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La ridotta capacità di lavoro dopo il sinistro per il risarcimento

12 Febbraio 2015


La ridotta capacità di lavoro dopo il sinistro per il risarcimento

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Febbraio 2015



Lucro cessante: sufficiente l’invalidità e l’incapacità lavorativa specifica.

 

Se hai subìto un grave sinistro con una invalidità tale da impedirti, per il futuro, di continuare a lavorare, ti spetta, oltre alle normali voci di danno (per esempio, il danno non patrimoniale per la sofferenza sopportata), anche il risarcimento per “lucro cessante” ossia per l’impossibilità di procurarti un reddito per l’avvenire. È quello che la giurisprudenza chiama “riduzione della capacità lavorativa specifica”.

In proposito, una sentenza di questa mattina della Cassazione [1] precisa che non si può negare il risarcimento da “lucro cessante” solo perché l’infortunato, dopo il sinistro, può comunque continuare a svolgere, genericamente, altre mansioni. È necessario, invece, verificare se l’invalidità gli impedisce di trovare un tipo di attività che risponda specificamente alle sue attitudini e conoscenze. Insomma, non perché residua una “capacità lavorativa generica” si può escludere l’indennizzo: basta la sussistenza di una “incapacità lavorativa specifica” per dare diritto al risarcimento del danno patrimoniale.

Così, per esempio, se, a seguito di una riportata invalidità alle gambe, il poliziotto non può più operare con la pattuglia su strada, egli avrà diritto al risarcimento da lucro cessante nonostante possa essere riciclato ad un lavoro di scrivania. Quest’ultimo, infatti, non corrisponde alle sue “specifiche attitudini e conoscenze”.

Dunque, se è vero che non basta l’invalidità permanente per far scattare il danno da lucro cessante, è anche vero che, oltre ad essa, è sufficiente la sussistenza di una incapacità lavorativa specifica (e non invece generica).

La Suprema Corte ricorda che, in caso di lesione dell’integrità psico-fisica della persona, la riduzione della capacità lavorativa generica (ossia la potenziale attitudine al lavoro da parte di un soggetto che non svolge attività produttive di reddito, né è in procinto presumibilmente di svolgerla), è risarcibile solo a titolo di danno biologico (che ricomprende tutti gli effetti negativi del fatto lesivo che incidono sul bene della salute in sé considerato).

Se invece alla riduzione della capacità lavorativa generica si associa una riduzione della capacità lavorativa specifica che, a sua volta, dà luogo a una riduzione della capacità di guadagno, la contrazione della produzione di reddito integra anche un danno patrimoniale.

note

[1] Cass. sent. n. 2758/15 del 12.02.2015.

Autore immagine: 123rf com


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