Partite IVA e minimi: anche il 2015 per entrare nel vecchio regime

12 febbraio 2015


Partite IVA e minimi: anche il 2015 per entrare nel vecchio regime

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 febbraio 2015



Regime forfettario al 5% in vista di una proroga per un altro anno.

Avanzata francese, ritirata spagnola”. Un vecchio adagio che ben si adatta alle tante riforme dei governi italiani, prima proclamante a suon di trombe, poi puntualmente ritardate o mitigate (quanto non ritirate).

L’ultimo capitolo del nuovo regime dei minimi si chiama “Decreto Milleproroghe”, ricettacolo – come sempre – di quella brutta abitudine di rinviare l’esecutività di leggi necessarie. Il Governo è intenzionato – e in questo ha trovato larga maggioranza da parte di entrambi gli schieramenti – a prorogare per un altro anno il vecchio regime forfettario dei minimi, quello – tanto per intenderci – “buono”, ossia con l’aliquota fissa al 5%. Camminerà di pari passo, per chi invece preferirà aderirvi, a quello nuovo, approvato dalla legge di stabilità del 2015, con aliquota al 15%.

Così, chi nello scorso dicembre aveva tentato di tutelarsi dagli svantaggi della riforma, scomodando, all’ultimo dell’anno, il proprio commercialista per aprirsi una Partita Iva allo scopo di rientrare nelle regole del 2014 – evidentemente ritenute da tutti più vantaggiose, visto il boom di nuove partite Iva registrato a fine anno (circa un +203,4% su base annua) – ha probabilmente sprecato solo energie.

La soluzione verso la doppia opzione dei minimi è stata confermata, in questi giorni, dallo stesso esecutivo, che da ieri, in riunione straordinaria, sta cercando le coperture economiche.

L’ipotesi di un doppio binario per il 2015, in cui convivano simultaneamente vecchie e nuove regole, era stata anticipata un mese fa dal sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti (leggi: “Torna il vecchio regime dei minimi anche per il 2015”).

Nessun problema, invece, per chi, al 1° gennaio 2015, era già nel regime dei vecchi minimi e non era ancora scaduto il termine massimo. Infatti la legge di stabilità 2015 dispone per costo la possibilità continuare ad operare con le precedenti regole fino a naturale scadenza.

Si fanno, comunque, sempre più insistenti le voci di un probabile ritocco alle nuove regole.

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Autore immagine: 123rf com

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