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Chiedere il rimborso IVA sulle bollette: ecco come fare

27 Aprile 2016
Chiedere il rimborso IVA sulle bollette: ecco come fare

Le bollette comprendono un costo IVA che non sarebbe dovuto perché genera una doppia tassazione, ecco come fare per richiedere il rimborso.

Come è noto nelle bollette relative all’energia elettrica o del gas viene inserito un costo relativo all’Imposta sul Valore Aggiunto. Se questo costo non è un problema per i professionisti e le imprese che detraendo interamente l’IVA non hanno il problema di doverla versare, esso è invece un aggravio notevole per il consumatore che ha un costo aumentato sui costi di emissione dell’energia. “Ma qual è il problema – si dirà? – è evidente che il costo va pagato come per qualsiasi altro servizio”. Ma ciò non è del tutto vero perché quel costo, nel caso delle bollette, è applicato anche sulle accise e quindi – come abbiamo visto succede anche nel caso dei costi di carburante (si legga composizione del costo del carburante, quale percentuale di tasse), di fatto questa è una doppia imposizione che non sarebbe ammissibile.

Ecco dunque come fare per richiedere il rimborso, vediamo prima però il caso di specie da cui il tutto è partito.

Rimborso IVA sulle bollette: doppia tassazione

Il caso che ha fatto partire la condanna dell’Enel – in questo caso – per doppia tassazione è stato sollevato da un cittadino veneto che ha vinto un ricorso al Giudice di Pace. Nella sentenza questi ha stabilito che l’importo versato in più va restituito, richiamando una sentenza della Corte di Cassazione che aveva specificato come “salvo deroga esplicita, un’imposta non costituisce mai base imponibile per un’altra[1].

Da questa decisione è partito un meccanismo che potrebbe facilmente portare a numerosi ricorsi. Vediamo dunque qual è la base imponibile sulla quale l’IVA può essere richiesta.

Bollette energetiche: su cosa può essere applicata l’IVA

Nonostante l’IVA venga generalmente applicata sull’intero importo della bolletta, di fatto essa potrebbe essere applicata solo sui seguenti servizi:

  • Bolletta elettrica: servizi di vendita e servizi di rete (non sulle accise);
  • Bolletta del gas: servizi di vendita e servizi di rete (non sulle accise e sulle addizionali regionali).

Come richiedere il rimborso dell’IVA sulle bollette elettriche?

Il primo consiglio per richiedere il rimborso dell’IVA sulle bollette elettriche è quello di richiedere un’assistenza da parte di un consulente legale, si tratta difatti di una battaglia piuttosto lunga e che sebbene abbia delle solide basi nei precedenti giuridici citati potrebbe portare via molto tempo. Inoltre esistono delle insidie, perché la Direttiva CE di riferimento stabilisce che “l’imponibile Iva comprende le imposte, i dazi, le tasse e i prelievi, ad eccezione della stessa IVA” [2].

In particolare si tenga presente che l‘ENEL nel gennaio 2016 ha risposto con una nota nella quale specifica quanto segue:

Con riferimento […] all’Imposta sul Valore Aggiunto, si rappresenta che la fornitura di gas ed energia elettrica, operata sul territorio nazionale e nell’esercizio dell’attività d’impresa, è soggetta ad IVA, da applicarsi all’ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti dal cliente al venditore.

Anche l’applicazione dell’IVA, ed il relativo pagamento, sono a carico del venditore della commodity che ha poi il diritto di richiederne il pagamento ai propri clienti“.

Tuttavia esistono anche delle strade che si possono iniziare a perseguire da sé.

Una via abbastanza semplice è quella di prender parte alla class action portata avanti attraverso Change.org, il sito di petizioni online. In seconda battuta (o contemporaneamente) è possibile presentare un ricorso al gestore dell’energia elettrica o del gas, argomentando nella motivazione l’esistenza di una doppia imposizione non dovuta.

A quanto corrisponde il rimborso sulle bollette?

Il rimborso richiesto potrebbe non essere particolarmente elevato, perché ad esempio una stima di Federconsumatori ha valutato che su un consumo annuo di 1.400 metri cubi di gas il rimborso dovuto si aggira tra i 50 e i 75 euro annui. Sebbene dunque i costi non siano particolarmente rilevanti, si tenga conto che con 5 anni di imposizione non dovuta, alle stime di Federconsumatori si otterrebbero dei rimborsi pari a 375 euro, e l’inverno prossimo potrebbe essere meno “caldo” per le nostre tasche, tempi della giustizia permettendo.


note

[1] Cass. sent. n. 3671/97

[2] Direttiva 2006/112/CE


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18 Commenti

  1. 375 euri meno i costi dell’avvocato, ecc. Alla fine vai a spendere ancora di più…questa è l’Italia…

  2. Io ci ho provato ma mi hanno risposto che non mi dovevano niente. 375 annui moltiplica almeno per 5 e poi dimmi se non li vuoi…..

  3. Il rimborso non doveva essere richiesto dai cittadini sostenendo altre spese, ma doveva essere imposta per legge la restituzione dovuta per ogni cittadino e\o cliente.

  4. A Mario ,non sono 375 euro all’anno ma bensì in cinque anni ,il risparmio all’anno sono dai 50 ai 75 euro .
    Rileggi :A quanto corrisponde il rimborso sulle bollette?

  5. Non ne vale la pena….. Io ci ho provato ma Enel ha risposto che non ho diritto ad alcun rimborso ai sensi della Direttiva Europea citata nel post. Bisognerebbe intraprendere una vertenza legale lunga e costosa che farebbe spendere più di quanto alla fine si riuscirebbe a recuperare. W l’Italia!

    1. Beh, che dire, un altro metodo per attirare pesci nella propria rete, io non sono riuscito a scaricare nessun modulo, semplicemente perchè non cè, a meno che io non mi sia rimbecillito di colpo. Invece è molto ben visibile la mail alla quale bisogna inviare le bollette e dove cosa pagare…..mica bruscolini….venite gente venite…….altro che associazione

  6. A prescindere da tutto ciò, ADESSO, QUESTA DOPPIA IMPOSTA VIENE APPLICATA?
    Vale solo per il gas o pure per la corrente – energia elettrica ?

  7. Lasciate le ultime bollete insolute, e cambiate gestore.
    Quando vi arriverà il sollecito di pagamneto, fate come loro, e affermate di scalare sul vostro insoluto, poi se vi mandategli una diffida r.r. da qualsiasi azione , se non prima chiarito il rapporto di insoluto con voi!!

  8. Questa problematica è stata sollevata da i sottoscritto responsabile della Federconsumatori di Livorno circa 15 anni fa e sono arrivato fino a Strasburgo e pur riconoscendo l’Iva iniqua la risposta è stata: – ogni paese è sovrano del suo operato. Il G.d.p può dare ragione o non dopo di che ricorrono e soldi ed altro i cittadini o le associazioni non possono far fronte e in ultimo il D.P.R 633 recita così: l’Iva si paga perchè è tutto ciò che si dal al cedente, allora cerchiamo di raccontare tutto per non dare false illusioni ai cittadini.Roberto Boschi

  9. Alla assoc. Avvocato in famiglia:In questo Paese si è abituati ad alzare solo dei polveroni e noi cittadini abbocchiamo,anche io ho scaricato il modulo per il rimborso iva sulle accise e l’enel mi ha risposto che è tutto legale. Non essendo io un avvocato non sono all’altezza di controbattere la risposta, pensandoci bene se era una cosa veritiera doveva essere l’assoc. ad organizzare una richiesta di rimborso dietro pagamento di una adeguata parcella per ogni richiedente. grazie TEX.

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