Diritto e Fisco | Articoli

Bolletta e contatore: i consumi non possono essere presuntivi

12 Febbraio 2015


Bolletta e contatore: i consumi non possono essere presuntivi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Febbraio 2015



In caso di contestazioni da parte dell’utente, il gestore del servizio deve provare che la somma richiesta con la fattura si riferisce a consumi effettivi e non presunti.

A pochi giorni dall’importante sentenza del Tribunale di Caltanissetta che nel tutelare gli utenti dalle bollette elevate, ha stabilito che spetta al gestore dimostrare il corretto funzionamento del contatore (leggi l’articolo “Bolletta sproporzionata: è il gestore a dover giustificare i consumi”), ecco un’altra sentenza degna di nota, questa volta proveniente dal Giudice di Pace di Potenza [1].

Qualora il consumatore contesti gli importi riportati in bolletta – si legge in sentenza – è la società erogatrice del servizio che deve dimostrare la correttezza dei conteggi effettuati. I consumi dell’utente, infatti, devono essere rilevati correttamente e non possono essere mai presunti. Ciò vale anche quando il cliente, pur contestando la bolletta, non chiede che venga effettuata una verifica sul contatore.

In buona sostanza, di fronte alle contestazioni dell’utente, i consumi presunti non hanno alcun valore. Questo perché le (mancate) rilevazioni del contatore non possono modificare le regole del processo e sulla ripartizione dell’onere della prova.

Già la Cassazione, in passato [2], aveva stabilito che spetta sempre al gestore del gas dimostrare la corrispondenza della fornitura erogata, riportata in bolletta, a quella fornita dal contatore centrale.

La bolletta e i consumi diventano “carta straccia” nel caso di contestazioni del consumatore. E difatti, il giudice di pace così specifica: “nessun valore, neppure indiziario, può esserle riconosciuto in merito alla rispondenza della prestazione stessa a quella pattuita e in merito agli altri elementi costitutivi del contratto” [3].

Insomma, in causa il gestore deve riuscire a dimostrare che la richiesta somma in fattura si riferisca a consumi effettivi e non presunti.

note

[1] G.d.P. Potenza, sent. n. 579/1 del 26.09.2014.

[2] Cass. sent. n. 10313 del 28.05.2004.

[3] Cass. sent. n. 8549 del 3.04.2008.

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

2 Commenti

  1. Per aver ricevuto una bolletta luce di oltre 300 € (in un periodo di assenza da casa) e quando i miei consumi erano nettamente inferiori), prima ho dovuto pagare e poi sono passato ad altro gestore. Non dico le ragioni sociali per evitare altre noie, ma dico che il mercato libero dell’Energia è una ennesima cavolata italiana. Come è possibile che io stipuli un contratto con un nuovo gestore e che poi le letture e le verifiche dei contatori debbano essere effettuate dal precedente Gestore?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI