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Donatori di sangue e midollo: permessi lavorativi

15 febbraio 2015


Donatori di sangue e midollo: permessi lavorativi

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 febbraio 2015



Giornata di riposo, retribuzione, quantitativo minimo e centri di raccolta.

 

La legge stabilisce la possibilità di ottenere permessi da parte dei lavoratori che cedono gratuitamente il proprio sangue o il midollo osseo. Guardiamole nel dettaglio.

 

1 | DONATORI DI SANGUE

 

I lavoratori che cedono il loro sangue gratuitamente hanno diritto ad astenersi dal lavoro per l’intera giornata lavorativa in cui effettuano la donazione ed alla corresponsione della normale retribuzione.

Il quantitativo minimo di sangue deve essere pari almeno a 250 grammi ed essere prelevato presso un centro di raccolta o un centro trasfusionale autorizzato dal Ministero della Sanità.

La giornata di riposo viene computata in 24 ore a partire dal momento in cui il lavoratore si è assentato dal lavoro per il prelievo.

 

La retribuzione per la giornata di riposo per i lavoratori retribuiti non in misura fissa è determinata con gli stessi criteri previsti per le festività nazionali, mentre per i lavoratori retribuiti in misura fissa mensile o settimanale si ottiene dividendo la retribuzione fissa rispettivamente per 26 e 6 [1].

La retribuzione spetta a tutti i lavoratori subordinati, anche se non beneficiano dell’indennità di malattia a carico dell’Inps, e viene erogata dal datore di lavoro che può chiederne il rimborso all’istituto.

2 | DONATORI DI MIDOLLO OSSEO

I lavoratori iscritti nel Registro nazionale dei donatori di midollo osseo, che si sottopongono al prelievo a scopo di trapianto hanno diritto a permessi retribuiti per il tempo necessario:

– ai prelievi finalizzati all’individuazione dei dati genetici ed a quelli relativi all’approfondimento della compatibilità con i pazienti in attesa di trapianto;

– all’accertamento all’idoneità alla donazione;

– al prelievo di sangue midollare e al successivo ripristino dello stato fisico del donatore secondo quanto certificato dalla struttura ospedaliera che ha effettuato l’intervento.

L’indennità spettante al donatore per le assenze (giornaliere e/o orarie) correlate alla procedura di donazione deve essere equivalente alla “normale retribuzione”, ossia alla retribuzione che gli sarebbe stata corrisposta qualora avesse prestato la normale attività lavorativa [2].

In particolare, l’indennità deve essere corrisposta per le giornate di degenza necessarie al prelievo, a prescindere dalla quantità di sangue midollare donato, nonché per le giornate di convalescenza che, successivamente, sono necessarie ai fini del completo ripristino dello stato fisico del donatore.

L’indennità spetta, inoltre, per le ore di permesso occorrenti agli accertamenti e ai prelievi preliminari suindicati, anche nel caso in cui a tali atti non abbia fatto seguito la donazione.

La misura dell’indennità va determinata sulla base dei criteri utilizzati per i donatori di sangue.

note

[1] Art. 4 DM 8.4.1968.

[2] Inps, circolare n. 97/2006.

Autore immagine: 123rf com

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