa sequestrabile dallo Stato se venduta prima della cartella Equitalia

10 febbraio 2015


Prima casa sequestrabile dallo Stato se venduta prima della cartella Equitalia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 10 febbraio 2015



Sottrazione fraudolenta al fisco: scatta il sequestro finalizzato alla confisca penale.

Divieto di “pignoramento della prima casa” non vuol dire anche divieto di sequestro penale.

Nonostante le recenti riforme che hanno reso impignorabile la prima casa (norme introdotte nel 2013 con l’ormai arcinoto “Decreto del Fare” [1]), lo Stato resta sempre libero di confiscare l’unico immobile del contribuente qualora questi tenti di sottrarlo fraudolentemente all’esecuzione forzata di Equitalia: per esempio simulando una vendita alla moglie o al figlio.

Infatti, scatta il reato di sottrazione fraudolenta [2] per chi vende la casa familiare pochi giorni prima della cartella di pagamento notificata dall’Agente della riscossione. Ovviamente, deve essere presente un intento simulatorio, ossia quello di fingere una vendita solo per sottrarre il bene all’Erario. Diverso è il caso, invece, più “limpido” e quindi lecito, di chi alieni il bene proprio al fine di procurarsi il denaro per estinguere i propri debiti.

La Cassazione interpreta in modo restrittivo il divieto di pignoramento sulla prima casa e lo fa con una sentenza emessa poche ore fa [3]. Nel caso di specie, il contribuente aveva simulato l’alienazione dell’immobile in favore della moglie, pur di sottrarlo alle grinfie di Equitalia.

La sostanza della pronuncia è facile: la prima casa non è pignorabile, ma tale esenzione viene meno se il mancato pagamento delle imposte ha risvolti penali.

Perciò è valido il sequestro sull’abitazione di un contribuente che non paghi le tasse e, proprio perché consapevole di ciò, dopo l’iscrizione a ruolo delle imposte, ma prima di ricevere la notifica della cartella, venda la casa familiare.

Per far scattare il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte non c’è bisogno di attendere che Equitalia avvii la procedura di esecuzione forzata, ma basta la sola consapevolezza del debito con l’erario. E questo perché chi sa di avere pendenze col fisco può facilmente presumere che, prima o poi, gli arrivi a casa la cartella di pagamento. E allora ben potrebbe muoversi ancor prima che il postino gli consegni la temuta intimazione di Equitalia. Dunque, l’elemento doloso del reato – ossia il voler sottrarre i beni alla riscossione delle imposte – è già presente con l’iscrizione a ruolo delle imposte, ancor prima della notifica della cartella esattoriale.

Per i Supremi giudici, l’attività volta alla riscossione del tributo inizia già precedentemente con la iscrizione a ruolo della imposta non versata, essendo questo il primo atto della procedura di riscossione.

Un consiglio pratico

Insomma, fate molta attenzione a vendere gli immobili di vostra proprietà se il vostro scopo è solo quello di sottrarli al pignoramento di Equitalia. Non solo la Procura della Repubblica potrebbe ravvisare, in tale comportamento, gli estremi del reato di sottrazione fraudolenta al fisco, ma ciò potrebbe avvenire anche se la vendita è avvenuta ancor prima della notifica della cartella di Equitalia. È sufficiente infatti il solo fatto che l’imposta sia stata già iscritta a ruolo.

Il che significa, detto in parole povere, che se state tentando, con un simile comportamento, di mettere al riparo la casa familiare, il rischio è proprio quello opposto: che vi venga sequestrata – anche se si tratta di prima casa [4] – e che si intraprenda, nei vostri confronti, un procedimento penale!

Ricorda che…

È punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo superiore ad euro cinquantamila, aliena simulatamente o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva. Se l’ammontare delle imposte, sanzioni ed interessi è superiore ad euro duecentomila si applica la reclusione da un anno a sei anni.

note

[1] DL n. 69/2013.

[2] D.lgs. n. 74 del 10.03.2000.

[3] Cass. sent. n. 5918 del 10.02.15.

[4] “Con riferimento alla presunta violazione dell’art. 52, lettera g), del dl n. 69 del 2013, convertito con legge n. 98 del 2013, va rilevato – prima ancora di ogni altra valutazione che esamini l’oggetto del bene sequestrato (si tratta infatti di un’autorimessa e non una casa d’abitazione) – che la disposizione richiamata riguarda la pignorabilità civile dei beni e non la loro assoggettabilità a sequestro preventivo strumentale alla confisca per equivalente, che è misura a contenuto lato sensu sanzionatorio avente le caratteristiche della misura di sicurezza patrimoniale conseguente alla avvenuta condanna in sede penale”.

Autore immagine 123rf com

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