Carte di credito con sconti fiscali

12 febbraio 2015


Carte di credito con sconti fiscali

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 febbraio 2015



Detrazioni o riduzioni di imposte a fronte di spese documentate, incentivando sia il consumatore che il venditore.

Come mettere d’accordo due interessi tanto confliggenti tra loro come, da un lato, quello dei consumatori a non rendere tracciabili i propri pagamenti (anche per timore degli strumenti di verifica come il Redditometro) e, dall’altro, quello del fisco, rivolto a combattere l’evasione fiscale? C’è un’unica soluzione: incentivare l’uso delle carte di credito con sconti fiscali, detrazioni o riduzioni di imposte.

A dirlo è stata ieri l’Abi, l’associazione dei bancari italiani che sottolinea il forte divario tra l’Italia e il resto dell’Europa. Il nostro Paese è ancora in forte ritardo per l’utilizzo delle carte di credito come strumento di pagamento alternativo al contante.

Come indicato stamattina dal quotidiano “Italia Oggi”, nel 2009, in Italia 90 transazioni su 100 avvenivano in contanti, mentre la media europea era di 70. Nel 2012 in Italia i pagamenti in contanti sono scesi a 87 ogni 100 trasazioni, mentre l’Ue era invece a 60 su 100. Resta tutt’ora elevato il ritardo nell’utilizzo di strumenti alternativi al contante. Nel 2013 infatti 75 operazioni annuali per abitante nel nostro Paese erano con strumenti alternativi al contante, contro i circa 200 nell’area dell’euro.

Il vicedirettore dell’Abi, Vincenzo Torriero, in audizione ieri alla Commissione vigilanza dell’Anagrafe tributaria, ha evidenziato una serie di proposte per una un minor ricorso al contante. In particolare, il rappresentante delle banche ha parlato di incentivi di carattere fiscale per chi utilizza strumenti di pagamento elettronico, generando un’interazione virtuosa tra interessi potenzialmente contrastanti: quello del pagatore e del beneficiario a utilizzare o meno il contante.

Il punto è sempre quello su cui battono ormai da anni le associazioni di tutela dei consumatori e dei contribuenti: bisognerebbe prevedere una detrazione fiscale a fronte di documentate spese effettuate con strumenti di pagamento elettronico (carte di credito, bancomat) sia per il pagatore che per il beneficiario, una riduzione dell’imposta di bollo sull’estratto conto della carta, un credito di imposta per i costi legati all’acquisizione e alla manutenzione dei Pos.

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Autore immagine: 123rf com

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1 Commento

  1. La carta di credito, in Italia,.e’ uno strumento di monitoraggio anche per i piu’ piccoli acquisti,.. quindi di REPRESSIONE nell’uso della stessa…Non ultima,..il caro costo delle commissioni !!!!

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